Festival(s) — 26/06/2018 23:52

Supercontinent²: le esplorazioni dell’arte senza confini a Centrale Fies

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DRO Centrale Fies (Trento) – Un festival che compie trentotto anni dimostra di aver radicato nel suo dna, riferito al territorio d’azione in cui si svolge, un’identità rinnovabile con sempre maggiore determinazione nell’esprimere il potenziale creativo e artistico. È il Festival Drodesera – Centrale Fies, sede di produzione e ospitalità della scena artistica internazionale: qui l’ispirazione di molti artisti trovano uno spazio privilegiato e la possibilità di soggiornare in residenza. Dino, Barbara e Virginia Boninsegna, con la curatela di Filippo Andreatta, insieme ad uno staff di collaboratori qualificati, ne sono gli artefici. Il programma della nuova edizione è stato presentato in conferenza stampa il 12 giugno scorso, in concomitanza con l’esecuzione di Curon/Graun, un’opera di teatro musicale di altissimo valore artistico nonché storico culturale, prodotta da OHT e Orchestra Haydn di Bolzano e Trento su musiche di Arvo Pärt. Qui la recensione di Chiara Marsilli.

 

L’opera Curon / Graun: quando la storia ispira l’arte. Il prologo di Supercontinent²

Una selezione di progetti che comprendono temi della contemporaneità, arte performativa, il Live Works performance act awards vol. 6, conferenze e dibattiti su tematiche sociali e scientifiche, oltre ad ospitare nuovi linguaggi per analizzare una realtà complessa; come quella in cui agisce la nostra società. Il focus è sempre rivolto verso l’artista capace di interpretare e attraversare le inquietudini del nostro presente e Supercontinent² riprende, per la prima volta in assoluto, il medesimo titolo dell’anno scorso: un vero e proprio sequel in cui si indagherà ancora sulle pratiche nomadi legate alle migrazioni ma anche all’esplorazione di un luogo esotico o di una disciplina liminale a quella conosciuta e praticata. Dal 20 al 28 luglio a Centrale Fies si potranno incontrare e conoscere performer, artisti, filosofi, curatori, sound designer, architetti, ricercatori, registi provenienti dall’Italia e dall’estero. «Qui si preparano anche delle Compagnie che poi debuttano in altri prestigiosi festival – come spiega Barbara Boninsegna, direttrice artistica – la Biennale Teatro di Venezia di quest’anno apre con “Agamennone, Orestea, Schiavi, Conversio”, allestimento firmato Anagoor e prodotto da Centrale Fies, insieme al Teatro Metastasio di Prato, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile del Veneto. Con la partecipazione di Theater an der Ruhr. Questo spazio attiva altri progetti, un luogo di sviluppo e visione del contemporaneo. Centrale Fies vive ed opera tutto l’anno realizzando laboratori con i bambini, è un centro di produzione sempre attento a individuare nuove realtà. Il Festival è una realtà internazionale vivace e attiva, con una fortissima identità capace di restituire al suo pubblico, gli immaginari e le necessità della scena performativa contemporanea italiana e straniera – prosegue Barbara Boninsegna –, durante quest’anno di residenze artistiche, produzioni e progetti, Centrale Fies non ha smesso di porsi domande suscitate dalla scorsa edizione, che ci spingono quest’anno a raccontare qualcosa di più di questo supercontinente che mischia paesaggi reali e paesaggi interiori, una “carte du tendre” in cui trovare toponimi misteriosi dal sapore iniziatico».

Da sinistra Claudio Martinelli, Vittorio Fravezzi, Dino Sommadossi, Barbara Boninsegna e Filippo Andreatta

 

Alla conferenza stampa hanno presenziato anche Claudio Martinelli dirigente del Servizio attività culturali della Provincia di Trento che ha parlato dell’importanza delle «industrie culturali creative, vere e proprie imprese – tra le quali c’è anche Centrale Fies – per come la cultura possa esprimersi in molti modi. Il Trentino vuole ridiventare un laboratorio del fare culturale e stimolare l’attrattiva verso l’esterno». A seguire il sindaco di Dro, Vittorio Fravezzi che conosce bene la storia di questo festival, avendo ricoperto in passato anche l’incarico di assessore alla cultura del suo paese: «Ci vogliono delle visioni verso la cultura che possa dare continuità e rassicurazioni, nell’ottica di una globalità capace di produrre immaginari per lanciare degli stimoli verso le aziende turistiche».

