stagione teatrale — 13/04/2014 at 18:38

Atto Unico: Scene di vita. Vite di scena

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In vista dell’inaugurazione della nuova stagione siciliana dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, prevista per mercoledì 16 aprile, che quest’anno celebra il centenario dalla sua fondazione, è doveroso avanzare alcune riflessioni sul coraggioso e riuscito intento, di due artisti che con l’INDA di Siracusa lavorano da tempo. E tuttavia Auretta Sterrantino, messinese studiosa di cultura classica, drammaturga e regista; insieme a Vincenzo Quadarella, siracusano scrittore, compositore e fonico; ha deciso di diffondere la sua esperienza a Messina, dove perseguendo l’amore per la cultura e la città ha perfino creato un punto editoriale con una libreria. Con la stagione teatrale “Atto Unico. Scene di vita. Vite di scena”, il cui filo rosso tesse una rassegna di dieci spettacoli sulla metanarrazione e l’introspezione, QuasiAnonimaProduzioni ha così inaugurato un momento propizio per il Teatro Savio di Messina.

Grazie infatti a questa iniziativa, come a molte altre, che animano la città, si è riscoperta l’attitudine teatrale dei messinesi, che dallo scorso autunno alla fine di marzo sono intervenuti nella stagione di drammaturgia contemporanea organizzata da Sterrantino e Quadarella, registrando il tutto esaurito per molte delle repliche, non previste peraltro ma resesi necessarie a causa dell’affluenza di pubblico.

È ProTesto, spettacolo tratto dal saggio Il non-luogo rivoluzionario di Quadarella, edito da Armando Siciliano, con le vincenti musiche di Filippo La Marca, eseguite dal vivo dai due a inaugurare l’evento lo scorso 24 novembre 2013. In scena con i due “aedi” contemporanei – anche Quadarella con gli attori anima con la chitarra e la voce uno dei lati del proscenio, mentre l’altro è occupato da La Marca – troviamo gli attori Lelio Naccari e Claudia Marini, a esortare come in una sorta di reading fatto di corpi e voci la tetra scenografia postmoderna di scatolame e grigiore realizzata da Valeria Mendolia, regia e adattamento sono invece di Auretta Sterrantino. Ma i magnifici testi dei tanti scrittori e cantautori citati diramano speranza e inneggiano al sindaco messinese presente in sala, quale politico illuminato, come ben descritto peraltro da uno speciale che gli ha dedicato perfino il noto Der Spiegel. E non è un caso che il 31 marzo “Atto Unico”  si chiuda con Matrioska spettacolo della Sterrantino con Alessio Bonaffini, Loredana Bruno, Oreste De Pasquale e Giada Vadalà. Anche in questo caso troviamo le musiche di La Marca e le scene di Mendolia, queste ultime non sufficientemente sfruttate dagli ottimi e generosi attori, che interpretano, con una claustrofobica azione imprigionata in una gestualità educata dalla decisa regia, un testo di una bellezza disarmante, tanto da fare venire voglia di leggerlo, quasi fosse un libro da consultare di tanto in tanto, quando ci si interroga su quesiti esistenziali. È quindi la direzione artistica della Sterrantino a creare una regia non solo figurata ma concreta, creando una coraggiosa cornice d’insieme.

Arena Mana Chuma Teatro

Una ennesima cornice, ma stavolta davvero concreta, è stata quella che ha campeggiato sul fondale dell’ultimo spettacolo in programma ovvero all’opera del maestro ceramista e pittore Nino Bruneo, l’artista ha anche partecipato con una mostra delle sue opere all’apertura dei lavori, esponendo nel foyer del Teatro Savio.

Degli altri spettacoli andati in scena basti sottolineare come facciano parte di una drammaturgia meridionale quindi siciliana o al massimo calabrese – ci riferiamo allo spettacolo Il mondo offeso di Mana Chuma Teatro, diretto da Maria Maglietta con Salvatore Arena (nella foto) – con una presenza forte di compagnie e attori messinesi. È il caso dei seguenti spettacoli andati in scena da dicembre: La lunga notte del Dott. Pennac di e con Angelo Campolo; Spunti di vista di e con Luca Fiorino; Ritratti di e con Donatella Venuti; Erostrato di e con Alessio Bonaffini; D.U.E. di e con Giovanni Maria Currò. Di QuasiAnonima è la produzione di Pinter e a capo, andato in scena il 26 gennaio con la regia di Massimo Tuccitto. Il 16 marzo è invece andata in scena l’Andromaca di Clelia Lombardo con Carmelinda Gentile. Questo testimonia indubbiamente come sia stata vincente l’idea di coinvolgere giovani teatranti del territorio in un progetto che diversamente avrebbe rischiato di precipitare nell’indifferenza, ha invece mostrato come sia ancora forte l’esigenza di bere alla fonte di una nuova linfa culturale.

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