Festival(s) — 04/11/2019 12:36

Testimonianze Ricerca Azioni: decima edizione del Festival del Teatro Akropolis di Genova

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 RUMOR(S)CENA – TESTIMONIANZE RICERCA AZIONI – TEATRO AKROPOLIS – GENOVA – Decima edizione di Testimonianze ricerca azioni il festival del Teatro Akropolis di Genova, dal 7 al 17 novembre 2019. 34 eventi: 23 spettacoli di teatro, danza e circo ( 5 prime assolute, 2 prime nazionali, 1 anteprima), 1 concerto, 4 incontri, 2 presentazioni di libri, 1 mostra, 1 seminario e 2 workshop. 3 coproduzioni con Pindoc per Corpus delicti di Alessandra Cristiani e ESTI. Laboratorio e performance con ipovedenti e non vedenti di Paola Bianchi; con Città di Ebla per Studio per Corpo centrale Genova.

 

Yumiko Yoshioka Light Years of Solitude Edgar Gutierrez Calvillo

 

Il logo scelto è una mandragora, una pianta magica le cui radici hanno sembianze umane. Un simbolo che invita a travalicare i confini, superare i limiti, oltrepassare le definizioni codificate verso nuovi orizzonti di senso e, in questo contesto, per portare avanti nuove riflessioni sull’arte e sulle arti per la scena in particolare. L’originalità della ricerca, condotta da Clemente Tafuri e David Beronio, direttori artistici di Akropolis, nel 2017 ha portato al riconoscimento ufficiale del Premio Ubu, a cui si aggiunge  la finale del Premio Rete Critica 2019 nella categoria “Progettualità/organizzazione” il cui verdetto sarà annunciato a dicembre. L’obiettivo è non solo mettere in dialogo il lavoro degli artisti con il territorio con numerose attività editoriali e le possibilità di incontro diretto con i partecipanti alla rassegna ma mettere a confronto le linee di ricerca dei gruppi e dei performer, stabilire, sulla base di una precisa visione artistica che unisce in relazione il nostro tempo con la tradizione, un confronto con le arti dinamiche e i loro linguaggi. Senza paura, nello spazio protetto del teatro, si guardano in faccia la crudeltà, il vuoto delle periferie, il mistero della morte, il pericolo, l’arte di Egon Schiele, la letteratura di Gabriel García Márquez, il pudore come forma di intimità, la sfida dei numeri da circo, la cecità, la vittoria, la città, le trasformazioni del corpo, fino allo scatenamento gioioso della pizzica.

 

Gli artisti del Festival

Tadashi Endo, Yumiko Yoshioka, Alessandra Cristiani, Alessandro Bedosti, Massimiliano Civica, Aline Nari, Marco D’Agostin, Paola Bianchi, Luca Alberti, Aristide Rontini, Sara Pischedda, Valentina Cortese, Andrea Cosentino, C&C Company/Carlo Massari,  Masque teatro, Duo André Leo, Città di Ebla, Lenz Fondazione, la band etnomusicale salentina Alla Bua.  La Compagnia Teatro Akropolis con Pragma. Studio sul mito di Demetra, e il volume La latitudine profonda del teatro (AkropolisLibri 2019).

 

Masque teatro Nikola Tesla. Lectures Roberto Torrenzieri

Clemente Tafuri e David Beronio : «Testimonianze ricerca azioni compie dieci anni e la proposta che ha portato avanti in questi anni appare più viva che mai. Quella cioè di sottrarsi alle specializzazioni legate alle vecchie distinzioni disciplinari, e di proporre i lavori degli artisti nella loro completezza, non solo come momenti di spettacolo, ma anche nei loro aspetti di studio, di confronto, di contaminazione. La funzione di un festival è anche quella di offrire l’opera d’arte nella sua intima natura di composto, fatto di ricerca e di lavoro sulla scena; di mettere a nudo tutto il complesso di pensiero e di immaginario, di errore e di scarto, che porta all’esito finale. Solo così, solo mostrando gli elementi bassi che stanno alla base dell’opera, è possibile umanizzarla, renderla comprensibile come operazione creativa e culturale e demistificare la retorica delle tematiche patetiche e fasulle, che tanto spesso esauriscono la ragion d’essere di un lavoro per la scena. E per fare ciò abbiamo sempre creduto che fosse indispensabile lasciare spazio alle testimonianze degli artisti e degli studiosi intorno ai problemi che si pongono all’origine di ogni opera d’arte, lasciare spazio alla ricerca, creando i luoghi e i tempi nei quali sia possibile raccontare lo sviluppo di un percorso, con i suoi vicoli ciechi, le sue frustrazioni, i suoi tempi morti. Infine creare gli spazi perché le azioni degli artisti potessero contagiare, con la visione di cui sono portatrici, la percezione quotidiana del mondo, mettendola in crisi».

 

 

Aristide Rontini Giovane Notturno foto Dario Bonazza

Teatro Akropolis – Via Mario Boeddu 10, Genova, Sestri Ponente
info@teatroakropolis.com – www.teatroakropolis.com

 

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