Festival(s) — 05/10/2011 at 17:18

Nell’agorà del Teatro della Biennale di Venezia va in scena il festival/laboratorio

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Occhi puntati su un festival, luogo d’incontro privilegiato per le arti sceniche, dalla Danza alla Musica, fino ad giungere al Teatro, (di ricerca e sperimentazione), luogo di confronto e di scambio. Accade aVenezia, dove la Biennale sta per inaugurare la sua 41 esima edizione dedicata al Teatro. Un laboratorio internazionale dato dal prestigio assunto per la straordinaria qualità degli eventi artistici, ospitati in laguna, fa di questa sezione dedicata al teatro e alle arti performative, un’opportunità preziosa di poter avvicinare i Maestri della Scena, registi e artisti provenienti da tutta Europa.

Ma non solo, anche le istituzioni che si dedicano alla promozione delle arti sceniche, si faranno conoscere al pubblico, e ai tanti giovani che si avvicinano con passione e impegno, nell’intento di acquisire gli strumenti fondamentali per fare cultura.

Non c’è solo è il festival internazionale del Teatro, con il suo programma di spettacoli portati in scena dal 10 al 16 ottobre 2011, con due sezioni: Young Italian Brunch, la nuova creazione scenica italiana, con gli spettacolo in scena alle 13, e la seconda, tradizionale per l’orario serale. Ma c’è spazio anche per un settore interamente dedicato alla formazione. Una vetrina dove si potrà conoscere il lavoro che muove, attraverso un dispendio di energie creative e fisiche, tutte le realtà artistiche nazionali e mondiali, riunite per l’occasione a Venezia.

Diretto da Àlex Rigola, il festival offre il meglio della creazione scenica internazionale, a partire da Hamlet (in scena il 10 ottobre) del regista Thomas Ostermeier, direttore della Schaubühne di Berlino, fra le massime istituzioni teatrali tedesche, che sarà premiato con il Leone d’oro alla carriera il 10 ottobre a Cà Giustinian, insieme a Rimini Protokoll, una realtà teatrale innovativa, al quale è stato assegnato il Leone d’argento.

La versione dell’Amleto di Ostermeier è un “affondo estremo e ironico nelle contraddizioni del potere, una indagine esasperata nel marcio del dominio e della sopraffazione: un horror in cui vita e morte si intrecciano in un selvaggio e disperato grido di dolore”.

Il festival definito dal direttore artistico “agorà del teatro” eccelle per la rilevanza dedicata ai nomi che contano sulla scena internazionale: firme del teatro quali i belgi Troubleyn e Jan Fabre con Prometheus Landscape II (11 ottobre), un Prometeo dove il suo “mondo è ricolmo di tracce, oggetti rumori, musiche, sovrastato dall’eroe, che troverà la forza di parlare solo alla fine, in un flusso di confessioni-allucinazioni che coinvolgono tutti i personaggi”. Il gruppo romano dei Santasangre con Sei gradi , sempre l’11 ottobre  Jan Lauwers & Needcompany (Belgio)
con Isabella’s Room.

La Compagnia Teatropersona, di Civitavecchia, propone il 12 ottobre, la sua ultima creazione AURE, un progetto definito “Trilogia del silenzio e della memoria”. Alessandro Serra si è ispirato al lavoro epico della “Recherche” di Proust.  Teatropersona esclude la parola per dare vita ad uno spettacolo tra i più interessanti e suggestivi messi in scena negli ultimi anni. Un lavoro dove lo spazio, la stanza della memoria, raffigurazioni ispirate alla luce del pittore danese Vilhelm Hammershoi, grande artista del silenzio. Regia, drammaturgia, scena, luci, suoni: Alessandro Serra. Con Valentina Salerno, Francesco Pennacchia, Chiara Michelini, collaborazione ai movimenti di scena diYves Lebreton

 


Un gruppo di ricerca e sperimentazione veneto, ma di rilevanza internazionale, sono gli Anagoor con Fortuny (il 13 ottobre ), non solo uno spettacolo sulla figura di Mariano Fortuny, artista d’origine andalusa, ossessionato dalla bellezza di Venezia, che per tutta la vita ha cercato di carpirne l’essenza e di trasformarla. Gli Anagoor intendono ritrovare lo sguardo dell’uomo sulla città, per tentare di catturarne il lavoro fra catalogazione della memoria e trasmissione delle forme. Ideazione Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni. Con Anna Bragagnolo, Pierantonio Bragagnolo, Moreno Callegari, Marco Menegoni, coreografia Anna Bragagnolo, Simone Derai, Moreno Callegari, Pierantonio Bragagnolo, ideazione scene e costumi Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni, progettazione e realizzazione Simone Derai, Serena Bussolaro, Mauro Parolini, Silvia Bragagnolo, Sabrina Pozzobon

Il festival ospita la Socìetas Raffaello Sanzio, storica formazione proveniente da Cesena, con Sul concetto di volto nel Figlio di Dio che costituisce un dittico con Il velo nero del pastore, dove il tema affronta nodi ricorrenti nel teatro della Socìetas Raffaello Sanzio: la religione concepita nel suo humus di simboli e rituali, radice comune al teatro stesso, senza alcuna accezione mistica o teologica. Con Gianni Plazzi, Sergio Scarlatella e con Dario Boldrini, Silvia Costa e Silvano Voltolina, musica originale Scott Gibbons, collaborazione all’allestimento Giacomo Strada, realizzazione oggetti Istvan Zimmermann, Giovanna Amoroso, suono Marco Canali in alternanza con Matteo Braglia, luci Fabio Berselli.

Il 14 ottobre è la volta dei Muta Imago con Displace #1 La rabbia rossa, Stefan Kaegi (Rimini Protokoll) con Video Walking Venice, Barcelona International Theatre – BIT (Spagna) con Desaparecer. Il 15 la Compagnia dei Ricci/Forte che portano Grimmless, Stefan Kaegi (Rimini Protokoll) con Bodenprobe Kasachstan, CCNO / Josef Nadj (Francia): Woyzeck ou l’ébauche du vertige. Domenica 16 ottobre, ultimo giorni di festival, Sette Peccati. Percorso in sette spettacoli brevi in vari luoghi della città. Il direttore artistico Àlex Rigola chiamato sette artisti che rappresentano le esperienze più forti e poeticamente estreme della scena internazionale e ha chiesto loro di lavorare a una visione personale e contemporanea dei sette peccati capitali. Ricardo Bartís, Calixto Bieito, Romeo Castellucci, Jan Fabre, Rodrigo García, Jan Lauwers, Thomas Ostermeier, Un’occasione unica di veder affiancati registi così diversi per estrazione e formazione culturale, accomunati attorno ad un’ unico progetto, nello sforzo comune di formulare ed elaborare nuove ipotesi di interpretazione della contemporaneità.

Ultimo titolo in programma, la Compagnia Virgilio Sieni (Italia) con la creazione Osso. Autore di una delle più significative ricerche nel campo della danza, di cui è uno dei protagonisti a partire dagli anni ’80, il danzatore e coreografo Virgilio Sieni, torna alla Biennale di Venezia dopo la presentazione, lo scorso anno, di Tristi tropici. Questa volta, Sieni è invitato alla Biennale Teatro insieme a Josef Nadj per condurre ciascuno un workshop con allievi attori.

Il programma completo della 41esima edizione del Festival Internazionale del Teatro /Biennale di Venezia

http://www.labiennale.org/it/teatro/programma2011/

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