Recensioni — 01/08/2016 at 20:48

Da Dopo la tempesta ad Amleto, incontrando Testori

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VOLTERRA (Pisa) – In attesa che si compiano le opposte e finali versioni epifanico-teatrali dell’ultimo lavoro di Armando Punzo e della Compagnia della Fortezza, Dopo la tempesta. L’opera segreta di Shakespeare, di cui si darà conto a breve, s’arriva a Volterra con quel sentimento decadente e dannunziano che evapora immediatamente nel momento in cui si entra al Teatro Persio Flacco, contraltare aperto, ideale alla concentrazione carceraria che è là e non va dimenticato essere cifra stilistica e utopicamente realistica del VolterraTeatro, giunto alla sua trentesima edizione, con il progetto, foriero e progressivo di intuizioni “La città ideale”: una parte del progetto si squaderna nel ro.ro.ro speciale edito per l’occasione e curato dal dramaturg della “Fortezza”, Rossella Menna, con il ruolo di convogliare a composizione libera, una serie di contributi sul tema chiesti a chi del festival è protagonista. Dunque, molto di quello visto trova in un certo senso il proprio corrispettivo teorico in questi “fogli volanti”.

Progetto Europeo Pas de Deux Culture Durable Foto di Stefano Vaja
Progetto Europeo Pas de Deux Culture Durable Foto di Stefano Vaja

Un buon viatico alla comprensione di un festival con l’intenzione di espandere la propria ricerca alla stessa città dell’alabastro, che si dimena tra una conclamata vocazione turistica e la congiunturale crisi economica europea – presente dovunque –  e riflessa in una caotica programmazione culturale. Ed anche chi scrive è stato coinvolto nel programma del festival, trovandosi nel duplice ruolo di autore e critico si trova necessariamente a doversi misurare in un ruolo inedito e collocato in una “terra di nessuno” che gli consente di entrare liberamente in argomento. E grazie ad un degno colpo di teatro scova all’improvviso una Volterra testoriana, trovando in ogni angolo del Persio Flacco, il drammaturgo – scrittore lombardo come tanti anni prima si ritrovò a Stoccolma, Ruggero Jacobbi a dover fare buon viso ad uno Strindberg onnipresente.

Massimiliano Civica I concittadini ideali
Massimiliano Civica I concittadini ideali

E non è solo la sala con le locandine dei melodrammi più rappresentati a far il gioco di Testori, ma sono anche i “Concittadini ideali” di Massimiliano Civica con il loro afflato religioso e civili a collocarsi in un alveo diligentemente testoriano al pari della riscrittura, e qui Giovanni Testori è stato maestro insuperabile nel gioco scenico-linguistico, dell’Amleto di Roberto Latini, prelevata dall’Hamletmachine di Heiner Müller e qui diventata “Amleto + Die Fortinbrasmachine”. Un ribaltamento techno-apocalittico della visione amletica di un mondo in disfacimento attraverso gli occhi del principe di Norvegia, l’invasore Fortebraccio. Lo spettacolo sarà nella prossima stagione del Teatro Litta di Milano e in scena al Festival Bmotion di Bassano del Grappa il 29 agosto.

Massimiliano Civica. I concittadini ideali

Roberto Latini. Amleto + Die Fortinbrasmachine

Visti il 28 luglio 2016 al Volterra Teatro – Teatro Persio Flacco

(in copertina Amleto + Die Fortinbrasmachine di Roberto Latini Teatro Persio Flacco )

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