musica e concerti — 20/08/2026 at 10:36

Eccelle la vocalità rossiniana: Dave Monaco e Claudia Foresi in concerto, per il ROF

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RUMOR(S)CENA – PESARO – È un programma ben costruito, quello che Dave Monaco, supportato in modo esemplare dalla pianista Claudia Foresi, ha portato al pubblico appassionato ed esigente del Teatro Rossini per i Concerti di Belcanto del ROF: racchiusa da due grandi brani, impegnativi e niente affatto banali, la compilazione si dipanava attraverso alcuni tra i molteplici spunti forniti dal Rossini salottiero e ormai lontano dalla scena. Era un autentico gioiello musicale, di alta difficoltà vocale, a portare perentoriamente la platea in medias res: la grande scena di Ilo Terra amica, da Zelmira, che il tenore bresciano dominava con grande maestria e capacità: ottime sia l’emissione sia la tenuta negli acuti, una dote di cui l’artista è consapevole e che saprà giocarsi con ottimo profitto lungo tutto il recital, conquistandosi plauso e ammirazione.

crediti foto Amati Bacciardi

Dalla sterminata raccolta Péchés de vieillesse venivano piluccate alcune pagine che transitano attraverso differenti umori caratteriali, quello patetico in La lontananza (su testo di Giuseppe Torre), quindi la toccante arietta Il fanciullo smarrito, basata su di un sonetto di Alessandro Castellani (dove in origine era previsto anche l’uso di un campanello) e L’esule, arietta scritta a Passy il 20 agosto 1858, dedicata a Giuseppe Torre e distinta da una breve introduzione pianistica di cupa malinconia chopiniana. Brillava non solo una voce suadente e una ferrata tecnica, anche l’aspetto emozionale veniva reso pienamente dai due artisti, in un’interpretazione che metteva in luce pure la spiccata musicalità di Foresi, partner ideale, dal fraseggiare limpido e scorrevole.

crediti foto Amati Bacciardi

Innumerevoli sono le declinazioni musicali lasciateci da Rossini del testo metastasiano che reca l’ossimorico titolo Mi lagnerò tacendo; in questa occasione lo si ascoltava nella versione bolero, ossia Tirana alla spagnola (rossinizzata), per passare poi al temperamento sentimentale, profondamente affettuoso di Une caresse à ma femme. Anche Les soirées musicales erano destinate a non oltrepassare i muri della villa di Passy, dove Rossini trascorse l’ultimo periodo della sua vita: dei dodici brani della raccolta venivano proposti, sempre in alternanza di differenti temperie emozionali, La partenza e La promessa su testo del Metastasio, La gita in gondola, La danza e L’orgia su testo del conte bolognese Carlo Pepoli. A proposito di Rossini e il pianoforte, i Péchés avrebbero potuto fornire numerosi esempi, ma Claudia Foresi sceglieva invece la trascrizione di Sigismund Thalberg dell’aria di Lindoro Se il mio nome saper voi bramate (da Il barbiere di Siviglia), brano n. 13 di L’art du chant appliqué au piano op. 70. Si notavano una tecnica pianistica evoluta e una distesa cantabilità in felice combinazione, in linea con gli intenti del grande virtuoso che rivaleggiava con Liszt, grandemente apprezzato nella trascrizione e rielaborazione di celebri pagine liriche.

crediti foto Amati Bacciardi

Un Rossini di raro ascolto è quello di Addio ai Viennesi, penultimo brano della scaletta, in origine destinato alla voce di soprano. Il 22 luglio 1822 il Rossini lasciava la capitale austriaca, dove aveva avuto un trattamento principesco; così ne parla Giuseppe Radiciotti, nella sua biografia rossiniana: Prima di partire fu invitato ad un sontuoso banchetto da un’accolta di persone d’alto ceto, che al levarsi di tavola, gli fecero offrire in un vassoio d’argento 3500 ducati “con preghiera di non sdegnare questa piccolezza, come segno di apprezzamento dell’inestimabile suo merito e di riconoscenza per le deliziose serate che aveva loro procurate la sua musica”. Dal canto suo, il Maestro compose un’aria in due tempi con accompagnamento di piano, intitolata “Addio ai viennesi”.

Dave Monaco è legato a filo doppio al Cigno di Pesaro, autore che ha determinato gli esordi della sua carriera: allievo di Ernesto Palacio all’Accademia Rossiniana, esordiva come Libenskof nel Viaggio a Reims del 2022, per tornare al ROF in Rossinimania nel 2023, nelle Cantate per voce sola, coro e orchestra l’anno scorso e per trionfare quest’anno come Conte Alberto in L’occasione fa il ladro. La sua ottima conoscenza della vocalità rossiniana veniva riaffermata, in conclusione del recital, nell’aria di Almaviva Cessa di più resistere, che una tradizione esecutiva al ribasso del Barbiere di Siviglia ha spesso eliminato per motivi di durata, di stanchezza vocale del tenore oppure per dinamiche registiche. Soddisfazione espressa col massimo entusiasmo dal pubblico e ben visibile da parte degli artisti; impossibile per loro lasciare il palco senza un “fuori programma”, concesso di buon grado con l’aria È la solita storia del pastore da L’Arlesiana di Francesco Cilea (conosciuta anche come Lamento di Federico) e con Noche de amor, noche misteriosa, dalla zarzuela El último Romántico di Reveriano Soutullo e Juan Vert, brano del quale rimane interprete paradigmatico il grande Alfredo Kraus.

Visto e ascoltato al Teatro Rossini di Pesaro il 17 agosto 2026.

Rossini Opera Festival 2026Concerti di Belcanto Recital di Dave Monaco, al pianoforte Claudia Foresi Pesaro, Teatro Rossini

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