spettacoli — 04/03/2019 10:21

Il riscatto di “Humana Vergogna” per Matera Capitale della Cultura 2019

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RUMOR(S)CENA – HUMANA VERGOGNA – MATERA CAPITALE DELLA CULTURA 2019 – Un po’ buffi, un po’ teneri, ironici e strampalati nel gioco di ricordi e invenzioni, come prestigiatori del gesto, instancabili per quasi due ore di salti, capriole, balletti in frenetici scalpitii. Togliendosi di dosso certe pellicce non proprio eleganti, scoprendosi sempre in mutande: Mattia Giordano, Antonella Iallorenzi, Mariagrazia Nacci, Simona Spirovska, Ema Tashiro, sono in scena nella Casa Circondariale di Matera per l’ultimo momento del lungo percorso di “Humana Vergogna” che Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti hanno costruito tra i percorsi di “Matera Capitale della Cultura”. Guardandosi intorno e cercando di aguzzare lo sguardo cercando di indagare un “oltre” che sfugge e vive in silenzio: la vergogna. Il progetto di questo piccolo esercito coraggioso ha preso le mosse dalla memoria lontana ed inorridita di chi, politico di nome, giunse in visita a Matera a metà del secolo scorso. Quell’ammasso di sassi inospitali sembrarono a tanti “una vergogna nazionale”. Ora il riscatto è possibile, anzi è certo. Tanto sono belli ed amati quei “sassi” silenziosi e accoglienti. C’è un carcere a Matera, ed in questo istituto penitenziario si è svolta una parte del progetto di #reteteatro41 e Fondazione Matera-Basilicata 2019, “La poetica della vergogna” che ha coinvolto comunità artistiche, scientifiche e gruppi di cittadini spaziando in Italia, Macedonia, Kosovo e Giappone. In giro per il mondo a tirare le fila e poi con i detenuti, a mettere in successione laboratori, seminari, incontri e residenze artistiche. Un anno di lavoro. Avendo come partner AMA Accademia Mediterranea dell’Attore (Lecce), Artopia (Macedonia), Qendra Multimedia (Kosovo), Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, Digital Wolf (Potenza) e Compagnia teatrale Petra (Satriano di Lucania), con il sostegno di EU Japan Fest e la collaborazione con Zebra Associazione Culturale, con la direzione artistica di Antonella Iallorenzi ed il coordinamento di Franco Ungaro.

Si incontrano giovani ed anziani, di parla con uomini, donne, ragazze, ragazzi, adolescenti, studenti, gente al lavoro, a cui porre, ostinati, la medesima domanda: “di cosa hai vergogna?”. Così si fa strada la “poetica della vergogna” accumulando risposte e pensieri, racconti pudichi ed umori spudorati. Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti sommano e sottraggono, moltiplicano e dividono, scelgono, inventano, mettono ordine ed aggiungono forse un pizzico di saporito disordine perché lo spettacolo deve dare sussulti e non certezze. Eccoli in disordinato “giocare” i “performer” generosi che si chiedono dove distogliere il cuore e lo sguardo ferito dalla “vergogna”. Ognuno ha la sua, ed ognuno si esalta a trovarne le tracce. Ma quante possono essere le vergogne intime e quante le visioni poetiche, e dove avviene la trasformazione dalla vergogna alla bellezza? Domande che non sempre e non tutte hanno risposta. Ma segni e visioni si, date dallo spettacolo in scena a Matera fino a sabato 9 marzo.

E poi in giro da qualche altra parte d’Italia e del mondo. Indagando la vergogna del corpo, degli altri, della famiglia, del sesso, del diverso, del fallimento. Loro attori e performer frullano tutto in un mixer di generosa potenza e parlano con i loro corpi non sempre aggraziati, con le loro voci liete o angosciate, con i gesti e gli sguardi che ammiccano e sorridono. E, danzando ai ritmi di musiche del mondo, sommano i segni del piangere e del ridere, del toccare e del toccarsi, del ricordare e dello scorreggiare, dell’uccidere i cani randagi e del ricordare cercando di essere anche un po’ belli. Alla fine, su un piccolo pezzo di carta lo spettatore scrive di cosa ha vergogna e lo getta lontano. Qualcuno lo raccoglierà e lo conserverà. Ed un giorno potremo sapere chi, come e quando, tiene nascosto la propria “vergogna” da confidare soltanto ad un foglio anonimo e sgualcito. Alla fine di un gioco che certo è teatro ed un poco però è anche verità, a sorpresa un video breve e dal sorriso drammatico, ci offre i volti e le voci di chi, recluso in stanze vicine, vuole essere comunque “presente”, per dirci che quel gioco di teatro ha saputo cancellare un poco della loro “vergogna”.

Humana Vergogna

1-9 marzo Casa Circondariale di Matera

 

Invenzione e Drammaturgia: Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti

Performer e contributi alla creazione artistica: Mattia Giordano, Antonella Iallorenzi, Mariagrazia Nacci, Simona Spirovska, Ema Tashiro

Costumi: Silvia Gribaudi , Matteo Maffesanti e Lia Zanda

Consulenza per i testi: Jeton Neziraj

Direzione tecnica e luci: Angelo Piccinni

Musica: The Black Keys, Matmos, Hespèrion XXI & Jordi Savall, Philippe Jaroussky, Frank Bretschneider , Scott Ross, Brenda Lee, Sofi Tukker feat. NERVO The Knocks Alisa Ueno e Dennis Wilson and Taylor Hawkins

Contributi artistici di laboratorio: Massimiliano Civica, Sharon Fridman/Carlos Peñalver, Radosław Rychcik, Jakub Porcari

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