RUMOR(S)CENA – BOLZANO – Il viaggio della Fiamma Olimpica si è accesa anche a Bolzano martedì 27 gennaio in piazza Walther nella sua nella 51esima tappa del viaggio che sta conducendo. Arrivata da Dobbiaco fino al capoluogo dell’Alto Adige, tra il tempio del biathlon di Antholz-Anterselva e le vette dolomitiche, la Fiamma di Milano Cortina 2026 ha acceso l’entusiasmo di migliaia di persone nel suo cammino verso i Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 con una staffetta di 37 tedofori che si sono alternati per arrivare a destinazione. Tra di loro Kristian Ghedina leggenda azzurra dello sci alpino, Carolina Kostner medaglia olimpica di pattinaggio di figura su ghiaccio e la campionessa di tuffi Tania Cagnotto. La città ha risposto partecipando con un’affluenza record con inevitabili disagi nella circolazione degli autobus deviati su altre strade e tutti i bar e ristoranti affollati all’inverosimile.

Spenta la fiamma si sono accese le luci nella Waltherhaus, per il concerto Flame After Hour intitolato Ice-Cello Concerto, con il violoncello di ghiaccio, suonato per l’occasione da Giovanni Sollima, e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Lo strumento è stato ideato e costruito dal liutaio americano Tim Linhart usando l’acqua presso il Rifugio Bella Vista in località Maso Corto, situato in Val Senales a 2.845 metri di altitudine, come ha spiegato egli stesso alla platea: presenti tra gli altri anche il presidente della Regione Trentino Alto Adige Arno Kompatscher, il sindaco di Bolzano Claudio Corrarati, ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato intervistato dal direttore artistico della Fondazione Haydn (per il solo 2026) André Comploi, il quale ha dialogato in quattro lingue, tedesco, italiano, ladino e inglese.

Tim Linhart è un uomo dalle caratteristiche simili ad un montanaro abituato a lavorare in condizioni estreme, come è accaduto in questo caso, riuscendo a sfidare ogni legge della fisica per riuscire a costruire il prezioso strumento posizionato dentro una bolla refrigerata appositamente per poter conservare il violoncello. Un concerto con le caratteristiche di un evento – serata e cerimonia di gala, con tanto di buffet offerto al pubblico prima dell’inizio. Ma è stata la musica ad avere il ruolo di protagonista assoluto con le note composte ed eseguite da Giovanni Sollima con l’esecuzione di The N-Ice – Cello, una composizione dalle atmosfere rarefatte con i violini tesi come dei sibili, dei sussurri creati dal vento, a ricordare atmosfere nordiche, fredde come lo era lo stesso violoncello e il suo musicista apparso dentro una surreale e violacea bolla trasparente. La musica lentamente si “scalda” per raggiungere un lirismo di tale intensità che coinvolge ed emoziona.

La melodia incalzava e l’Orchestra seguiva Marco Mandolini, violino di spalla e maestro concertatore, con un controcanto con il virtuosismo del solista che offre una prova sublime di come si possa estrarre il suono, anche da un violoncello fatto di ghiaccio e “acqua minerale frizzante” come ha precisato Tim Linhart. Musica dai rimandi popolari che arrivano da lontano in una mescolanza di stili creata appositamente e di grande equilibrio. Giovanni Sollima si è congedato con un brano fuori programma, in questo caso eseguito con un violoncello tradizionale, suscitando un applauso fragoroso, festeggiato da tutti con vivo entusiasmo. In occasione della Giornata della Memoria che combaciava con l’evento è stato ricordato da parte del presidente Kompatscher il monito di non dimenticare “l’abisso degli orrori di cui l’uomo è protagonista (nella stessa giornata si era recato al muro del Lager di Bolzano) ma qui ora abbiamo potuto ascoltare quanto sia capace di creare la bellezza”.

E così è stato con l’ultima parte in programma dove l’Orchestra ha eseguito la Sinfonia n.41 “Jupiter” di Mozart senza direttore ma con la conduzione di Marco Mandolini, primo violino e spella della Haydn. Una sinfonia che è interiorizzata da questa Orchestra che si è congedata siglando una giornata memorabile per la città stessa.

Visto ed ascoltato alla Waltherhaus di Bolzano il 27 gennaio 2026
In replica il 29 gennaio alle 20.30 al Teatro Sociale di Trento





