Festival(s) — 07/09/2011 at 16:24

Tra Cielo e Terra, si fa “cultura commestibile”. Festival di teatro in Umbria

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Un festival che si pone tra “Cielo e Terra”, (è il titolo dell’edizione 2011), teatro come cibo per l’anima, attualmente in corso di svolgimento (dal 3 al 19 settembre), motivo in più per visitare la meravigliosa terra d’Umbria e seguire gli spettacoli che animano le piazze di Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Bevagna, Castel Ritaldi e Perugia. Un festival pervicacemente voluto e organizzato da Ciro Masella, direttore artistico nonché attore nella sua vita professionale. Esperienze pregresse con Ronconi, Tiezzi, Massini, Latini. Ironicamente sotto intitolato “Cibo per l’anima” e “Le nozze con i fichi secchi”, la dice lunga su quanto sia faticoso in Italia, a tutt’oggi, proporre cultura commestibile” altro termine utilizzato dal suo direttore Masella, per nulla convinto che con la cultura “non si mangia” di tremontiana memoria.

Il risultato è quello di un cartellone dove si può “degustare”, invece, “Cultura commestibile” , dando la possibilità di nutrirsi, intesa come una provocazione, la risposta a chi dice che “Dante non si mette nel panino”, la testarda convinzione che l’uomo ha bisogno del pane ma anche delle rose, che “non di solo pane vive l’uomo…”, che un uomo è anche la sua capacità di sognare, immaginare, legarsi all’Infinito e intercettarne la Voce, che siamo stomaco ma anche Spirito, e che come il digiuno dal pane provoca la morte del corpo così l’astenia dello Spirito ammala la nostra anima, ammalando di conseguenza il corpo.

È la convinzione che il nostro patrimonio culturale è una sorta di pozzo di petrolio da cui poter estrarre ricchezza anche e prima di tutto per il territorio; è la forza di difendere professionalità, conoscenze, saperi, arte artigianale, contribuendo a tessere la tela dei sogni in cui ciascuno può perdersi per ritrovare un frammento di se stesso e dell’Infinito che in ciascuno alberga… perché “siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni” recita una delle più belle battute di Shakespeare. Perché mai come in questo momento c’è carestia: di idee, di bellezza, di “cibo dell’Anima”…Un manifesto programmatico che la dice lunga su come la pensa il direttore artistico Masella, il quale ha composto un cartellone assai ricco di proposte.

Si va da Novecento” di Baricco, recitato dallo stesso Masella in forma di reading a Montecchio dove presterà la voce al pianista immerso nell’oceano e nelle sue note e che non aveva mai messo piede sulla terra ferma, a “Sei salvo fin quando hai una buona storia da raccontare”. Il 7 settembre a Bastardo, (Giano dell’Umbria) “Veneti Fair”, ironizza in forma di parodia la celebre rivista patinata, dove la protagonista Marta Dalla Via, ridicolizza la Provincia del Nord Est, quella veneta, ricca, gran lavoratrice, quanto un po’ rozza, volgare, provinciale perché anche cialtrona e tendente a voler essere snob, altolocata, senza però riuscirsi, per evidenti limiti culturali e di altra natura.

Restando in questo paese dal nome così caratterizzante, l’otto settembre, gli spagnoli de La Macana, provenienti dalla Galizia, propongono “Sometimes”, al quale seguirà “Frane” di Eleonora Ciocchini, vincitrice del Premio Toscana Factory Dance, reduce da Fabbrica Europa di Firenze.

 

 

 

Per la regia di Stefano Massini, il nove settembre (ingresso gratuito), al Castello di Saragano di Gualdo Cattaneo, Massimo Dapporto è l’autore e interprete di “Cosmologia, frammenti dall’Universo”, videomakers Maddalena Ammannati e Cristina Andolcetti.

Un attore di straordinaria forza e popolarità come Massimo Dapporto racconta al pubblico l’Universo. La formazione delle galassie, il Big Bang, l’implosione dei corpi stellari, il moto delle comete, l’esplosione delle supernovae. Variazioni enigmatiche sull’Universo. Evocazioni. Metafore. Deduzioni che non si affidano alla descrizione scientifica quanto al volo dell’immaginazione creativa. Dialoghi fra generazioni di stelle, mappe per viaggi siderali, parallelismi spazio-temporali, fino a filosofici frammenti di pensiero sul fascino del nulla e sui confini dell’insondabile.

