recensioni — 07/08/2018 11:34

“Le rovine circolari”: incarnazioni di sogni, doppi fantastici e reali.

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RUMOR(S)CENA – LE ROVINE CIRCOLARI – LARDARELLO (Pisa) – Sogni e emozioni in diretta.  “Le Rovine circolari” descritte da Jorge Luis Borges in “Finzioni” e quelle di Armando Punzo che sogna uno spazio nuovo per il suo teatro, nato nel carcere di Volterra ma aperto al mondo, coincidono nell’incredibile location dell’evento in una delle torri (decapitate) di refrigerazione della Centrale Geotermica Enel Nuova Larderello. Archeologia industriale per le torri, classica per la forma ad anfiteatro, (progettato come la gradinata di un antico tempio circolare per farlo diventare un teatro all’aperto unico al mondo), la scena riempita d’acqua come nelle naumachie imperiali romane. E’ una battaglia l’evento site specific che il 4 agosto scorso ha celebrato i trent’anni della Compagnia della Fortezza. Contro i tempi, gli ostacoli, in nome di un’utopia concreta. C’è stato anche il braccio di ferro con la pioggia, ricominciata violenta per tre volte. Per l’energia e la volontà degli artisti e del pubblico nessuno ha voluto rinunciare all’evento. Anzi, l’ha determinato. L’impatto con il luogo è molto forte. Accanto all’insolito teatro (che vuole durare, come unico), incombe una torre di cemento di alcune decine di metri; nel cielo si vedono gli sbuffi da natura naturans lucreziana dei soffioni boraciferi; attorno ci sono il verde e le pieghe del paesaggio toscano (pisano).

Le rovine circolari, Compagnia della Fortezza, foto di Stefano Vaja

Emozioni in diretta. E poi c’è lo spettacolo. Dentro il cerchio, per il pubblico di oltre 750 spettatori sulla doppia fila di gradinate, comincia, attraverso il sogno scritto nelle pagine di Borges, il nuovo sogno vissuto da Punzo e dai suoi detenuti-attori, non solo in questa serata ma dal passato al futuro, in un presente assoluto ambiziosamente senza tempo. Con l’ingenuità e la pervicacia di un bambino, il piccolo Marco Piras, che si avventura nel mondo tenendosi per mano ad Armando. Se la sintonia col pensiero visionario di Borges è evidente, il modo di far teatro di Punzo è molto concreto. Libri, biblioteca universale, umili custodi del sapere, guerrieri orientali che cavalcano inesorabili (stupendi i costumi di Emanuela Dall’Aglio), diventano oggetti precisi dalle mille rifrazioni, figure vive. La lettura tecnica di brani della grande produzione di Borges, affidati a voce e corpi di Punzo o attori e attrici, si alternano alla precaria fluttuazione di quegli incunaboli, mappe, solidi geometrici (sfere, piramidi, cubi bianchi) sulla superficie dell’acqua non più tempestata dalla pioggia ma docile al vento. Sulla forza delle straordinarie musiche dal vivo di Andrea Salvadori – che passa dal pianoforte alla chitarra, dall’armonium indiano allo tsouras greco (parente del buzuki), al violoncello – e dei fragorosi tamburi dell’ensemble di percussioni Quartieri Tamburi (Marzio Del Testa, Iago Bruchi, Riccardo Chiti, Lucio Passeroni, Andrea Taddeus Punzo de Felice) sfilano le figure dell’universo di Borges, mai citazioni intellettuali ma solide incarnazioni di sogni, doppi fantastici e reali.

Le rovine circolari, Compagnia della Fortezza, foto di Stefano Vaja

C’è la ambigua figura di Emma Zunz affidata a Giulia Guastalegname; la poetica visione da “La Cifra” che interpreta Rosario Campana; la mirabile incursione ne “Le Mille e una Notte”; l’eterno ritorno nicciano di nuotatori come Gaetano Spera; la ferina presenza di Ibrahima Kandji che culmina nella declamazione della Genesi, in inglese, ferendo la mente e il cuore di reminescenze di felicità e dolore universali. Figure teatrali sono il beckettiano Uomo in grigio, mitiche l’Uomo rosso dentro cui Giuseppe Venuto /Asterione/Minotauro dall’”Aleph” danza con Armando. Spesso sono questi incontri frontali i più emozionanti, struggenti. Così è del dialogo di Punzo con una sorta di doppio come quello incarnato da Gillo Conte Bernini. L’umanità che si arrende al grado zero e risorge. Per fiducia nella possibilità di “sognare un uomo, voglio sognarlo con minuziosa interezza e imporlo alla realtà”. Il pubblico, che ha sfidato la pioggia, applaude più volte dai gradini bagnati e alla fine, dionisiacamente, sulle note di una milonga, risponde felice al carismatico invito di immergersi in 25 centimetri di un Gange sognato.

 

foto di Stefano Vaja

Visto il 4 agosto 2018

Compagnia della Fortezza
LE ROVINE CIRCOLARI
Cerco il volto che avevo prima che il mondo fosse creato
Evento site specific per il refrigerante della Centrale Geotermica Enel Nuova Larderello promosso dal Comune di Pomarance e da Enel Green Power con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra
ideazione, drammaturgia e regia Armando Punzo
cura Cinzia de Felice
organizzazione generale Carte Blanche

www.compagniadellafortezza.org/new/storia/30-anni-di-fortezza/eventi-speciali/le-rovine-circolari/

 

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