recensioni — 26/05/2017 23:01

“Riccardo III” al Piccolo: strepitosa regia di Ostermaier che replica per la 150 esima volta

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MILANO – Pur alla sua 150esima rappresentazione che avverrà oggi sabato 27 maggio, al Piccolo Teatro Strehler, il Riccardo III di Shakespeare nella regia di Thomas Ostermeier, per la prima volta in Italia, mantiene una partenza dirompente, come quella di un concerto rock, tra spari di stelle filanti dorate a tappeto e l’entrata dalla platea di un gruppo di belli, elegantissimi festaioli in abiti del nostro tempo, che sono i duchi, principi, regine della Guerra delle Due Rose, gli York e i Lancaster in corsa per il trono inglese a metà del ‘400. E come fosse un ospite sbagliato, mal tollerato si rivela subito la sconveniente presenza di Riccardo, gobbo, zoppo e maledetto. Di quell’informe, Shakespeare ha creato un personaggio dalle mille forme; l’attore della Schaubühne che lo governa magistralmente da anni, Lars Eidinger, una potente macchina di consenso del pubblico. Quello del Piccolo è stato trascinato alla risata, agli applausi fuori scena e alle ovazioni finali dalla cifra buffonesca, splatter, rap scelta dall’artista berlinese. Che racconta: “Le reazioni degli spettatori cambiano di Paese in Paese e io le sento subito, ad esempio i miei connazionali si divertono, gli inglesi hanno reazioni solo dopo la prima ora, i norvegesi non si sbilanciano”.

 

foto di Arno Declair

E così Riccardo III, con una sola bretella sulla maglia a causa della gobba stretta da cinte di cuoio come quelle che gli fasciano la testa, trascinando una scarpona, si è seduto sui gradini o ha scambiato un dialogo canzonatorio con gli spettatori che ha fatto urlare in coro “Sei un verme” leggendo il sopratitolo in italiano. Si è completamente denudato per sedurre Lady Anne cui ha ucciso padre e marito; ha sputato e scagliato cibo contro la scena; e si è appeso infine per un piede a testa in giù allo stesso microfono che aveva usato per tutto il tempo come una popstar.

Lo spettacolo, certo, non è più sconvolgente per le invenzioni – pupazzi, schermi, percussioni dal vivo, uomini in ruoli femminili – che ormai si sono viste sulle scene europee, ma la regia di Ostermeier è ancora e sempre strepitosa per il suo ritmo, tenuto da tutti gli attori della compagnia stabile, dal protagonista come dal Buckingham di Moritz Gottwald con fisicità acrobatica, dalle regine di Eva Meckbach e Jenny König, fino ai carnefici. Dice tra l’altro il regista nell’intervista sul programma di sala: “Riccardo è affascinante… mette in ginocchio con la seduzione non con la violenza… riesce, contro ogni razionalità, a farsi portatore dei desideri occulti degli uomini, in palcoscenico come in platea”.

 

Lars Eidinger foto di Arno Declair

 

 
Visto al Piccolo Teatro Strehler di Milano il 25 maggio 2017

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