recensioni — 19/09/2016 20:57

A passi di danza riemergono i “sogni” di Shakespeare

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VICENZA – Si può sovrapporre a La Tempesta di Shakespeare lo spettacolo di teatro fisico (o drama-dance) di Balletto Civile Before Break, (Prima della rottura), quasi fosse un lucido trasparente: lo scopo è verificare la rispondenza tra la trama originaria e questa sua libera elaborazione. I personaggi affiorano e corrispondono: Prospero, Miranda, Ariel, Calibano… e quindi ci si affanna a cercare anche gli episodi della vicenda del Duca di Milano, anche mago, spodestato dal fratello e esiliato su un’isola quasi deserta con la figlia. Oppure si può fare il contrario: partire dallo splendido lavoro di danza, teatro, musica, acrobazia, poesia di Michela Lucenti e del suo ensemble ormai internazionale, per ritrovare oggi la “stoffa” dei sogni, delle magie di Shakespeare. Così, tra l’altro, si seguirebbe un percorso alla Mejerchol’d, identificando subito scene cardine di una storia di disperazione, vendetta, perdono. E cambiamento (come suggerisce Peter Brook nel suo recente saggio).

Foto di I. Defrenza

Foto di Luigi De Frenza

Davanti alla irreale, convenzionale, sublime scena di fondo del teatro Olimpico di Vicenza, assistiamo al dolore di un uomo influente cacciato dal luogo d’origine e gettato in un’inospitale terra lontana. Attorno a lui (un inerme Maurizio Lucenti) si muovono strane presenze, mostri o creature dell’aria, poetiche ma estremamente fisiche nelle loro relazioni; mentre, appena sotto il proscenio, guarda affascinata e sconvolta una giovane donna (Natalia Vallebona), la Miranda di Shakespeare. La sarabanda talora delirante di figure che attorniano l’anziano signore è una creazione attorno ad una grossa corda da marinaio che salva o affonda chi ad essa si aggrappa. Il ritmo è senza sosta, funambolico, musicali i corpi di attori-danzatori – come voleva Mejerchol’d – impegnati in azioni e controazioni, frenate di movimenti, astrazioni di esseri umani (marionette?) in grande sintonia di gioco.

Foto di I. Defrenza

Foto di  Luigi De Frenza

E fantastico, non sempre catturabile dallo spettatore che lo segue sulla lunga dimensione della scena dell’Olimpico, è l’apparire e scomparire di Aziz El Youssouli, dell’afro-italiano Demian Troiano (l’Otello di Killing Desdemona), Emanuela Serra, Giulia Spattini, Maurizio Camilli e della stessa Lucenti in scintillante giacca nera da cabaret, voce che dice brani de La Tempesta e canta vertiginose note. Questa “magia”, che qui fa tornare a Shakespeare, è però cifra costante di Balletto Civile, esatto nei tempi come in una partitura, suonata dal vivo al violoncello da Julia Kent.

A seguire, per il ciclo di Conversazioni 2016, The Complete Deaths di Tim Crouch, ossia le oltre 70 morti in sequenza e non dell’intera opera scespiriana, affidate all’iconoclastia irridente e splatter della compagnia SpyMonkey, allestito sulla terrazza della Basilica Palladiana.

Visti al teatro Olimpico di Vicenza il 16 e 17/9

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