RUMOR(S)CENA – MERANO – (Bolzano) – Quando un festival compie quarant’anni è segno che la sua longevità perdura nel tempo e progredisce senza mostrare segni di affaticamento. È il Südtirol festival merano meran che ha appena festeggiato il suo 40° anno di vita con un concerto inaugurale affidato alla Royal Philharmonic Orchestra London diretta dal suo direttore musicale Vasily Petrenko e con la partecipazione di Pablo Ferrández, straordinario solista e interprete del Concerto per violoncello in si minore di Dvořák. Merano, ancora una volta, diventa capitale della musica grazie all’impegno del presidente Hermann Schnitzer e del direttore artistico Andreas Cappello, fondatori di un Festival riconosciuto tra i più prestigiosi a livello internazionale.

Sarah BardwellNel 1997 Le Settimane Musicali Meranesi (così era chiamato il Festival nei primi decenni) sono state nominate dalla rivista “Bunte” come uno dei “sedici eventi culturali più prestigiosi d’Europa”, insieme a Salisburgo, Bayreuth, London Proms, Biennale di Venezia, Documenta Kassel. Nel 2000 la rivista “Scala” ha classificato le Settimane Musicali Meranesi tra i “sedici festival più importanti d’Europa”, insieme a Salisburgo, Bregenz e Bayreuth, e tra i festival italiani facevano parte solo l’Opera Festival dell’Arena di Verona e le Settimane Musicali Meranesi. Ma contano anche le cifre a dimostrazione che il Südtirol festival merano meran gode di una fama riconosciuta e consolidata negli anni. Fino al 2024 sono stati eseguiti 650 concerti, 25 proiezioni di film e 6 mostre. 340.800 mila spettatori. 291 concerti sinfonici, 305 concerti di musica da camera e 54 concerti con solisti, 53 concerti con artisti dell’Alto Adige. Il Festival ha eseguito 1200 opere di 400 compositori e compositrici.

Sarah BardwellNumeri da record dai quali si evince come questo Festival abbia saputo creare fin dalla sua nascita una fidelizzazione sia con gli artisti e le orchestre, sia con gli spettatori, molti dei quali provenienti da altri paesi. Radicato nel territorio quanto conosciuto e apprezzato anche all’estero tanto da avere una sua precisa identità scevra da ogni forma di protagonismo tipico di altre manifestazioni dove conta di più l’apparenza e il glamour che il valore artistico e musicale, imprescindibile se l’intento è quello di promuovere una cultura dell’ascolto e della conoscenza dell’immenso patrimonio musicale.

Sarah BardwellE il concerto della Royal Philharmonic Orchestra London lo ampiamente dimostrato. La prima parte è stata caratterizzata dall’esecuzione vibrante del violoncellista Pablo Ferrández sapiente nel coniugare una tensione lirica ad una cantabilità estesa e pura. Il dialogo perfetto con l’Orchestra svela una totale sintonia tra solista e direttore, il quale valorizza sia il suono del solista che quello delle sezioni in un impasto omogeneo, ricco di sfumature, a tratti pare quasi cameristico senza rinunciare all’energia corale e impetuosa che caratterizza questa partitura. Petrenko eleva il tutto con una direzione caratterizzata anche da una fisicità nel gesto che pare stia suonando esso stesso le corde di uno strumento, tale da esprimere un linguaggio inconsueto quanto stupefacente nel suo insieme. Il pubblico recepisce tali intenzionalità e ricambia con ripetute chiamate sul podio sia Petrenko che Ferrández, estasiati dalla loro presenza e talento dimostrato.

Sarah BardwellConvincimento che trova nella seconda parte una ulteriore conferma con la superba esecuzione dell’opera n.35 Shéhérazade di Rimskij-Korsakov dove il lavoro concertistico operato da Petrenko evidenzia la capacità di esaltare ogni singolo strumento, cesellando ogni nota capace di contribuire alla solennità armoniosa dei racconti di ispirazione orientale. Il fraseggio è cristallino, arioso e caratterizzato dalla potenza evocativa a cui contribuiscono egregiamente i legni. Emerge il fagotto, l’arpa, il violino solista di Steven Morris, prima parte della Royal, le trombe e i timpani, tutti coprotagonisti alla pari, chiamati a contribuire ad un suono che osiamo definire mai ascoltato prima di questa opera che trionfa nel finale in decrescendo fino alla rarefazione dove il silenzio che ne è seguito per alcuni istanti stava a dimostrare l’assoluta concentrazione e attenzione del pubblico da sold out della sala del Kursaal di Merano. Sulla pagina facebook della Royal Philharmonic Orchestra London si legge: “Ieri sera (21 agosto, n.d.r) eravamo a Merano al Kurhaus per il 40° Südtirol festival merano meran, la nostra decima apparizione al festival. Sotto la bacchetta del nostro direttore musicale Vasily Petrenko abbiamo eseguito lo Scheherazade di Rimsky-Korsakov, e siamo stati raggiunti da Pablo Ferrández – Cellista per il Concerto per violoncello di Dvořák – grazie per averci fatto sentire così benvenuti!”.
Il servizio della TGR della sede RAI di Bolzano
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