Danza — 02/10/2017 19:47

Rosas danst Rosas: perfetta sincronia di creazione tra musica e gesto

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MILANO – Rosas danst Rosas è stata descritta in mille modi. La coreografia, creata più di 30 anni fa da Anne Teresa De Keersmaeker, belga, allevata alla scuola Mudra, (eccezionale fucina di artisti fondata da Maurice Bejart), Leone d’oro della Biennale Danza 2015, seppur concentrata in un minimalismo fatto di ripetizioni, diventa un’esplosione ipnotica ed emotiva dalla quale è difficile distrarsi durante i ben 90 minuti di esecuzione. In effetti, a 35 anni dal debutto, allora interpretato dalla stessa De Keersmaeker e da Michèle Anne De Mey, Fumiyo Ikeda e Adriana Borriello (la compagnia Rosas), questa composizione assai vigorosa è diventato un punto di riferimento e un’icona non solo nel repertorio della compagnia, ma anche nella storia della danza postmoderna.  Lo spettatore rimane in certi momenti anche annoiato, ma non può e non riesce a distogliere lo sguardo; è implacabile e faticoso restare a guardare i movimenti delle giovani quattro danzatrici (la nuova generazione della compagnia) che faticosamente ripetono all’infinito i movimenti di una quotidianità esasperante, ma molto femminile, unite, insieme.

 

Gesti che paiono molto comuni ma che diventano una danza allucinatoria: a terra, su seggiole, in piedi, sottolineata inizialmente da un silenzio interrotto soltanto da una musica  “umana” dell’ansimare e delle braccia che sfiorano il pavimento, e poi dalla partitura ripetitivamente incessante, composta dal musicista Thierry De Mey, Non vi è tregua né per le danzatrici, né per lo spettatore. Fino alla fine. I costumi tutti rigorosamente uguali, l’utilizzo di calzature comode e morbide, il toccarsi i capelli, il sudore che copiosamente si stratifica ed emerge da i tessuti, la perfezione di esecuzione ritmata e sincrona, ma anche la passione e l’emotività che esprimono le quattro donne che si alternano, perfette, e si sostituiscono nella danza: in apparenza con movimenti uguali, ma ognuna con una propria e sensuale personalità.

 

Nel 2016 MilanOltre, che celebrò il proprio trentennale costituito da scelte ad alto livello, presentò il capolavoro assoluto della De Keersmaeker, Fase four movements to the Music of Steve Reich, musicista con il quale la coreografa ha creato un capolavoro che è ormai mondialmente riconosciuto. Questo lavoro di perfetta sincronia di creazione tra musica e gesto, ha decretato Anne Teresa una delle figure più rivoluzionarie della danza a livello mondiale, e che ha portato la sua influenza non soltanto nel teatro e nelle arti visive, ma anche nella moda nella pubblicità, nei videoclip. Si dice, ma è sufficiente cercarlo su YouTube, che la pop-star Beyoncè abbia attinto a piene mani dalla coreografa belga per il suo video Countdown … con un risultato assai … diverso (!). Lo spettacolo Rosas danza Rosas è stato riproposto in tutto il mondo dai più talentuosi danzatori ed è divenuto un film nel 1997 per la regia di Thierry De Mey.

 

Visto al Festival MilanOltre – Teatro Elfo Puccini, Venerdì 29 Settembre 20

coreografia Anne Teresa De Keersmaeker, creato da Adriana Borriello, Anne Teresa De Keersmaeker, Michèle Anne De Mey e Fumiyo Ikeda. Danzato da (in alternanza) Laura Bachman, Léa Dubois, Anika Edström Kawaji, Yuika Hashimoto, Laura Maria Poletti e Soa Ratsifandrihana, musica Thierry De Mey e Peter Vermeersch. Musicisti Thierry De Mey, Walter Hus, Eric Sleichim e Peter Vermeersch Mluci Remon Fromont

Costumi Rosas. produzione 1983 Rosas & Kaaitheater in coproduzione con De Munt / La Monnaie (Bruxelles), Sadler’s Wells (Londra), Les Téâtres de la Ville de Luxembourg

 

 

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