recensioni — 04/01/2018 17:54

Il “Maestro e Margherita” nella versione surreale del Balletto Civile

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GENOVA – Lo spettacolo “Il Maestro e Margherita” liberamente ispirato al romanzo omonimo di Michail Bulgakov, scritto all’inizio del secolo scorso e pubblicato in una definitiva redazione solo dopo la morte dell’autore russo, si sviluppa in un crescendo emozionale di grande impatto sul pubblico. L’anteprima assoluta al Teatro della Tosse di Genova di questo nuovo lavoro di Michela Lucenti per Balletto Civile con testo/regia di Emanuele Conte, proposto il 31 dicembre, riesce a coinvolgere totalmente il pubblico in una vicenda surreale. C’è l’intervento imprevedibile di Satana, sotto le spoglie di un Mago capace di giochi delittuosi, e della sua cricca di bizzarri personaggi, a fronte di una semplicissima sventurata storia d’amore tra una dolce donna sposata e un maldestro autore di racconti, tutti intrecciati per varie ragioni al dramma lontano della condanna di Gesù da parte di un irresponsabile e tormentato Ponzio Pilato. E’ e resta, il riferimento alla violenza sciocca del potere nei secoli dei secoli, uno dei misteri del testo di Bulgakov, colpito negli anni Trenta dalla censura assurda dell’impero sovietico. Qui allude al rapporto tra arte, verità e paura. Ma proprio questa parte, inquieta presenza già nel romanzo originario, occupa l’inizio dello spettacolo con le scene tratte dal  film di Alexandar Petrovic“Il Maestro e Margherita” (tra gli interpreti anche Ugo Tognazzi), creando una sorta di depistaggio per lo spettatore. La citazione appare prevaricante e forse potrebbe essere spostata nel corso della rappresentazione.

 

Poi il lavoro prende la giusta direzione: il diavolo/Voland affidato ad un suadente Maurizio Camilli instaura col pubblico, aiutato da Azazello, un dialogo di confidenza e scherno, dilapidatore di fiducia, basato sul gioco immorale e immortale. In parallelo la storia d’amore tra Margherita e il Maestro prende il sopravvento: con scene da musical e echi di quadri di Chagall, passa dal fatale innamoramento al percorso che la donna compie in balìa del fantasioso Satana e dei suoi accoliti, tra cui spicca anche come attrice Emanuela Serra. Divenuta una Strega, Margherita sorvola con la magia della danza (e una scopa) i tetti di Mosca, regna sul Gran Ballo, torna innocente.

 


Il ruolo di Michela Lucenti spazia dalla coreografia alla danza all’interpretazione attoriale. Se lo spettacolo risulta in crescendo lo si deve a Balletto Civile e a lei, capace di un romantico gesto di danza con un prosaico Maestro, poi di un folle girotondo con Voland, e infine di una sovrana gestione del sabba infernale, tra i corpi plastici e nudi di Natalia Villabona, Marianna Moccia, Stefano Pettenella, Alessandro Pallecchi. L’elemento musicale si affida dal vivo al pianoforte di Gianluca Pezzino, interprete eccezionale del Gatto, ma anche di una sua composizione in stile secentesco che lancia la storia nella fantasia.
In anteprima assoluta il 31 dicembre scorso al Teatro della Tosse di Genova totalmente esaurito, lo spettacolo prevede una sua completa realizzazione il prossimo febbraio un focus di Balletto Civile sempre a quattro mani Conte/Balletto Civile in perfetto sodalizio : dal 2 all’11 Il Maestro e Margherita; dal 13 al 15, Bad Lambs con danzatori diversamente abili accanto al nucleo originario dell’ensemble; il 17-18 Nell’Aere/Inferno #5 sul Canto V dell’Inferno di Dante, una struggente rappresentazione sull’Amore.

 

Visto al Teatro della Tosse di Genova il 31 dicembre 2017

 

 

 

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