Danza — 28/01/2026 at 16:16

Carmen simbolo del femminicidio, nuova coreografia di Davide Iacobone

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RUMOR(S)CENA – MILANO – Ha debuttato al Teatro Carcano di Milano, la nuova rilettura in chiave contemporanea della storia di Carmen, capolavoro di Georges Bizet del 1875 basato sulla novella di Prosper Mèrimèe, che racconta la tragica storia d’amore tra la sensuale sigaraia gitana e il brigadiere Don Josè. Vicenda che culminerà con l’omicidio di Carmen per mano di Josè, incapace di accettare la fine del loro amore. In realtà la nota storia, rappresentata in varie versioni sia in forma di opera che di balletto, serve al giovane coreografo come spunto per compiere una riflessione, tragicamente attuale, sul tema del femminicidio e sul rapporto distorto tra uomo e donna, purtroppo ancora di sorprendente attualità.

crediti foto Teodoro Caravati

È dunque l’amore tossico, a fare da nucleo centrale di questa nuova composizione coreografica portata in scena da Formazione Tam, il comparto di danza contemporanea nato in seno all’Accademia Ucraina di Balletto che ha prodotto questa pièce di danza contemporanea. La regia e la coreografia dello spettacolo sono state affidate a Davide Iacobone, danzatore, coreografo e docente internazionale, nonché direttore artistico del programma di Formazione Tam, che ha anche composto le musiche originali insieme a Lorenzo Cimarelli e Marco Enea. La partitura sonora delle composizioni originali, si unisce al repertorio classico di Sergey Skripta, con il supporto delle voci registrate di Tiziana Confalonieri e Matteo Bosurgi.

crediti foto Teodoro Caravati

Lo spettacolo ha debuttato dal 23 al 25 gennaio al Teatro Carcano di Milano Nella replica di sabato 24 l’ottimo danzatore Gianmarco Martini Zani, nel ruolo principale di Don Josè, ha purtroppo danzato solo nel primo tempo a causa di un improvviso infortunio e dunque nella seconda parte è subentrato lo stesso coreografo Davide Iacobone che ha dato il meglio di sé. Come è noto, la storia originale racconta di Carmen che viene arrestata da Don Josè durante una rissa, lei però riesce a sedurlo e lui non solo la fa fuggire ma lascia il suo lavoro e diventa un contrabbandiere. Nel frattempo, Carmen, stanca della gelosia di lui, si innamora del torero Escamillo ma Josè non accetta questo tradimento e la uccide.

Quindi la riflessione è sulla libertà di scelta della donna e nella coreografia di Iacobone si capisce da subito che c’è sì una protagonista, nello specifico la brava e intensa danzatrice Laura Miotti, ma Carmen rappresenta anche tutte le altre donne che compaiono in scena come un coro ribelle al maschio prevaricatore, di ieri e di oggi. La scena si apre in modo concitato e, come se fossimo su un set cinematografico nel quale vediamo in in primo piano Carmen accasciata a terra, visibilmente morta, con Don Josè che si contorce sopra di lei affranto e pentito del gesto compiuto. I due interpreti danno vita in questo momento ad un passo a due molto originale tutto danzato sulla capacità di rilassamento dell’interprete femminile la quale, fingendosi morta, esegue una sequenza coreografica con evoluzioni molto complicate nelle prese e nei passaggi a terra. Dietro di loro entrano ed escono freneticamente giovani donne che spingono dei tavoli contenitori a rotelle, mentre due figure dialogano in play back su una voce femminile e maschile, confrontandosi sul tema della libertà di scelta della donna, che mette in discussione i ruoli e sfida l’ordine prestabilito.

crediti foto Teodoro Caravati

 Ad un certo punto il corpo di ballo, composto principalmente da donne, viene comunque suddiviso in due squadre: quella che rappresenta gli uomini, con pantaloncini corti, camicia, calzettoni alti in stile college e quella delle donne, dall’abbigliamento casual e informale. Le due squadre si affrontano formando coppie che lottano tra di loro, maschio contro femmina, con una gestualità concitata, a tratti violenta con movenze di chiaro richiamo sessuale. Spesso sono le donne a subire, finendo inscatolate all’interno dei parallelepipedi, ma a loro volta si difendono con forza dando vita ad una danza energetica e nello stesso tempo sensuale.

Si ritrovano insieme a ballare in gruppo sulle note della celebre canzone “That’s Amore”, rappresentando una danza tutt’altro che romantica ma che al contrario mostra una sorta di branco che si scaglia su una giovane donna dai capelli rossi la quale viene scaraventata in più punti del palcoscenico o sollevata e fatta ricadere. Il corpo di ballo, pur essendo formato dalle giovani danzatrici del Tam, colpisce per l’intensità espressiva e per il coinvolgimento emotivo. Nella seconda parte dello spettacolo vediamo le ballerine entrare ad una ad una, correndo da più punti della platea, portando con sé con un mazzetto di fiori. Una volta arrivati in scena i fiori vengono sparsi sul palcoscenico e qui il protagonista, Davide Iacobone, si esibisce in un assolo di floorwork di grande impatto in cui il danzatore esprime la disperazione del protagonista e il suo conflitto interiore, attraverso una danza quasi tutta eseguita sul pavimento, con scivolate, rotolamenti e transazioni di grande fluidità tra livelli bassi e alti.

crediti foto Teodoro Caravati

Il palcoscenico viene utilizzato come se fosse la partner, mentre si rotola tra i fiori o li afferra strappandoli. Era infatti con un fiore che Carmen aveva sedotto Don Josè all’inizio del loro rapporto, quando nell’opera originale lui doveva portarla in prigione. Alla fine, la nuova Carmen risorge, ricompare in scena e sarà lei questa volta a dominare Don Josè, intrecciando con un lui un passo a due di grande effetto nel quale sarà lei a condurre il gioco e a esercitare il suo potere femminile. La conclusione consegna al pubblico un messaggio di speranza, attraverso una marcia collettiva di tutti i danzatori che entrano in scena per trasmettere solidarietà e una rinnovata forza condivisa.

Visto al Teatro Carcano di Milano sabato 24 gennaio 2026

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