Festival(s) — 17/11/2013 15:05

Un teatro a “Chilometrozero” per fare Zoom sulle nuove drammaturgie. Scandicci Teatro Studio Krypton

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Non chiamateli spettacoli ma opere. Suggerisce il deus ex machina Giancarlo Cauteruccio, padre ma non padrone del contenitore “Zoom” (Scandicci Teatro Studio ) che per l’ottavo anno sonda il nuovo che c’è sulla scena con dieci giorni (dal 13 al 23 novembre) e sedici compagnie, otto toscane ed altre otto del resto d’Italia. Il tutto a “Chilometrozero”, il titolo dell’annata ’13: “Il termine ricorda la filiera corta agricola – spiega il regista da poco ospitato alla Biennale Arte – si porta alle colture biologiche, al cibo di qualità. Le nuove generazioni si trovano davanti ad un progetto distruttivo, il mercato, il prodotto, l’arte invece deve mantenere la forza della qualità che risiede nel pensiero, nella creatività”.

Fibre Parallele Lo splendore dei supplizi 

Non più spettacolarizzazione ma complessità delle arti, utilizzando tutti i segni: “Il nuovo teatro deve contrastare il pubblico disperso nelle troppe sollecitazioni di leggerezza e superficialità, abbiamo toccato il fondo”, chiude autodefinendosi “protagonista del post-moderno”. Un percorso che passa dai Codice Ivan, si traduce nei Cascina Barà, si esalta con i Kanterstrasse, spazia con Civilleri e Lo Sicco, spopola con Iacopo Braca, diventa Con-fusione, esplode con Carullo-Minasi, si attiva con Clinica Mammut, si attua con le Collaborazioni Anonime, si espande nelle Fibre Parallele, deflagra con i Dewey Dell, detona negli Inquanto Teatro, si scompone con i Biancofango, per liquefarsi con la giornata finale dedicata alla danza. Piece agili, brevi, sotto l’ora.

Kanterstrasse Muro

Nel mezzo anche tre appuntamenti a cavallo della scena: la grande festa per i trent’anni dall’“Eneide dei Krypton con le musiche dei Litfiba (15 novembre), il convegno sulla “Qualità delle arti” (16), l’incontro di Cresco (128 soggetti organizzativi teatrali) con il Ministro Bray (22). Zoom è un confronto ed un tutoraggio continuo, ma anche uno scambio, un passaggio di competenze, una simbiosi, una conoscenza continua: “Dobbiamo lavorare sulla formazione creativa, sulla riconquista degli spazi, sulla formazione di un pubblico consapevole che consideri il teatro uno studio, una crescita e non intrattenimento”.

Civilleri Lo Sicco Tandem 

A supporto, grande madre, c’è la Fondazione Toscana Spettacolo (nel 2014 compirà venticinque anni la struttura adesso diretta dal duo Beatrice Magnolfi-Patrizia Coletta), sempre più inserita come meccanismo, ingranaggio ed anche motore trainante di questo nuovo impulso e vitalità toscana che si percepisce e si respira palese e palpabile. Spazio ai protagonisti. I Codice Ivan propongono “The Casting”, non un talent show ma la ricerca della bellezza più intima e nascosta, con undici persone che raccontano la quotidianità e l’umanità. Massimo Bevilacqua, da anni collaboratore di Giancarlo Cauteruccio sceglie la “Medusa” in rapporto a Perseo in un “tentativo di affrontare le paure, un processo di riflessione tra chi guarda e chi viene guardato”. Braca invece tocca il “Faust” e Ciro Masella quel “Muro” di oltre cento metri scritto e inciso con la fibbia del panciotto da un internato nel manicomio di Volterra: una storia di solitudine, fantasia, amore, abbandono e disperazione, mentre Giacomo Fanfani in “Holidays” si chiede se “riusciamo a vivere umanamente?”. La valanga è in caduta libera.

Zoom  Teatro Studio via G. Donizetti, 58 Scandicci

 ww.teatrostudiokrypton.it

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