Festival(s) — 10/05/2018 18:53

Ravenna diventa Polis Teatro Festival con ErosAntEros

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RAVENNA – Dal 17 al 20 maggio 2018 Ravenna si trasforma in un’antica città greca per accogliere la prima edizione di POLIS Teatro Festival, un progetto di ErosAntEros, in collaborazione con lAssessorato alla Cultura del Comune di Ravenna. Protagonista assoluta l’arte dell’attore-performer, fulcro della relazione con lo spettatore e del teatro con la società, inteso nel suo senso più ampio e accogliente, senza distinzioni tra generi e generazioni. All’insegna della contaminazione non soltanto dei linguaggi, ma anche dei pubblici, per riavvicinare quest’arte viva alla collettività.

Gli spettacolo si svolgeranno al Teatro Alighieri e nel Chiostro Grande della Biblioteca Classense. Incontri ed esperienze partecipative per offrire la possibilità di entrare in contatto con quelli che nella polis antica venivano chiamati i tecnici di Dioniso, coloro che attraverso l’arte teatrale, trasmessa per contagio da un dio, portavano i cittadini a condividere uno spazio e un tempo di riflessione sul presente.

Immagine di Gianluca Costantini

L’edizione 2018 ruota attorno a tre parole chiave: Attore, musica, Poesia, per riunire gli spettacoli in programma capaci di porre l’accento sulla parola poetica che si fa musica, si diffonde nello spazio e viene trasmette per contagio agli spettatori. Musica capace di dettare il tempo e l’altitudine della parola, ponendo tra sé e quest’ultima il corpo-voce dell’attore e del musicista.

1917 CORE ErosSanteros foto di Gianluca Sacco

Giovedì 17 maggio alle 21 Teatro Alighieri: Umberto Orsini e Giovanna Marini diretti da Elio De Capitani, con La ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde. Il regista spiega che il testo si presta a una messinscena in cui l’attrazione fisica si sublima in canto e quest’ultimo attraverso la sofferenza in bellezza. Giovanna Marini ha scritto cinque ballate componendo una musica che va dal repertorio irlandese a Schubert, toccando anche i Beatles. Umberto Orsini interpreta un Oscar Wilde teso a cogliere il lato artistico-estetico e la bellezza dei versi, capaci di fondersi con la musica ostinata e precisa della compositrice.

Umberto Orsini

Venerdì 18 maggio alle 21 la compagnia ErosAntEros nella Biblioteca Classense, Chiostro Grande, danno voce all’urlo rivoluzionario dei poeti che hanno cantato l’Ottobre rosso, con lo spettacolo 1917 CORE. Una lettura-concerto per restituire attraverso la propria ricerca sonora-vocale la sorpresa e la gioia per l’avvento di un tempo così nuovo da lasciare senza fiato: le parole dei poeti incarnate da Agata Tomsic, le musiche rielaborate da Davide Sacco e le animazioni video di Gianluca Sacco.

Sabato 19 maggio alle 21 la compagnia Teatro delle Albe con E’ BAL, lavoro in cui la materialità impalpabile del dialetto romagnolo di Nevio Spadoni emerge dalle profondità del corpo di Roberto Magnani. Racconta la storia di un donna emarginata di un paese della campagna romagnola vittima delle dicerie della gente, pensando alla voce della protagonista come a un suono metallico pieno di ruggine, si è pensato alla creazione di tre strumenti di metallo che insieme alla tromba di Simone Marzocchi musicano la storia e costituiscono gli elementi scenici.

Teatro delle Albe foto di Francesca Fabbri

Domenica 20 maggio alle 17 Biblioteca Classense, Sala Muratori: incontro per parlare del rapporto tra teatro e comunità: Teatro e Polis. Asocialità e nuove forme di socialità: Il caso Odin Theatret a cura di Marco De Marinis dell’Università Bologna. Un focus sul lavoro della compagnia più longeva del mondo, raro esempio di ricerca verticale e coinvolgimento orizzontale della comunità. “Devi essere ‘asociale’ se vuoi creare l’esempio contrario alla socialità dell’ingiustizia. Devi essere ‘asociale’ se non vuoi accettare le regole del gioco in cui tu resterai perso e impigliato” – così scriveva Eugenio Barba alla fine degli anni Settanta. Nel 2018 queste affermazioni non hanno perso nulla della loro attualità e la città del teatro rischia di diventare una “fortezza vuota”, e il richiamo del fondatore dell’Odin Teatret all’asocialità (quella del dissidente non dello scismatico), come condizione indispensabile da conquistare per restituire senso, identità ed anche efficacia alla azione teatrale, rimane imprescindibile.

Seguirà la proiezione del film La conquista della differenza di Odin Teatret Film & Odin Teatret Archives. L’opera ripercorre la storia della Compagnia dal 1964 ad oggi, attraverso immagini che ritraggono spettacoli e situazioni di training. Eugenio Barba riflette su cosa il teatro abbia significato per lui e sulla storia artistica come gruppo di persone che hanno conquistato la propria differenza.

Tutte le sere verrà chiesto agli spettatori di lasciare in forma anonima i propri commenti dopo la visione degli spettacoli. Ogni serata si conclude con Spetactor di Marzia Bondoli Neilsen, atto fotografico partecipativo in due tempi, che consiste nel fissare in fotografia la traccia in-visibile che la visione lascia sui volti degli spettatori, ospitandoli all’interno del proprio set fotografico, prima e dopo la rappresentazione. Entrambe le testimonianze confluiranno all’interno di Parteci-Polis momento di condivisione e discussione collettiva previsto in chiusura del festival.

polisteatrofestival.org
erosanteros.org

Teatro Alighieri – via Mariani 2, Ravenna, tel. 0544 249244

www.teatroalighieri.org

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