Festival(s) — 27/07/2013 13:23

E’ di scena il Radicondoli festival, teatro e cultura con lo sguardo verso territori lontani e sconosciuti. Premio Garrone 2013

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Si svolge dal  26 luglio al 3 agosto  la ventisettesima edizione del Radicondoli Festival, diretta da Massimo Luconi che  cerca di esplorare nuovi territori di contaminazione linguistica e di modalità espressive, iniziando la realizzazione di un vero progetto di officina creativa che sposti l’attenzione verso altri modi di fare cultura, in territori vicini a noi, eppure quasi sconosciuti, come ad esempio la Grecia, Israele o le comunità africane presenti in Italia. Una visuale allargata sui fermenti del teatro contemporaneo ma anche un approccio nuovo al concetto di fare/fruire la culturaː quella di quest’anno non vuole essere una semplice rassegna ma un progetto per indagare il valore profondo dell’esperienza teatrale con la partecipazione attiva di artisti, critici, operatori, per ricercare quella capacità di essere sintesi espressiva di una comunità.

Tanti gli spettacoli teatrali, una selezione variegata di ‘sguardi’ alla drammaturgia dell’oggi che allarga lo spettro tra generi, stili, poetiche, con grandi protagonisti, collaudate promesse e giovani ‘militanti’. Si spazia dalla ricerca poetica di Chiara Guidi e la sua Socìetas Raffaello Sanzio (29 luglio) a quella di nuova generazione di Fagarazzi e Zuffellato (1 agosto), dal viaggio dentro Gozzano di Flavio Ambrosini e Renato Palazzi (31 luglio) a quello dentro l’innocenza violata di Tindaro Granata (31 luglio), dall’immersione dentro Testori di Arianna Scommegna (28 luglio) al lavoro di Roberto Rustioni sulla ricerca di identità (26 luglio), dalle riflessioni amletiche sul ruolo dell’attore di Giuseppe Provinzano (28 luglio) al viaggio tra i migranti di Pietro Floridia (30 luglio), fino alla dedica con cui la Compagnia Murmuris ossequia la figura universale della donna (3 agosto). E c’è pure Donpasta con le sue riflessioni da gastrofilosofo (2 agosto).

Radicondoli festival 2013 in un dialogo costante e produttivo con altre realtà e altri orizzonti culturali vuole essere un luogo magmatico dove si intersecano differenti linguaggi, dalla parola ai segni visivi contemporanei, alla musica, agli spazi video e sonori. In questa commistione di generi e di linguaggi si inseriscono due progetti di Massimo Luconi appositamente studiati e rielaborati per il festival: Il poema della croce di Alda Merini, con Luca Lazzareschi e Monica Demuru e le musiche originali live di Mirio Cosottini (26 luglio), e Canti d’ombra di Senghor, con la partecipazione eccezionale di Paolo Fresu e Uri Caine (30 luglio).

A rimarcare l’ampio raggio di altri sguardi, la danza trova il suo spazio tra le coreografie in bilico tra Butoh, teatro fisico e visivo, mimo e lavoro site specific pensato per Radicondoli, di Yael Karavan e Tanya Khabarova (Israele/Inghilterra) (26, 27, 28 luglio), gli assoli di Laura Simi e Damiano Foà della Compagnia Silenda (3 agosto) e due intere giornate dedicate a uno stage per amatori-danzatori condotto da Raffaella Giordano (2 e 3 agosto).

Altri sguardi vengono anche nella selezione musicale con due presenze inconsuete per il panorama italiano, Lao Kouyate (Senegal) in un concerto per voce e kora (29 luglio) e Loudovikos di Anoja (Creta) un poeta e un musicista incredibilmente amato nella sua terra ma misconosciuto al pubblico italiano (1 e 2 agosto). E c’è posto anche per il repertorio swing anni 30, 40 e 50 del Trio Romanelli (31 luglio).

Una finestra aperta sul teatro ragazzi è offerta dai burattini de I Pupi di Stac (4 agosto), da due appuntamenti di Raccontafiabe, a cura di Gila Manetti con la partecipazione di Rabel (30 e 31 luglio), e dai video di animazione sulla saga dei tre porcellini a cura di Mario Serenellini (1 agosto).

Ancora, ad indagare culture altre, limitrofe ma misconosciute, due videoproiezioni di Survival sulla lotta delle popolazioni tribali per la loro sopravvivenza (26 e 29 luglio)e una mostra fotografica di Andrea Biancalani sul Messico (dal 26 luglio al 4 agosto).

Un significativo momento di riflessione sulle nuove tendenze del teatro è il Premio Nico Garrone (28 luglio), che sottolinea il lavoro di alcuni progetti e premia un maestro del teatro contemporaneo.

Lo scorso anno il tema dell’ ‘Aperitivo critico nel confronto a più voci sul rapporto tra cartaceo e web per la scrittura critica, quasi che in quella semplice situazione dialogica, scambio libero di idee, si fosse toccato un nodo particolarmente sensibile che aveva quindi acceso il dibattito anche oltre il tempo del festival. Con la questione La funzione critica oltre la scrittura critica, sapendo come la competenza teatrale venga per necessità spesa a più livelli, come direttori artistici per esempio, o consulenti in varia forma, il Premio Garrone è diventato momento importante della cultura teatrale non solo per la scelta di chi debba meritare tale riconoscimento (ogni anno un Maestro e, alternati, un progetto e un critico), ma proprio anche per gli spunti problematici messi in gioco. Un modo giusto per ricordare Nico che sapeva muoversi sempre su molteplici fronti per far crescere la cultura teatrale, festival e libri, recensioni e riprese video… Maestro è per questa quarta edizione Chiara Guidi, preziosa presenza anche per la sua magica specificità pedagogica, con modalità straordinarie sia nei percorsi che negli esiti. Al suo fianco verranno festeggiati gli importanti progetti NeXtwork di Luca Ricci e Aldo Morto 54 di Daniele Timpano.

All’interno della cerimonia uno spazio speciale sarà dedicato all’intervento di Fabio Poggiali che presenterà il suo libro Giorgio De Lullo regista pirandelliano. Dal teatro alla televisione, ed. Mimesis, un momento importante di dialogo tra un teatro avvertito ormai di tradizione, ma che ha segnato importanti cambiamenti, e il teatro del presente, in sala anche gli artisti dei progetti premiati. A condurre l’incontro sarà la stessa giuria del Premio composta da Sandro Avanzo, Rossella Battisti, Enrico Marcotti, Valeria Ottolenghi, persone attente alla storia del teatro come alla contemporaneità. Un pensiero speciale andrà certamente a Rossella Falk che ha sempre avvertito il desiderio, il piacere di coniugare quanto depositato dalla cultura con il rinnovamento, mettendo continuamente in gioco sulla scena la sua personalità magnetica, figura indimenticabile. Appuntamento  domenica 28 luglio,  Palazzo Bizzarrini ore16,30.

 

Nel decennale della scomparsa la sua Radicondoli dedica un omaggio a Luciano Berio con la proiezione di alcuni video (2 e 3 agosto) e un concerto di Contempoartensemble (3 agosto).

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