Danza — 28/11/2025 at 09:12

Panzetti/Ticconi allo Scompiglio con All’arme

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RUMOR(S)CENA – VORNO – (Lucca) – La Compagnia Panzetti/Ticconi  Studio Contemporary Dance è stata ospite Dello Scompiglio – Spazio performativo ed Espositivo diretto da Cecilia Bertoni con la performance All’arme. La Compagnia che lavora fra Berlino e Torino, è approdata in un’unica serata fra le colline intorno alla città di Lucca nel Comune di Capannori, nella sede della direttrice artistica che da molti anni dirige in una tenuta di svariati ettari, un centro di eccellenza dove convoglia artisti e compagnie di levatura internazionale. In questo lavoro dal tema, che fin dal titolo annuncia qualcosa di aggressivo, proveniente o da fuori o da dentro All’arme, (all’arme all’arme siam fascisti, una canzoncina ricorrente nel Ventennio), lasciando questa domanda anche inesplorata in scena, ambigua.

Le sei performer, tutte donne, aprono il lavoro entrando in scena al buio dalla platea a da dietro le quinte. Sono dotate di torce con cui illuminano i loro passi in stato di allerta quasi cercando il terreno del palco e dello spazio sotto i loro piedi per orizzontarsi e coalizzarsi (contro forse il nemico: all’arme prevede qualcuno o qualcosa da cui nascondersi e difendersi). Mano a mano che la zona- palco viene indagata e circoscritta e illuminata le sei donne si trasformano in un micro battaglione compatto che, incalzate da una musica in crescendo a simulare una parata, si schierano all’unisono in una danza militare dove la gestualità simula una vera e propria marcia da coreografia di allenamenti di e da caserma. Del resto la parola Allarme ha la stessa radice di prendere le Armi in una dicotomica danza dove alla difesa-il primo quadro, succede la reazione difensivo/aggressiva.

Anche i costumi dell’ensemble sono tutti uguali, tute scure con  una riga di colore verticale ai pantaloni.  Quindi si gioca sull’ambiguità di allarme come pericolo(?) e alle armi. forse è in corso una guerra? o comunque un conflitto? E poi di quale guerra o guerre e di quali conflitti magari anche di gruppi, di etnie ci viene raccontato? In seguito il gruppo compatto trova una nuova divisione. Si danza da sole, a due, a tre. Per ricompattarsi. poi una delle donne cade e le altre la raggiungono come a sostenerla. La donna si rialza e prosegue il suo viaggio. forse di ricerca interiore? In una seconda sequenza esplode nelle danzatrici un momento di vittoria, forse gioiosa o tarantata, che si esplicita nelle azioni dilatate e segnate da rulli di tamburi, trasformate, accompagnate nelle azioni, anche attraverso suoni e luci.  Ma dov’è il nemico?

Il nemico è dentro e/o fuori di noi? Bisogna organizzarsi in gruppi o combattere anche da soli, fra donne? Qui si tratta di violenza e di potere, di gruppi e di singoli di pericoli imminenti e misteriosi come del resto è così per una contemporaneità dove le paure di Stati e persone, nell’epoca della globalizzazione alimentano da decenni ormai i giochi di potere degli oligarchi. Nel sottotesto della scrittura drammaturgica e coreografica cosi moderna in divenire, scorgo un affresco di solidarietà femminile e femminista delicata. Perché il nemico, come ha ben studiato la più recente psicanalisi post freudiana, è anche dentro di noi e il vizio del Potere sulle donne non cessa di violentare e distruggerle

All’arme di  Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi. Compagnia  Contemporary Dance (anche coreografie), danzatrici Martina Tomic, Ida Jolic, Viktoria Bubalo, Marta Kresic, Filipa Bavcevic, Nastasja Stefanic-Kralj. Musica Hrvoje Niksic. Foto Nina Durdevic

Visto a Vorno-Lucca. Dello Scompiglio, l’8 novembre 2025

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