Teatro, Va in scena a — 04/04/2018 19:46

The Year of Cancer: la prima regia in Italia di Luk Perceval con la Compagnia Toneelgroep

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MILANO – Va in scena dal 5 all’8 aprile al Piccolo Teatro Strehler, in prima nazionale The Year of Cancer, (drammaturgia tratta dal romanzo di Hugo Claus), per la regia di Luk Perceval (al suo debutto come regista in Italia). In scena Maria Kraakman e Gijs Scholten van Aschat, artisti della compagnia teatrale olandese Toneelgroep di Amsterdam, già vista al Piccolo Teatro nel mese di maggio del 2015, con il dittico diretto da Ivo van Hove, Dopo la prova/Persona di Ingmar Bergman.

 

 

Luk Perceval @https://www.facebook.com/luk.percevalinfo/

 

Il regista belga Luk Perceval, “l’uomo col cappello” come lo hanno soprannominato in tutta Europa, porta per la prima volta un suo spettacolo in Italia. Con il suo borsalino blu in testa – “non me ne separo mai  – magro, occhi chiari, qualche gesto da non ben definito cittadino centro-europeo – sono nato in una nazione che parla 3 lingue e ha 5 governi“. Segno zodiacale Gemelli, è stato centravanti della nazionale calcio prima di dedicarsi al teatro; agli inizi come attore, poi come regista in patria, in Olanda, in Germania alla Schaubühne  di Berlino e al Thalia Theater di Amburgo. Il passaggio da attore a regista è avvenuto non solo, come per tutti gli artisti nati alla fine degli anni ’50, grazie al magistero di Grotowski (“ho fatto le camminate nei boschi e il training”), di Brook, di Kantor, ma anche ad un medico che a 35 anni gli diede poco tempo per finire in sedia a rotelle se avesse continuato a fumare, bere caffè, estenuarsi nelle prove. Da lì la risoluzione: unire la fisicità all’arte preparando attori che “ri-adattino un testo attraverso il corpo e che come scopo abbiano l’essere umano”.

 

Luk Perceval

Lontano motore di questa conversione al teatro fisico c’è l’Italia, o meglio gli spettacoli di Ferruccio Soleri-Arlecchino e di Dario Fo, visti quand’era ragazzo – calciatore. Non si butta via niente, tutto torna. Generoso e ironico, Luk Perceval spazia dalla situazione teatrale europea in Paesi dove si fanno produzioni continue con pochi giorni di prove per far tornare i conti e si hanno compagnie stabili, al sistema trovato con il Toneelgroep di Amsterdam fondato da Ivo van Hove, un gruppo che lavora con registi diversi – compresi Ostermeier e Cassirer . Un sistema dettato dalla necessità ma anche dal fatto che in questo modo l’attore, lavorando con registi diversi, acquista più consapevolezza di sé”, ci spiega durante la conversazione.

Con due attori del TA, Gijs Scholten van Aschat (visto in “Persona/Dopo la prova” di Bergman/van Hove) e Maria Kraakman, ha costruito infatti nel 2016 questo “The Year of Cancer” dal romanzo dello scrittore belga Hugo Claus, morto per eutanasia nel 2008. “Una storia d’amore tra un lui e una lei che nella loro disperata ricerca d’intimità si fanno sviare dall’ansia della prestazione sessuale, con risvolti comico-tragici, uno specchio della nostra società oversexualized and frustrated”. Ma dove Luk Perceval si abbandona con passione quasi mediterranea è quando parla del teatro: “Da migliaia di anni si esercita questo rito che affronta amore, morte, paura, fallimento come una preghiera, un appello alla compassione per gli esseri umani anche ripugnanti come certi personaggi di Shakespeare, senza giudicarli, senza dogmi come nelle religioni o nelle chiese”.

 

 

Het jaar van de kreeft   The Year of Cancer, @Sanne Peper

The year of cancer” di Hugo Claus, scritto nel 1972 e  diventato un bestseller, è la storia di un amore impossibile. È uno dei libri preferiti del regista Luk Perceval: “Un racconto spietato sulla precarietà dell’amore, destinato, dopo il primo incanto, a trasformarsi rapidamente in disillusione insopportabile”. La rappresentazione è una sequenza di scene tragicomiche e stranianti che hanno per protagonisti due amanti, incapaci di vivere insieme ma incapaci anche di separarsi, colti in una spirale di intimità e distacco, orgoglio e dedizione, vita e morte. Lei non è in grado di impegnarsi perché la consapevolezza del deterioramento del rapporto avvolge la sua vita come un velo. Lui non riesce a salvarla perché interpreta malamente le sue grida d’amore come un rifiuto. Mentre lui vorrebbe un futuro insieme, lei vive nel passato e porta come fardello le proprie relazioni precedenti. Il risultato è che entrambi falliscono nella ricerca di intimità e approdano al silenzio ma nessuno dei due ha la volontà di porre fine al rapporto. Una storia, sottolinea il regista, che rappresenta “l’indistinto confine tra delusione e realtà, amore come droga e illusione”.

The Year of Cancer
Het jaar van de kreeft_©_Sanne Peper

Luk Perceval (Belgio, 1957) è un regista e attore fiammingo. Dopo essersi diplomato al Conservatorio Reale di Anversa, ha cominciato a recitare nel Teatro Reale Olandese di Anversa (Koninklijke Nederlandse Schouwburg – KNS).

Nel 1984 ha fondato, insieme a Guy Joosten, la Blauwe Maandag Compagnie (BMC), a Gand. Nel 1998, ha fondato il Toneelhuis: una fusione tra la BMC e la KNS. Dal 2005, è attivo soprattutto in Germania: prima come regista residente della Schaubühne am Lehniner Platz a Berlino, poi, dal 2009, come direttore del Thalia Theater di Amburgo.

The Year of Cancer, Het jaar van de kreeft_©_Sanne Peper_

Piccolo Teatro Strehler dal 5 all’8 aprile 2018

The Year of Cancer

di Hugo Claus

regia Luk Perceval

con Maria Kraakman, Gijs Scholten van Aschat; adattamento teatrale Peter van Kraaij, Luk Perceval; drammaturgia Peter van Kraaij; scene Katrin Brack; luci Mark Van Denesse; musica Jeroen van Veen; costumi Annelies Vanlaere; coreografie Ted Stoffer

produzione Toneelgroep Amsterdam
con il supporto di Mies e Jaap Kamp / van Meeuwen Kan fonds

Nello spettacolo sono presenti scene di nudo integrale.


Spettacolo in lingua olandese con sovratitoli in italiano

Orari: giovedì e sabato, ore 19.30; venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

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