Recensioni — 27/03/2026 at 14:53

Colpi di timone, un amarcord nostalgico di Tullio Solenghi per Gilberto Govi

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RUMOR(S)CENA – GENOVA – È uno di quegli spettacoli che scaldano il cuore agli spettatori genovesi, e non solo, Colpi di timone, con cui Tullio Solenghi ha concluso (per il momento) la trilogia dedicata a Gilberto Govi, in scena al Teatro Ivo Chiesa Un attore che è rimasto caro al pubblico e al quale Solenghi ha saputo rendere un omaggio non di forma ma di sostanza e autentico: un amarcord nostalgico, giocato tra affetto e poesia. Dopo il Felice Pastorino di I manezzi pe majâ na figgia, scritta da Niccolò Bacigalupo, e il personaggio di Felice Pignasecca, l’avaro di Pignasecca e Pignaverde di Emerico Valentinetti,Tullio Solenghi ha chiuso il cerchio con Colpi di timone, opera di Enzo La Rosa, di cui ha curato l’adattamento.

Solenghi Alinghieri Moselli crediti foto ilpigiamadelgatto

È una commedia più pensosa delle precedenti, dove si attenuano le caratteristiche tipiche delle maschere comiche portate brillantemente in scena da Govi per lasciare posto a una riflessione etica e umana più sfaccettata. Giovanni Bevilacqua, anziano, ma non troppo, lupo di mare austero e dedito al lavoro, si ritrova improvvisamente – per una diagnosi infausta che gli lascia solo tre mesi di vita – libero di agire senza compromessi e ipocrisie. Quello che di losco da tempo vedeva, con fastidio ma rendendosene complice col suo silenzio, negli affari e in famiglia, ora può affrontarlo senza peli sulla lingua e senza remore. Fare piazza pulita, insomma, e denunciare la disonestà di tanti, mettendo finalmente “le cose a posto”.

Solenghi Moselli Moretti crediti foto ilpigiamadelgatto

L’andamento della commedia non è  però serioso: è brillante e comico, modulato sull’ironia e sull’atteggiamento sornione proprio di chi “gioca al gatto col topo”, per arrivare in ultimo al colpo di scena che assicura il lieto fine. Solenghi sfuma la maschera che aveva indossato nelle due scorse edizioni, per dare vita a un personaggio più vicino alla commedia di carattere senza tuttavia perdere in leggerezza e freschezza. Affiancato dalla quasi totalità della compagnia che lo ha egregiamente accompagnato in questo percorso triennale, l’attore ligure ha saputo imprimere una propria fisionomia al testo e al personaggio senza tradire l’originale, che rimane inimitabile. Ed è stato applaudito a lungo con affezione e un senso di gratitudine dal pubblico.

Visto al Teatro Ivo Chiesa di Genova il 20 marzo 2026

Produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Sociale di Camogli, Scarti Centro di Produzione con la collaborazione di Roberto Alinghieri. Regia
Tullio Solenghi. Personaggi e interpreti Giovanni Bevilacqua, armatore Tullio Solenghi  Paola, sua segretaria Barbara Moselli 
Pietro, fattorino Mauro Pirovano 
Teresa, domestica Claudia Benzi  
Bonetti, cassiere Daniele Corsetti  Avv. Baratti Stefano Moretti  
Prof. Brunelli Roberto Alinghieri Lola Stefania Pepe 
Conte Terzani Federico PasqualiCapitano Negri Lorenzo Scarpino

Progetto scenografico Davide Livermore  Trucco e parrucco
Bruna Calvaresi  costumista Anna Varaldo

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