recensioni — 10/10/2018 18:00

La tragedia del vendicatore: un sapiente equilibrio registico di Donnellan

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RUMOR(S)CENA – PICCOLO TEATRO – MILANO – Rosso bruciato i portali sul palco, rosso vivo lo sfondo su cui essi si aprono perché vi spariscano dentro velocissimi i personaggi, ingoiati nel vuoto. E’ infernale l’avvio dello spettacolo “La tragedia del vendicatore” di Thomas Middleton, anno di composizione 1606, tessuto in una travolgente saga di delitti, stupri, necrofilia dalla regia dell’anglo-irlandese Declan Donnellan al Piccolo Teatro di Milano.

 

ragedia del Vendicatore Cabra, Alovisio foto Masiar Pasquali

Molto divertente, grottesco, splatter: questi i commenti alla “prima” da parte di un pubblico in gran parte di giovani che ha chiamato più volte i 14 attori alla ribalta, dopo due ore che sono decisamente volate, aperte e chiuse con un ballo scatenato dal brano “Ahi Ahi Ahi” di Gianluca Misiti. E variamente giovane è anche il cast, con una decina di attori diplomati alla Scuola del Piccolo. E’ matura però l’interpretazione ad esempio di Raffaele Esposito nel ruolo machiavellico di Ippolito, è sfrenata Pia Lanciotti in quello sia della Duchessa sia di Graziana, si sdoppia abilmente Fausto Cabra, mentre Ivan Alovisio che è Lussurioso rivela nuove doti comiche.

Lanciotti,Cabra,Speziani foto Masiar Pasquali

Parlare di interpretazione forse non è esatto: il magistero di Donnellan porta alla costruzione di un ensemble, su tempi e spazi di geometrica intersezione, grande dono a un cast tutto italiano che deve rinunciare agli effetti personali per contribuire all’insieme. Lo avevano ben dimostrato gli spettacoli scespiriani ospiti dal 2007 al Piccolo della frenetica compagnia Cheek by Jowl, fondata da Donnellan e dallo scenografo e costumista Nick Ormerod.

Una riflessione merita l’aspetto che riguarda la comicità. Il testo di Middleton è per certi versi efferato, basato su una visione della vita senza speranza, spettatrice e vittima di corruzione, svendita di valori, scalata al potere senza più barlumi di saggezza e poesia come nelle di poco precedenti opere di Shakespeare: James the First Stuart è succeduto alla grande Elisabetta, i fatti esposti in commedie e tragedie si collocano in Italia (o in Spagna) per aborrirne le Corti rinascimentali, la religione cattolico-papista ma anche per travestire gli attacchi alla corona inglese, che a Middleton costarono allora la minaccia del carcere e poi il silenzio, oltre che l’attribuzione della paternità di alcune sue opere (inclusa la Tragedia del vendicatore) solo nel secolo scorso. Sullo sfondo del palcoscenico appaiono smisurati e sibillini alcuni particolari di quadri di Andrea Mantegna, Tiziano, Piero della Francesca, profili di reggitori e splendidi nudi, mentre alcuni degli attori in abiti moderni riprendono pallidamente o con sfarzo pacchiano i Duchi fortunosi eredi del potere, assassinati uno dopo l’altro in un finale grottesco quanto esilarante.

 

foto di Masiar Pasquali

Nello spettacolo diretto da Donnellan grande è l’equilibrio tra la vena satirica british style e la concessione agli stilemi nostrani. Sarà responsabilità degli attori non perdere il frame, l’inquadratura intelligente del regista inglese e nello stesso tempo concedere più spazio alla tendenza mattatoriale dell’attore italiano.

Visto il 9 ottobre 10 al Piccolo Teatro Strehler di Milano

 

Piccolo Teatro Strehler
dal 9 ottobre al 16 novembre 2018
La tragedia del vendicatore
di Thomas Middleton
drammaturgia e regia Declan Donnellan
versione italiana Stefano Massini
scene e costumi Nick Ormerod
luci Judith Greenwood, Claudio De Pace
musiche originali Gianluca Misiti
con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione
regista assistente Francesco Bianchi
collaboratore movimenti di scena Alessio Romano
coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa | ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione

Lo spettacolo, in italiano, sarà sovratitolato in inglese nelle recite del 9, 13, 17, 20, 27 ottobre e 3, 10 novembre.

 

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