Teatro, Teatrorecensione — 31/12/2014 at 00:20

“E io dico no” alla criminalità, per dire che “ogni notte ha un alba

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“… sono dappertutto, invisibili, introvabili, e sempre presenti. 

Quando meno si pensa li abbiamo ai fianchi, alle spalle, in chiesa, per la strada, forse anche in casa; e non ce ne accorgiamo. Nessun può guardarsene.”
Luigi Natoli “I Beati Paoli” 1909

MILANO – E io dico no. Ogni notte ha un’alba è l’approdo di un percorso condiviso tra il Piccolo Teatro e l’Università degli studi di Milano, in particolare con il corso di Sociologia della Criminalità organizzata, tenuto da Nando della Chiesa.  Un percorso di due mesi, sei spettacoli e otto incontri, dedicato alla Legalità, un Osservatorio sul presente. In una scenografia minimale, cinque attori (Flavio Albanese, Pasquale Di Filippo, Gabriele Falsetta, Sergio Leone, Tommaso Minniti) mettono in scena, con un ritmo serrato, energia e passione, il racconto del fenomeno ‘ndranghetista attraverso fatti, vicende, episodi e personaggi che hanno animato la storia dell’Italia dagli anni Sessanta ai giorni nostri.  Le proiezioni video di Marco Rossi disegnano sul palcoscenico le relazioni tra Lombardia e Calabria: legami tra ‘ndrangheta, politica, sanità, edilizia. Una fitta rete di relazioni frutto dei vizi della società contemporanea: un pericolo conosciuto; un pericolo concreto in un sistema corrotto; un pericolo radicato nel tessuto del Nord Italia; un pericolo che si sta espandendo verso sempre nuovi territori. Nessuno può chiamarsi fuori, ognuno è responsabile in quanto cittadino.

crediti foto Marasco
crediti foto Marasco

Come un pugno nello stomaco le parole agite spingono alla conoscenza, creano nuove domande, creano responsabilità, coinvolgono tutti in una rete di relazioni che non lascia indifferenti. Semplici ma efficaci gli ingredienti messi in gioco. Un lavoro attento, documentato, scientifico affidato ad attori professionisti. Un gruppo di studenti e ricercatori che si rifiutano di subire passivamente. Un gruppo di persone che scelgono di non chiudere gli occhi. Un Teatro, il Piccolo di Milano, dove la comunità adunandosi liberamente contempla e rivive, si rivela a se stessa; dove fa la prova di una parola da accettare o da respingere: di una parola che accolta, diventerà domani un centro del suo operare, suggerirà ritmo e misura ai suoi giorni. Un teatro che diventa luogo di narrazione e di educazione. Un lavoro che educa alla bellezza, cercando di fornire alla gente un’arma contro la rassegnazione.

regia Marco Rampoldi
drammaturgia di Nando dalla Chiesa e Marco Rampoldi con la collaborazione di Paola Ornati
e di Valeria Biasco, Monica De Astis, Eleonora di Pilato, Pierpaolo Farina, Mattia Maestri, Francesco Moiraghi, Samuele Motta, Chiara Muzzolon
frammenti di testo, spunti e suggestioni di Monica Angelini, Martina Bedetti, Massimo Brugnone, Ester Castano, Ilaria Costarella, Gianmarco Crescentini, Simone Crinò, Nicolò Dal Ponte, Filomena De Matteis, Samuele Ghiozzi, Sarah Mazzenzana. Martina Mazzeo, Ilaria Meli, Roberto Nicolini. Stefano Paglia. Martina Panzarasa, Carmela Racioppi, Giorgia Venturini  del Corso di Sociologia della Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano
scene Marco Rossi
luci Claudio De Pace
regia video Fabio Bettonica
con (in ordine alfabetico) Flavio Albanese, Pasquale Di Filippo, Gabriele Falsetta, Tommaso Minniti, Sergio Leone
assistente alla regia Paola Ornati; assistente volontario alla regia video Davide Traina
immagini a cura di Studio Cloro
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
in collaborazione con Università degli Studi di Milano
con il sostegno di Fondazione Cariplo

Visto il 21 dicembre 2014 al Piccolo Teatro Studio Melato

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