Danza — 06/02/2019 10:48

Aterballeto danza la Tempesta sheakesperiana al Teatro della Corte di Genova

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RUMOR(S)CENA – ATEREBALLETO – TEMPESTA – GENOVAAterballeto (Fondazione Nazionale della Danza) è senza dubbio la più eclettica Compagnia di danza italiana, che da un quarantennio si evolve scoccando fulgidi dardi attraverso il proprio arco. L’avvicendarsi di direttori artistici e coreografi che l’hanno saputa elevare alle cronache internazionali – a partire dal fondatore Amedeo Amodio a Mauro Bigonzetti, Cristina Bozzolini, William Forsythe, fino ad arrivare a Johan Inger e Jiri Kylian -, hanno certamente contribuito a valorizzare il talento de i danzatori, tutti solisti, in grado di affrontare ogni stile coreografico. Ed è grazie all’alta qualità de i suoi interpreti che la Compagnia ha potuto godere, durante il corso della propria decennale storia, di ampi riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Con Tempesta, tratto dal capolavoro di William Shakespeare, presentato al Teatro della Corte di Genova, si è giunti ad una nuova generazione di creativi quali Giuseppe Spota, che ne ha curato le coreografie e Giuliano Sangiorgi, frontman de i Negramaro e creatore dell’installazione musicale. Trasporre in versione coreografica una scelta drammaturgica forse tra le più complesse e sfaccettate, vuoi per la matrice Shakesperiana, vuoi per il testo, rappresenta un pregevole intento anche se di non facile impatto: soprattutto se indirizzato verso una platea non proprio avezza a visioni intermerdiate dalla danza contemporanea, la quale resta pur sempre confinata al criptico, sensibile ed impalpabile nel suo proprio mondo.
In undici quadri, più prologo ed epilogo, si snoda quindi tutta la vicenda, a partire dalla lotta per il potere tra Prospero ed il vile fratello Antonio, per giungere alla conclusione finale con il matrimonio di Miranda e il Principe di Napoli, Ferdinando. In mezzo vi è la scoperta dell’isola, le magie di Prospero e l’apparizione dello spirito Ariel; l’educazione e l’affacciarsi all’adolescenza di Miranda; la tempesta evocata da Prospero per provocare il naufragio del Re di Napoli con il suo seguito.

 

foto di V. Berlanda

Le scenografie stilose e perfezioniste affascinano e per un momento incantano come il veliero in miniatura che fluttua racchiuso dentro ad un piccolo acquario e che viene calato dal sopra palco (il regalo di Prospero alla figlia Miranda); o come una parete fitta di rami rampicanti ed aguzzi e reti marinare, che imprigionano il corpo esile di Ariel; oppure pannelli fatti di specchi che diventano minacciose, nere onde marine. Curatissimi i costumi, che paiono dipinti addosso ai danzatori, come le tute da i colori tribali indossate durante la danza propiziatoria dalla tribù isolana, ma anche mimetizzanti ed in perfetta sintonia con la scenografia, impersonandola essa stessa. L’interpretazione coreografica rende i sedici danzatori dei veri e propri virtuosi al ritmo della colonna sonora originale che poliedricamente mixa sinfonie classiche, techno elettronica, ambient e house progressive.
Pregevole il lavoro del drammaturgo Pasquale Plastino nell’adattamento di tale monumentale e sfaccettato testo. Le emozioni – che nel dramma shakespeariano zampillano come le acque del Mediterraneo che bagna l’isola sulla quale sono confinati Prospero e sua figlia Miranda a seguito del naufragio – stentano, però, a raggiungere lo spettatore. I temi fondamentali di libertà e prigionia che vengono ribaltati su Calibano e Ariel (gli unici abitanti dell’isola); la magia a cui Shakespeare ricorre fondendo le azioni con le vicende umane ed intesa come salvezza e che Prospero pratica ed utilizza per nobili ideali; l’avidità di Antonio e Sebastiano, disposti ad uccidere i loro stessi fratelli pur di ottenere il più assoluto potere. In questa veste coreografica, senza parole ad esaltare la drammaticità degli eventi, risultano molto difficili da rappresentare.
La professionalità, l’intento e la passione di cui l’allestimento era denso, sono comunque giunti al pubblico che ha saputo ricompensare con generosi applausi.

foto di V. Berlanda

 

Visto al Teatro della Corte di Genova il 6 dicembre 2019
TEMPESTA
Compagnia Aterballetto
coreografie Giuseppe Spota
musiche originali Giuliano Sangiorgi
drammaturgia Pasquale Plastino
consulenza critica Antonio Audino
scene Giacomo Andrico
costumi luci Carlo Cerri
produzione Aterballetto, CTB Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile del Veneto

Prossime date: Teatro delle Muse, Ancona – 21 marzo 2019

 

foto V. Berlanda

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