Danza — 23/10/2025 at 07:38

La Compagnia Cullberg torna a Milano dopo 30 anni e mette a nudo la società contemporanea

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RUMOR(S)CENA – MILANO – Dopo più di 30 anni è tornata a Milano, nell’ambito di MilanOltre la compagnia Cullberg, una delle più iconiche della danza contemporanea europea. Fondata in Svezia negli anni Sessanta dalla visionaria Birgit Cullberg e poi diretta da Mats Ek, ha saputo rinnovarsi costantemente, attraversando le principali correnti coreografiche internazionali. Oggi è guidata da Kristine Slettevold, che ne prosegue la vocazione sperimentale. In occasione del festival di danza milanese, è stato presentato in prima nazionale lo spettacolo Exposure, una delle opere più radicali del programma 2025, firmata da Alexandra Bachzetsis, artista svizzera-greca tra le figure più influenti della scena performativa contemporanea.

Con una pratica che intreccia danza, arti visive e teatro, Bachzetsis esplora da oltre vent’anni la rappresentazione del corpo e i suoi codici nella cultura pop e mediatica. Exposure è una potente indagine performativa sulla nudità e sulla sua messa in scena. Bachzetsis mette in movimento immagini corporee tratte dal mondo dell’arte, della moda, del cinema e della cultura digitale, riflettendo sulle strategie con cui la nostra società rappresenta e disciplina il corpo.

In scena, la nudità dei danzatori si carica di significati contrastanti: intimità e alienazione, vulnerabilità e potere. I danzatori attraversano gesti quotidiani, pose iconiche e momenti di estenuazione fisica, decostruendo archetipi visivi. Lo spettacolo coinvolge lo spettatore in un’esperienza immersiva che sfida l’abitudine allo sguardo e apre nuovi spazi di consapevolezza e percezione. Attraverso una messa in scena che alterna prossimità e distanza, Bachzetsis trasforma il corpo in un mezzo critico ed emotivo. Exposure diventa così una coreografia della resistenza e del desiderio, un esercizio di liberazione dagli immaginari imposti.

 Attraverso questa messinscena in cui immagini video e danza dal vivo si intrecciano in continuazione, con i danzatori stessi che si riprendono mentre danzano con una telecamera che si passano uno con l’altro, lo spettatore ha modo di riflettere su diverse tematiche. Come può il corpo dell’uomo e della donna contemporanea trovare una vera libertà di espressione? La nostra società deve ancora lavorare molto per trovare la vera libertà del corpo, legata purtroppo ancora a stereotipi di bellezza dettati dal commercio e dalle convenzioni sociali.

Quale corpo abbiamo? In realtà ne abbiamo tanti, ma sono più quelli imposti dalla cultura popolare e commerciale (media, video clip, fashion) che ci vengono imposti. Ad un certo punto i ballerini pronunciano la frase “be sexy” atteggiandosi in pose sensuali ed erotiche. Nell’immaginario collettivo l’erotismo si confonde spesso anche con la pornografia. In effetti la regista e coreografa ha lavorato basandosi sulla sceneggiatura di un film porno, decostruendolo. Sembra volerci dire che il corpo in scena non è mai pornografico, ma è nella sua rappresentazione che lo diventa, ovvero quando viene ripreso e restituito attraverso l’immagine di una telecamera, o di una fotografia, o di una pubblicità.

Si pone dunque domande sul potere e sulla manipolazione, usando una musica a tratti anche assordante che sembra attraversare non solo il corpo dei danzatori, ma anche quello degli spettatori. In questa performance i corpi non mentono, sprigionando l’energia della loro verità. Uno spettacolo, dunque, molto forte e provocatorio, come è del resto lo spirito che da sempre ha avuto la compagnia del Cullberg che, fin dalle sue origini, ha sfidato le convenzioni, aprendo la strada a coreografi innovativi e creando un repertorio che unisce rigore tecnico e linguaggio performativo avanzato.

La direzione artistica ha avuto importanti passaggi generazionali: Mats Ek (1981–1993), pioniere nell’aggiornamento dei classici, poi Carolyn Carlson (1993–1995), Lena WennergrenJuras e Margareta Lidström (1995–2003), Johan Inger (2003–2008), Anna Grip (2009–2013), Gabriel Smeets(2014–2022) e, dal 1° luglio 2022, Kristine Slettevold. Oggi l’ensemble conta 16–17 danzatori internazionali, che lavorano come co-creatori e portano la compagnia in tournée in Svezia e nel mondo. Cullberg opera come parte integrante del Riksteatern e si distingue per collaborazioni profonde con coreografi ospiti da ogni angolo del globo, nonché per progetti formativi (workshop, seminari, internship Erasmus) e iniziative di divulgazione sul territorio. Ancora oggi, fedele al motto della fondatrice “la danza cambia perché affonda le radici nei tempi che viviamo”, la compagnia continua a esplorare il linguaggio contemporaneo, accogliendo l’ignoto e offrendo nuove esperienze che ridefiniscono il modo di danzare e vedere la danza.

 Visto a Milanoltre l’ 11 ottobre 2025 

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