Danza — 23/06/2019 18:26

Biennale Danza 2019: Alessandro Sciarroni Leone d’Oro alla carriera.

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RUMOR(S)CENA – BIENNALE DANZA 2019 – VENEZIA – Ha preso il via il tredicesimo Festival internazionale di danza contemporanea della Biennale di Venezia che si svolgerà fino al 30 giugno. Fin dall’intestazione generale del Festival, “ON BEcOMING A SmArT GOd-dESS”, come nei due appuntamenti della serata d’inaugurazione , emergono modi, scelte e toni della direttrice artistica, la canadese Marie Chouinard. Se gli esiti saranno fruttuosi e destinati a lasciare un segno nell’ identità, nella fruizione, nel divenire della danza in Italia, è da vedere. Il Festival propone in tutto 29 spettacoli di 22 coreografi, con 5 prime assolute, 9 quelle nazionali e 8 gli interventi inediti creati per il teatro all’aperto nel cuore della città. Molti gli incontri con gli artisti, un ciclo di film, distribuiti negli spazi dell’Arsenale –Teatro alle Tese, Teatro Piccolo Arsenale, Sale d’Armi, Giardino Marceglia, ma anche al Teatro Malibran e in Via Garibaldi.

 

Alessandro Sciarroni © A. Macchia

La cerimonia di premiazione del Leone d’Oro alla carriera ad Alessandro Sciarroni è informale e calda degli applausi dei fedelissimi. L’artista arriva troppo presto ad un impegnativo riconoscimento, peraltro non assegnato, ad esempio, ad un autentico genio come Mats Ek. Per giustificare tale opzione, il presidente Paolo Baratta pronuncia parole belle, sacrosante, che ciascuno sottoscrive, tanto sono vitali per l’intero settore. Ma non sembrano sufficienti a motivare il premio, voluto dalla Chouinard come compenso per una carriera “tutta in divenire”.«La Biennale – afferma Baratta – è da sempre animata da uno spirito di ricerca attraverso la sezione College, vista come momento di formazione esperienziale, e guidata da un profondo impegno nella creazione, per un inizio nella vita artistica nel rapporto diretto con grandi maestri. È un passaggio e una verifica decisiva per i giovani artisti, che deve portare a lavori poi capaci di alimentare il Festival stesso. Qui i giovani coreografi sono a disposizione per fare ciò che altrove non si fa. Vogliamo scoprire mancanze, vuoti, vogliamo affinare strumenti per sostituirli con altrettante opportunità. Se, nelle altre Arti, tutto si lima, si corregge e si aggiusta, in danza tutto è giocato, si lavora senza compromessi, si mette a repentaglio se stessi, il proprio corpo, senza possibilità di recupero. Alessandro Sciarroni è in risonanza con l’arte della performance, costruisce spezzoni di vita al limite dell’ossessione. Mette in scena corpi quotidiani in uno spazio che amplifica la vita, e diventa la spalla che ci conforta e ci dà sollievo». La sua, – precisa Marie Chouinard – è un arte che esce dai confini della disciplina, per raccontare la contemporaneità».

 

Augusto © Alice Brazzit

A marcare l’inizio del festival e dargli il tono, sono proprio le proposte dei Leoni d’oro e d’argento, con artisti che condividono «strategie compositive originali e un approccio multidisciplinare alla danza, alfieri di un’idea estesa e “permeabile” di questa disciplina». Alessandro Sciarroni, artista di formazione “mista” tra arte, teatro e coreografia, coreografo residente al festival Bolzano Danza, porta a Venezia due titoli:Your Girl, definito “spettacolo-rivelazione”, un confronto/incontro tra un “apollo”, bello, alto, muscoloso e barbuto e una giovane donna profondamente toccata, dalla nascita da una disabilità. Lui, “così tanto”, è accanto a lei che cerca in modo “toccante” – come spiega il programma di sala – di stabilire un qualche contatto con il partner sulla scena. “He loves me”, sussurra lei, mentre nuda, esponendo il proprio corpo, infila un pezzo dopo l’altro del guscio di rose di carta che la ricopre, in un bidone aspiratutto, e si lascia trasvolare la chioma dal getto d’aria emesso dallo stesso, prima di essere raggiunta da lui che, a sua volta, già rannicchiato in un angolo, si denuda del tutto. La proposta poteva essere indicizzata in molto minor tempo, e con maggior forza data dalla concisione. Né è “davanti a noi”, per coraggio, dignità, senso di conquista umana e sociale ma si colloca invece nel percorso di quella “victim art” già stigmatizzata, nel ’95, da Arlene Croce, critico di danza americano, nei confronti di Bill T. Jones, coreografo della compassione per le vittime dell’Aids.

In Augusto, firmato sempre da Sciarroni, «la pratica fisica e vocale attraverso la quale viene concesso agli interpreti di esprimersi è esclusivamente quella della risata a oltranza»; così in oltre un’ora, fra corse in tondo, risate, passeggiate, gesti, gestacci e urla, i nove interpreti cercano di far percepire, al mondo, la sua, del mondo, tragicomica inconsistenza, già indicata da altri, con miglior modo e arte, da Pirandello a Bergman.

 

Affordable ©Erwan Fichou

Anche i canadesi Steven Michel, con studi di mimo, danza, percussioni, e Théo Mercier, formato alle arti visive e alla regia, Leoni d’argento, si incontrano nella vita e nella loro «non proprio danza», ma «intersezione tra arte e coreografia, frutto di processi di costruzione simili ma con strumenti diversi: da una parte il corpo e dall’altra gli oggetti». Come in Affordable Solution for Better Living, assolo che il programma di sala presenta così: «disseziona con humour la standardizzazione dei nostri stili di vita che trovano un modello esemplare nei mobili Ikea». Steven Michel con indosso due tute, l’una da Ken, l’altra di Barbie, l’arte da atlante anatomico, tocca, usa, annusa e custodisce mobili Ikea, in oltre un’ora di vago andirivieni. Se è una “provocazione”, la domanda è a chi è indirizzata. E su questi biglietti da visita, ci si chiede inoltre se i Leoni alla “carriera” siano appropriati, e se ha un senso cristallizzare la carriera di giovani coreografi con premi così importanti, non motivati per “ubi consistam”.

www.labiennale.org

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