recensioni — 07/08/2019 12:14

Mio Eroe: Giuliana Musso racconta il dramma delle madri dei caduti in Afghanistan

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RUMORS(C)ENA – FESTIVAL DEI TACCHI  OGLIASTRA TEATRO – JERZU (Nuoro) – Cronache di guerra in tempo di pace al XX Festival dei Tacchi – Ogliastra Teatro firmato Cada Die Teatro, una moderna epopea in “Mio Eroe” di Giuliana Musso – con la “complicità” di Alberto Rizzi e la colonna sonora di Andrea Musto. Le storie dei militari in missione in Afghanistan attraverso il racconto delle madri: un trittico al femminile, un canto funebre che diventa struggente inno alla vita. Ritratto della nostra “bella gioventù” sacrificata agli interessi della politica italiana e europea sullo scacchiere internazionale, nello sguardo innamorato ma consapevolmente critico di ogni donna verso la sua creatura, in cui splende l’amore incondizionato, in un’ondata di tenerezza che riporta il sorriso oltre il dolore incommensurabile di una perdita. Vite spezzate da un destino crudele, giovani “eroi” loro malgrado, partiti per un ideale – la patria, la famiglia, la democrazia da instillare o restituire a popoli oppressi – trasformatisi in conquistatori o meglio forze di occupazione in terra straniera e dunque “nemici” o alleati dell’invasore in una “rivoluzione” imposta che suona più come una brutale “vendetta”. L’esplosione di un ordigno o di una mina, una sparatoria o un attentato, il colpo di un cecchino che miracolosamente va a segno, un incidente, talvolta il “fuoco amico”. In un istante un’esistenza ricca di sogni e speranze s’interrompe, tutto finisce. Resta solo un corpo dentro una bara, coperto da una bandiera.

Giuliana Musso Mio Eroe

“Mio Eroe” si sottrae a ogni forma di retorica, è la testimonianza accorata o rabbiosa, perfino incredula, ma anche lucida e amara delle madri che hanno atteso invano il ritorno dei figli soldati, che hanno sperimentato l’angoscia e l’indicibile sofferenza davanti a una morte crudele e forse inutile. Donne che non sanno darsi pace e ancora piangono i figli, caduti in un conflitto in una regione remota per combattere i talebani e i gruppi terroristici di al-Qāʿida, seguaci di Osama bin Laden, tra le alture dell’ Hindu Kush e l’altopiano desertico del Registan – quasi un simbolico scontro fra Oriente e Occidente all’indomani della distruzione delle Torri Gemelle.

Giuliana Musso dà voce a queste eroine di una tragedia contemporanea e universale: lo strazio per la perdita di un figlio, un evento quasi contro natura, tinge i loro animi dei colori del lutto. Un sentimento ancestrale, quasi un istinto poi trasfigurato attraverso il pensiero e la coscienza si traduce in una ribellione contro l’assurdità della guerra. Il terribile gioco delle armi con cui si decidono le sorti dei popoli e gli equilibri di potere perde di senso di fronte all’irrimediabilità della fine: ciascuno di quei giovani coraggiosi in divisa aveva una sua personalità, ricordi allegri e tristi, ambizioni e desideri da realizzare, un passato ancora troppo breve e un futuro ancora da scrivere.

 

foto di Massimo Battista

I loro nomi sono tesori preziosi – unici frammenti delle loro esistenze accanto alle fotografie, agli abiti e agli oggetti, alle medaglie – che ancora vibrano sulle labbra come un richiamo, in quelle poche sillabe è custodito il segreto di un affetto e di una ferita, un suono capace di evocare l’immagine di un volto abbandonato nel sonno, di un atto di gentilezza, di uno slancio di generosità. Bravi ragazzi cresciuti in seno alle loro famiglie, a volte sorprendentemente saggi, determinati, ben educati, ma capaci di affrontare il pericolo e sfidare la morte, solidali con i compagni e riuniti in una sorta di “fratellanza” – segno di una profonda e resiliente “umanità”. Il dramma – temuto e taciuto – si compie, la sottile inquietudine delle madri si muta in dolore inconsolabile. E indignazione verso i signori della guerra, verso tutti – compresi noi cittadini colpevolmente ignari o indifferenti – i responsabili del massacro.
“Mio Eroe” è un’opera necessaria, un’avvincente e struggente ricerca della verità, tra presa di coscienza e catarsi, nell’intensa e toccante, magnifica interpretazione di Giuliana Musso: una pièce di teatro civile che colpisce al cuore.

Visto sabato 3 agosto 2019 nella Cantina Antichi Poderi di Jerzu per il XX Festival dei Tacchi – OgliastraTeatro organizzato dal Cada Die Teatro

 

 

 

 

 

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