 

 

 

 

Segue il nuovo lavoro del gruppo fiorentino di Teatro Sotterraneo. Una ricerca, analisi, del tutto personale ed originale alla maniera consueta dei Sotterraneo, sul meccanismo della nostra risata nella nostra società. Il titolo è “Homo ridens”, l’11 settembre a Giano dell’Umbria. Creazione collettiva Teatro Sotterraneo in scena Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Matteo Ceccarelli, Claudio Cirri scrittura Daniele Villa

Homo ridens è una performance pensata come esperimento su campione, un test sul pubblico-cavia chiamato a reagire a determinati stimoli che attengono al riso e ai suoi meccanismi. Il progetto rivede e aggiorna i risultati delle proprie ricerche in ogni città e di conseguenza ne prende il nome. L’intento è quello d’indagare l’attitudine umana alla risata, misurandone i limiti e la complessità. Nel riso rinunciamo alla funzione vitale del respiro, nel riso è la parte aggressiva di noi che ci fa digrignare i denti, nel riso è l’intrattenimento del potere ma anche la rivolta popolare. Sappiamo che la coscienza di sé permette all’uomo di vedersi dall’esterno. Sappiamo che la coscienza di sé rende l’uomo consapevole della morte. Ma cosa c’è da ridere?

 

 

Il 15, 16 e 18, il festival si sposta ad Onnivora con la messa in scena di“La fine di Shavouth”, testo di Stefano Massini e regia di Ciro Masella. Con Daniele Bonaiuti, Valter Corelli, Ciro Masella.

L’incontro notturno tra Franz Kafka e Itzhak Lowy, destinati a diventare il primo uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi l’altro uno dei più importanti attori del teatro yiddish, realmente avvenuto in un caffè-teatro praghese, come spunto per raccontare due anime alla ricerca, due vite ancora non sbocciate, due storie che si intrecceranno in una notte di confidenze, di scherzi e sogni segreti. Uno dei testi che ha rivelato al mondo il talento di Stefano Massini. Una storia in bilico tra sogno e realtà…come la vita di ciascuno di noi.

 

 

Domenica 18 settembre al Castel Ritaldi alle ore 20, in occasione del Premio Letterario Mario Tabarrini/Castel Ritaldi Paese delle Fiabe, una produzione Museo del Giocattolo/tra Cielo e Terra, propone “La fine degli Orchi” di Mario Tabarrini, lettura animata a cura diCaterina Fiocchetti e Giulia Zeetti

Due attrici, giocando con suoni, ombre, travestimenti ed antichi balocchi del Museo del Giocattolo di Perugia, danno vita ad un’incantevole fiaba animata da curiosi personaggi e scenari insoliti. Attraverso le proiezioni della lanterna magica la fantasia solletica il pubblico di grandi e piccini creando un mondo incantato degno delle fiabe di una volta, in bilico tra divertimento, poesia e mistero

 

 

 

 

Lunedì 19 settembre ad Onnivora alle 21 in prima assoluta va inscena “La mosca è inevitabile”, liberamente tratto da “Elogio della mosca” di Luciano di Samosata regia, scene e costumi Carla Gariazzo.

Può la mosca, l’insetto scocciatore e fastidioso per eccellenza, divenire oggetto di un elogio? Ed è possibile cantarne le virtù, le qualità e le prodezze? Un racconto surreale e leggerissimo, in cui l’ironia la fa da padrone, alla ricerca delle ragioni e del punto di vista di uno dei nemici giurati dell’uomo, che qui finalmente prende voce e corpo, per portarci in volo nel suo esilarante mondo.

 

 

 

 

 

Con il contributo dei Comuni di Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Bevagna, Castel Ritaldi; Perugia; Regione dell’Umbria, Assessorato alla Cultura; Teatro Stabile dell’Umbria-Umbria in Danza, Onnivora-Perugia; Pro Loco di Grutti; La Strada del Sagrantino. Info e prenotazioni: 0742.378490; 338.8462719

Il programma completo su www.tracieloeterra.it.

 

 


 

 

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