recensioni — 01/11/2016 09:28

Sono “Attacchi di passione” sinceri e generosi per una prova d’attrice

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FONTANELLATO (Parma) – Uno spettacolo sincero con un’attrice generosa: “Attacchi di passione” andato in scena al Teatro Comunale di Fontanellato. Generosa Franca Tragni, attrice ed autrice di un lungo monologo che al pubblico presente e molto partecipe, ha aperto uno squarcio sulla propria vita. Non facile da vivere, da raccontare emeno che mai comprensibile a tutti, anche oggi se si affronta il tema degli attacchi di panico.  Uno spettacolo autobiografico che ha la forma duplice dell’informazione (grazie ad interventi scientifici, letti al microfono, in cui emerge l’apporto nella messa in scena dello psichiatra Stefano Mazzacurati) e della catarsi, sia per chi è sul palco che per chi è di fronte ad esso. Una sedia rossa ad un lato del palco, un microfono con dei fogli sparpagliati a terra dall’altro, delle sedie scure poggiate su un carrellino e un telo bianco che fa da schermo al centro. Null’altro per raccontare la storia lunga una vita con un amante che arriva e va via quando meno te l’aspetti. Inaspettato, dunque, come fu la bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945, il “giorno in cui il mondo cominciò ad aver paura di se stesso”, ed indelebile nel ricordo personale come la data del primo attacco: 30 settembre 1974. Era una serata tiepida e piacevole, racconta l’attrice (vestita di rosso e di nero), in compagnia degli amici. Era una giovane donna allora con la testa piena di sogni matti su cui “il cielo basso e greve” cominciò a pesare “come un coperchio sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni”. L’attrice riprende, giustamente, i versi di Baudelaire per dare un’immagine comprensibile a chiunque non sappia che forma abbia la paura profonda, che mangia l’anima, che vive chi ha attacchi di panico.

Una paura che porta alla depersonalizzazione, alla derealizzazione, alla paura della paura, al terrore di rivivere ancora (e la sicurezza è nel quando perchè il “se” è abolito da tempo) uno di quei giorni “che proprio non va!” Un incubo continuo che debilita lo spirito (anche quello forte di una ragazza -e poi donna- abituata a combattere), che racconta Franca Tragni, apportando la sua esperienza personale, impedisce quasi di vivere una vita normale. Racconta ironizzando alcuni episodi e producendo un effetto comico che allenta la tensione in modo equilibrato ed efficace. Un continuo andirivieni, bilanciato e funzionale allo spettacolo, tra razionale scoperta e analisi del disturbo e Franca, semplicemente lei stessa. Uno spettacolo in cui l’autrice con-divide (“dividere insieme con altri”) con il pubblico e gli permette di capire a 360 gradi cosa sia questo disturbo, e lo fa con passione, sincerità e professionalità. Un tema difficile, imbarazzante a volte (chi ha gli attacchi di “passione” spesso ha vergogna di ammettere quella che per molti è solo una debolezza) reso comprensibile da un linguaggio accessibile grazie ad una misurata drammaturgia in grado di bilanciare, la tranquillizzante scientificità e l’anima che già mai, normalmente, è quieta, figurarsi in chi vive nell’attesa di quell’amante scomodo.

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Belle ed efficaci le immagini utilizzate in presa diretta per documentare come funziona un attacco e come reagiscono le persone vicine al soggetto. Registicamente molto utile la voce fuori campo di Carlo Ferrari capace di spezza il monologo facendolo, solo per brevi momenti, diventare un dialogo: divertente, inaspettato e per questo in grado di suscitare il coinvolgimento sincero del pubblico.

Attacchi di passione
di e con Franca Tragni

consulenza Stefano Mazzacurati

tecnica e luci Erika Borella

consulenza drammaturgica voce e regia Carlo Ferrari

produzione Europa Teatro.  Visto al Teatro Comunale di Fontanellato il 29 ottobre 2016

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