In memoria di Angelo Foletto una perdita per la cultura e la musica‎ per la cultura e la musica

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RUMOR(S)CENA – MILANO – Angelo Foletto nato a Pieve di Ledro il 20 agosto del 1949 e scomparso a Milano il 30 gennaio 2026 è stato un critico musicale, musicologo, archivista, docente e conduttore radiofonico. Scompare un uomo dedito alla cultura con passione e dedizione. RAI Radio 3 Suite questa sera alle 20.15 dedica un ricordo con una clip audio tratta dal ciclo “Miti d’Orchestra” (con Oreste Bossini e Angelo Foletto), andato in onda tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Verrà fatto ascoltare un frammento dalla quarta puntata dedicata all’Orchestre de Paris. L’ascolto in coda è:H. Berlioz, Symphonie Fantastique op. 14: II. Un bal – Orchestre de Paris, direttore Paavo Järvi. Angelo Foletto aveva collaborato in varie occasioni con cicli specifici. L’ultimo è quello sulle Orchestre scelte dalla redazione di Rai Radio 3. Aveva anche fatto diverse puntate della trasmissione wikimusic, una sorta di enciclopedia della musica classica raccontata da musicologi, musicisti e studiosi. Ogni puntata parte da un evento legato al calendario di quel giorno. (a cura di Bruno Ruffolo di Rai Radio 3).

L’Orchestra Filarmonica della Scala dedica alla memoria di Angelo Foletto il concerto di stasera, venerdì 30 gennaio 2026, diretto da Riccardo Chailly.

La scomparsa di Angelo Foletto, insostituibile punto di riferimento nell’universo musicale.

Critico musicale e musicologo di chiara fama, docente e conduttore radiofonico, era nato a Pieve di Ledro il 20 agosto 1949; intellettuale di grande autorevolezza, personalità distinta e di cortesia squisita, Foletto era un punto di riferimento per l’universo musicale, che osservava costantemente con lucidità impareggiabile. Ha iniziato a scrivere su Discoteca Hi-Fi, Musica e Musica viva dopo aver lavorato all’archivio musicale dell’Angelicum, del Teatro alla Scala, della Casa Musicale Sonzogno; ha insegnato Storia della musica presso i Conservatori di Verona, Piacenza e Milano; collaboratore e critico musicale di La Repubblica (dal 1978), ha partecipato all’ideazione delle collane di musica classica del Gruppo l’Espresso e firmato numerosi testi di accompagnamento alle relative pubblicazione audio-video; è stato presidente dell’Associazione nazionale critici musicali (dal 1996).

Vicedirettore per dieci anni di Musica Viva, collaborava con Suonare News fin dalla fondazione, oltre che con Classic Voice, Amadeus, il Giornale della musica e il quotidiano l’Adige. Indimenticabile il suo rapporto con Claudio Abbado, costante e intenso ma sempre impostato, reciprocamente, alla riservatezza e al rispetto di certi limiti. Delle sue pubblicazioni si ricordano La voce come strumento, Mondadori 1981, Lohengrin alla Scala. Origine e tradizione della scenografia wagneriana, Edizioni della Scala 1982; Carmen, guida all’opera, Mondadori 1984; Carlo Maria Giulini, San Paolo 1997; Forse, verso un autoritratto – Daniele Lombardi, Nardini, 2012; Ho piantato tanti alberi. Claudio Abbado, ritratti recensioni, interviste, LIM 2024; La musica non si ferma. Maurizio Pollini: pianoforte e battaglie civili, LIM 2025.

Daniele Valersi giornalista critico musicale

Il ricordo di Angelo Foletto

Angelo Foletto é stato da lungo tempo un punto di riferimento per me e per tutti coloro che amano la musica e non si fermano al solo ascolto ma apprezzano gli approfondimenti, le analisi e le critiche, fatti con argomentazioni valide e articolate. Questo ha sempre fatto Angelo, con una sensibilità acuta e una competenza estesa, senza esagerazioni e senza pregiudizi .Era indulgente nei confronti di noi Abbadiani itineranti, di cui ero portavoce (e factotum), anche se un paio di volte mi chiese se non stavamo esagerando col lancio di fiori al ‘divino Claudio’.  Ma non era mai sgradevole, né ha mai fatto pesare la sua levatura di musicologo e critico musicale se si intratteneva con dei semplici appassionati. Autore di numerosi libri, voglio ricordare il suo ´Ho piantato tanti alberi’ , omaggio a Claudio Abbado nel decimo anniversario della sua scomparsa e ‘La musica non si ferma’ in ricordo di Maurizio Pollini. Addio Angelo, mi mancherai molto.

Attilia Giuliani presidente del Club Abbadiani Itineranti

Angelo Folletto

Il ricordo di Mauro Pedrotti direttore del Coro della SAT

Nel giorno del suo ottantesimo compleanno Mauro Pedrotti ricorda con tristezza la scomparsa di Angelo Folletto. Memoria storica del Coro della SAT e della cultura corale del Trentino, Pedrotti ha saputo guidare e diffondere un patrimonio culturale dei canti della SAT in tutto il mondo. Il Coro è nato a Trento il 25 maggio 1926, per volere dei fratelli Enrico, Mario, Silvio e Aldo Pedrotti. Lo dirige attualmente diretto da Mauro Pedrotti nipote di Silvio e figlio di Mario. Si è esibito in oltre mille concerti in Italia, Europa (Austria, Belgio, Cecoslovacchia e ora Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Russia, Svizzera) ed America (Brasile, Canada, Messico, Stati Uniti), nei teatri più prestigiosi.

Lo abbiamo intervistato per raccontare la sua conoscenza di Angelo Folletto.

Mauro Pedrotti

«L’ho conosciuto almeno 40 anni fa quando ancora mio zio Silvio dirigeva il Coro della SAT, in occasione di un nostro concerto al Conservatorio di Milano. Era un giovane giornalista agli esordi della sua carriera e subito si appassionò ai canti di montagna. Suo padre possedeva dischi a 78 giri e lui si era appassionato a incisioni degli anni ’50 ascoltando il nostro Coro. Da quel momento ci ha sempre seguiti anche dopo la costituzione della Fondazione Coro della SAT, l’ascolto dei canti popolari armonizzati da Arturo Benedetti Michelangeli per il nostro Coro, le armonizzazioni di Renato Dionisi, di Antonio Pedrotti e Luigi Pigarelli, che fu tra i primi musicisti a studiare del repertorio del primo Coro della SAT, partendo dalle armonizzazioni “ad orecchio” spontanee dei giovani coristi. Un collaboratore prezioso, Foletto ha fatto parte anche della Commissione artistica e autore della pubblicazione sul canto popolare. Non mancava mai ai nostri concerti e a volte ci presentava al pubblico. Organizzava anche la rassegna pianistica “Kawai a Ledro”. Spesso io e lui ci incontravamo per pranzare insieme, dove si parlava di musica e delle interpretazioni di musicisti. L’ultima volta che lo avevo sentito al telefono una settimana fa per parlare del Convegno “100 anni della SAT”, avrebbe dovuto fare il moderatore. Mi disse: “io ci sarò sempre con qualunque ruolo per voi”.»

Roberto Rinaldi

Coro della SAT

Riccardo Chailly: “Con Foletto da ragazzi al concerto di Ray Charles” – la Repubblica

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