Recensioni — 25/07/2025 at 19:38

Ogni stupida cosa: il sordido rumore delle armi irrompe nella vita quotidiana

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RUMOR(S)CENA- ROMA- Nello spazio dedicato del Fringe Festival, seguito dai fedelissimi, negli ampi spazi del Teatro Vascello, Marica Roberto con il suo Ogni stupida cosa lancia il suo grido desolato contro la guerra. Non è propriamente una pagina di teatro civile perché lo slancio lirico ottunde la prosaicità della piatta cronaca anche se non si evade dall’attualità. Sullo sfondo il conflitto russo-ucraino e quella che non si può giudicare una guerra ma una ritorsione che sa di genocidio: Israele contro il popolo di Gaza. Ma il pensiero a volte distratto è quello di un occidentale, attrice ma anche no, che ha una spina nel cuore e cerca di evadere dal peso insopportabile di questo delirio collettivo con le funzioni abitudinarie della vita di tutti i giorni.

Marica Roberto crediti foto Piero Tauro

La mail importante che deve arrivare, il rumore-sirena del computer, le faccende domestiche. E quella pancia che si gonfia che è la spia antropologica del manifestato disagio di vivere in un mondo che non risponde più alle nostre necessità e al minimo di umanità richiesta. Marica Roberto all’inizio è uno spettro, un teschio bellico nero e poi, in un veloce cambiamento di scena, indossa una tunica bianca trasparente che è una sorta di reazione virginale e irenea alle notizie che arrivano da radio e televisione. Un assedio mediatico di situazioni lontane eppure vicine perché riflesse dalla coscienza del soggetto che le vive. In questo senso lo spettacolo è un grido contro l’assuefazione e l’acquiescenza, contro il nostro benessere occidentale che scherma le difficoltà e i disagi, capaci di indignarsi a intermittenza senza la possibilità di incidere sulle cose per cambiarle. Dunque si respira impotenza per una vita che non è più normale quando la parola d’ordine è un conflitto bellico che si trasforma in un conflitto interiore. Sono rari e essenziali gli oggetti di scena.

foto di Daniele Poto

Un cestino per la colazione, le scarpette rosse che sono un invito al recupero della normalità in chiave femminile. Cinquanta minuti di performance dal ritmo serrato ma necessariamente in versione ridotta. Lo spettacolo infatti sarà riproposto in autunno in teatro più intimi e dimensionati in versione large. Il monologo acquista particolare vivezza nel finale quando con i video prima vengono mostrati i volti di alcune vittime del Medio Oriente e poi la testimonianza di un intellettuale palestinese,  interlocutore sui social, che parla della vendetta insensata di Israele come di un incubo, di una macchinazione di scena irreale e perciò prima o poi destinata a finire perché confinata nei tempi di uno spettacolo drammatico. Roberto per presentare la performance scrive: “Una donna. Un diario. Una guerra. In Ogni stupida cosa le parole fluiscono come pensieri confusi in una giornata ordinaria, tra notifiche e incombenze.

Marica Roberto con Hossam Al Madhoun in video sullo sfondo crediti Piero Tauro

Poi arriva la guerra, nella forma più crudele e reale: quella che irrompe nelle notizie, nei volti, nelle immagini che ci distruggono dentro. Uno spettacolo che passa dall’ironia alla vertigine della coscienza, fino a cedere il passo alla realtà”. Non è un caso che sia la donna, il soggetto più sensibile, a documentare l’ineluttabile senso di smarrimento di fronte ai fatti. Una vertigine che prende alla gola e sconvolge il ritmo della quotidianità, collassando l’essere. La guerra è un disturbo immanente con cui fare i conti. Come lo squillo di uno smartphone che interrompe il filo di un pensiero profondo. La vita non potrà essere più la stessa, deve essere adattata a questa terribile circostanza che sembra non finire mai. Significativo il contagiri che parte da 0 e si fissa fino al numero 57.900 ovvero il numero delle vittime di Gaza fino al momento in cui è stato chiuso e definito lo spettacolo. La vita passa tra la banalità e un peso insopprimibile.

crediti foto Piero Tauro

OGNI STUPIDA COSA, scritto diretto e interpretato da Marica Roberto. Musiche originali di Tutku & Belugas Quartet. Luci di Stefano Stacchini. Contributo in video Hossam Al Madhoun.  Produzione: attori & musici nell’ambito del Fringe Festival.

Visto al teatro Vascello di Roma il 24 luglio 2025

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