Danza — 17/10/2018 09:45

Sharon Eyal al battito di Love Chapter 2 per Torinodanza 2018

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RUMORS(C)ENA – TORINODANZAFESTIVAL – TORINO – In Love Chapter 2 di Sharon Eyal e Gai Behar, presentato a Torinodanza, ciò che più colpisce è la scelta musicale. La ripetitività della partitura originale eseguita da Ori Lichtik che induce i gesti dei danzatori è forte e sconcertante. Le quattro danzatrici – tra tutte eccelle l’intensità espressiva di Mariko Kakizaki – eseguono al limite delle loro articolazioni una tecnica difficilissima, esasperata ed animalesca in perenne equilibrio sulle mezze punte: mani alla gola o che si battono il petto o mortificano il pube, sguardi disperati rivolti al cielo, espressioni da bestie ferite. Un ensemble ipnotico per sei danzatori, una massa uniforme, amorfa, illuminata da una luce sobria che conferisce a i corpi un pallido bagliore, sottolineato dalle tutine accademiche indossate indistintamente anche dagli unici due danzatori, con soltanto una spallina cadente a differenziarli.

Love Chapter foto André Le Corre

Il tarlo dell’amore quando colpisce non bada alla distinzione di genere anche se in questo lavoro di Sharon Eyal lo si cerca invano l’amore del titolo. Aneliti di estasi, sottomissione, impotenza, rabbia, disperazione dominano la scena nel substrato della musica elettronica che batte come un ritmo cardiaco, traumi che toccano i confini dell’individuo a volte sublimato da un un respiro di violini. Sharon Eyal è nata a Gerusalemme ed ha danzato nella israeliana Batsheva Dance Company per molti anni per poi diventarne direttore artistico associato e coreografo residente. Ha fondato L-E-V (cuore in ebraico) nel 2013 insieme a Gai Behar – produttore di musica dal vivo, eventi artistici underground e rave techno – con il quale propone una danza dallo stile agitato, più vicino al corpo, opere incarnate sul movimento e sui limiti della propria libertà. Con la sua compagnia L-E-V, ogni creazione è paragonabile a un’istantanea di un processo creativo in continuo sviluppo dove Sharon Eyal ha dimostrato la portata del suo talento e la sua urgenza di creare per mettere in moto il suo instancabile approccio vitale. Un esperimento riuscitissimo di questa originale vèrve coreografica è stato presentato alla Biennale Cinema Venezia 2018, in occasione della selezione ufficiale del concorso per la sezione Virtual Reality.

 

Love Chapter André Le Corre

Sharon Eyal ha adattato la sua creazione Half Life realizzando un cortometraggio in realtà virtuale eseguita dagli eccelsi danzatori dello Swedish Royal Ballet. La produzione VR si ispira a film in 3D sulla danza con l’intento di presentare un’esperienza artistica immersiva unica nel suo genere, dove lo spettatore si ritrova sul palco a tu per tu con i danzatori, oppure abbarbicato alle graticce del sopra palco ed ancora dentro a i movimenti taglienti e veloci dell’ensemble. È un punto di vista totalmente stravolto che emoziona e fa domandare che cosa mai accadrà. È una freccia di marmo scagliata dalla fine di un corridoio verso un pubblico scosso dai brividi. Tutto ciò è Sharon Eyal.

 

LOVE CHAPTER 2

creazione Sharon Eyal, in collaborazione con Gai Behar

interpreti Gon Biran, Rebecca Hytting, Mariko Kakizaki, Keren Lurie Pardes, Darren Devaney

musica dal vivo Ori Lichtik

luci Alon Cohen

costumi Odelia Arnold, Rebecca Hytting, Gon Biran

L-E-V Dance Company

in coproduzione con Montpellier Danse Festival (Francia), Sadler’s Wells – London (Inghilterra),

Julidans- Stadsschouwburg (Amsterdam), Steps – Dance Festival (Svizzera), Romaeuropa (Italia), Theater Freiburg, Freiburg-im-Breisgau (Germania)

Foto: @ Andreè Le Corre

 

Visto al Festival Torinodanza il 30 settembre 2018

 

 

 

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