la gatta sul palco che scotta, Spettacoli — 22/08/2025 at 11:25

Memorie di casa e di cose: nell’antro incantato di Elena Guerrini

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Al Festival Inequilibrio di Castiglioncello debutta la performance dell’attrice maremmana ispirata ai ricordi della dimora di famiglia. Viaggio sensoriale per otto spettatori in venti intensi minuti di emozioni.

RUMOR(S)CENA – CASTIGLIONCELLO – (Livorno) – Le case, le cose: qual è il filo segreto che le lega insieme? Lo individua e lo dipana Elena Guerrini insieme allo spettatore che assiste nel suo Può sempre servire non si sa mai! Archivio sentimentale della casa di famiglia. È una performance interattiva, insolita come molte di quelle che si possono incontrare al Festival Inequilibrio di Castiglioncello. Giunto alla sua 28esima edizione – la seconda firmata in solitaria da Angela Fumarola – il festival prosegue la sua corsa esplorativa di linguaggi di scena, nuove sensibilità, sguardi diversi con l’obiettivo dichiarato, quest’anno, di “indagare l’invisibile”.

Elena Guerrini centra l’argomento. Maremmana d’origine, porta nel sangue quella selvatichezza ruvida dei luoghi natii, il carattere spiccio e diretto che mette in mostra anche in questo suo “archivio sentimentale della casa di famiglia”, allestito presso la Sala Cielo del Castello Pasquini (abbiamo visto la replica del 4 luglio). E’ un’immersione sensoriale nel mondo di ieri che è stato anche nostro, racchiuso in una stanza affollata di oggetti, pronta a essere dismessa per un trasloco. Ci si entra otto alla volta, come ideali acquirenti della casa che fu dimora di altri. Sembra di essere attraversati da quel brusio nervoso che accompagna i traslochi, da un lato l’organizzatrice (Elena Piscitelli) pratica e brusca che fa gli elenchi delle cose da smaltire e da vendere, e dall’altro la proprietaria (la stessa Elena Guerrini) in bilico tra la necessità di chiudere un capitolo della sua vita e l’identità che ancora è impigliata nei mobili, negli oggetti e nelle memorie che si sono legate a doppio filo con loro. Ora è un vecchio mangianastri che fa riecheggiare canzoni lontane nel tempo, ora un cesto di nastri e stoffe accanto alla Singer, monumento domestico delle casalinghe d’antan. L’album delle foto, le cartoline, i centrini impolverati, i quadretti anonimi, il divano dinosauresco di una volta: tutto fa repertorio di ricordi.

Elena Guerrini si sofferma sugli oggetti come una falena indecisa, attratta dalla luce della nostalgia che tutto emana. L’imbonitrice che deve vendere la casa, magnificandone le potenzialità, diventa preda della sua stessa ragnatela. E al contempo, sempre lei, l’innocuo donnone dai riccioli biondi e il sorriso bonario che ti offre in pasto la dimora di famiglia, si trasforma in maga Circe di un antro incantato, dove sperdersi in personali pensieri. Vibrante, umido di emozioni, un teatro sghembo che ti persiste dentro anche quando la breve performance (venti minuti in tutto) è finita e si torna nelle case, ancora nostre. Per ora.

Visto al Festival Inequilibrio di Castiglioncello il 4 luglio 2025

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