 

Kristina Norman Fire Gods courtesy dell’artista

Nell’ambito del percorso di valorizzazione e storicizzazione della performance, Centrale Fies dedica un approfondimento a Giovanni Morbin, artista concettuale che negli ultimi anni ha condotto una ricerca sulla natura di forma e immagine concretizzata da atomizzazioni di oggetti comuni come ideale riordino artistico del mondo. Il 7 luglio inaugurazione con la performance Concerto a Perdifiato la mostra antologica dal titolo Giovanni Morbin. Il progetto espositivo, curato da Denis Isaia, ripropone alcune fra le azioni più note dell’artista e prende spunto da un nucleo di opere pressoché inedito degli anni ’70 e ’80 fino a giungere alle prove più recenti. La mostra sarà anticipata dalla performance Il giro del Mondo con partenza da fermo (Movimento con passo falso), il 29 giugno.

 

Cosmesi Un Disco courtesy dell’artista

Supercontinent² è anche Club Session. Quattro concerti – performance musicali firmate da Cosmesi, gruppo fondato da Eva Geatti e Nicola Toffolini, artisti che operano nel contesto del teatro, dell’installazione e della performance. A Centrale Fies presentano “Cosmesi fa un disco/Cosmesi fa un live. Gérald Kurdian con “Trk_x”, un musicista performer e radio artist che ha studiato arti visive alla École National d’Arts de Paris (prima nazionale il 26 luglio), John the Houseband con “Meet John, John Giovani and Let’s Celebrate The World with mixed emotions and dance. 10 yeahr anniversary concert!”Chiude questa sezione Thea Hjelmeland con “Thea Hjelmeland performance”. Da segnalare anche Talkin’ About sezione dedicata agli incontri/discussioni tra cui Luca Ruali, Nicola Di Croce, Mata Trifilò con Una comunicazione magnetica con la natura che racconta un’originale ricerca sull’abbandono delle aree interne del Paese allontanandosi da format canonici, come ad esempio attraverso un live set. La partecipazione di Ugo Morelli, docente di Psicologia Clinica all’Università di Bergamo, direttore scientifico e docente di Psicologia della creatività e dell’innovazione nel World Natural Heritage Management di Trento.

La sua conferenza sarà dedicata allo spopolamento dei paesi sull’Appenino. I paesaggi della nostra vita emergono al punto di connessione tra mondo interno e mondo esterno, con la mediazione dell’immaginazione. Emanuele Coccia filosofo è professore all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi che presenta “La vita delle piante. Metafisica delle mescolanze”. www.ibs.it/vita-delle-piante-metafisica-della-libro-emanuele-coccia  Filippo Minelli artista contemporaneo dedicherà il suo intervento alla ricerca che si concentra sull’estetica trans-nazionale che ha plasmato la sua generazione, cresciuta fra la periferia, anche come stato esistenziale e gli aspetti esotici della comunicazione globale dopo l’arrivo di internet. Gli incontri saranno moderati da Francesca Serrazanetti.

Dal 20 al 22 luglio  la sesta edizione di Live Works Performance Act Award, la piattaforma dedicata alla performance art nella quale Centrale Fies continua a rinnovarsi stravolgendo le regole dei premi, che dallo scorso anno trasforma i selezionati in vincitori e la giuria in board curatoriale. Un network per l’artista che ha fatto nascere diverse collaborazioni tra i curatori e gli artisti delle scorse edizioni. I guest curators sono Alessio Antoniolli direttore di Gasworks, Alexander Roberts curatore e producer, Anne Breuredirettrice della Veem House for Performance, Gundega Laivina direttrice di Homo Novus Festival, Juan Canela curatore e scrittore, Vittoria Matarrese curatrice di Performance Art al Palais de Tokyo. Selezionati da Barbara Boninsegna, Daniel Blanga Gubbay, Simone Frangi, 12 artisti provenienti da tutto il mondo su 422 proposte pervenute.

 

Thea Hjelmeland foto di Andrew Amorim

Cinque le prime nazionali, tra cui Germinal de L’Amicale de Production in cui i performer vivranno il palcoscenico tentando di creare un ecosistema, un mondo, decidendo di costruire e decostruire la storia delle scienze, delle tecnologie e delle strutture sociali in modi sperimentali, e My shapes, your words, their grey, del coreografo austriaco Philipp Gehmacher. Artisti italiani e internazionali che nel corso dell’anno hanno sviluppato i loro lavori in residenza, tra i quali Marco D’Agostin con Avalanche e Sotterraneo – collettivo teatrale parte di Fies Factory che presenta Overload. Urok Shirhan con la performance Empty Orchestra e Jacopo Jenna con If, If, If, Then (in prima nazionale), vincitori entrambi di due precedenti edizioni di Live Works.

 

Film Session, la sezione cinematografica con una selezione di video e film offre in una piccola sala cinema a ingresso libero con proiezione in loop (dalle 20:00 alle 24:00) tematiche del Festival con registi che hanno fatto la storia del cinema da Werner Herzog a giovani artisti come Jordi Colomer, scelto per rappresentare la Spagna alla Biennale Arte 2017.

 

Il programma completo di Supercontinent² è pubblicato su www.centralefies.it

 

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