RUMOR(S)CENA – BOLZANO – La Rassegna Corpi eretici organizzata dal Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt con la direzione artistica di Antonio Viganò, ospiterà per la stagione 2025/26 artisti, spettacoli, opere compiute di artisti e artiste affermati e opere in divenire di gruppi giovani che hanno bisogno di essere scoperti e apprezzati. Si parlerà di autismo, immigrazione ed emarginazione sociale, di persone detenute, memorie storiche aldilà del palcoscenico, il tema della rottura e riparazione simbolica e di femminismo: un teatro che pone domande e non dà risposte confezionate, che dà la possibilità di sorridere e piangere delle personali paure, delle manie, psicosi, errori, tragedie e banalità e possano anche mettere a disagio.

Il Teatro della Ribalta propone agli spettatori e spettatrici un rito laico che offre la possibilità di guardarsi da lontano per vedere da vicino, di osservarsi dentro uno specchio che attraverso la fantasia, la poesia e l’arte, mostra chi siamo e come siamo, soprattutto nelle parti che non vediamo o nascondiamo, oppure portandoci in luoghi dove non avremmo voluto andare. Questo è quello che vogliamo essere: una rassegna, un’offerta teatrale che fa sì che in città ci sia una polifonia, una pluralità di sguardi, voci, proposte e possibilità che arricchisce tutte e tutti.
Il Teatro Comunale di Gries, il Teatro Cristallo e il T.RAUM, sono le sedi che ospitano dieci titoli, tra opere di teatro e poesia e un laboratorio di scrittura di esperienza. Un progetto dedicato ai giovanissimi/e attori e attrici che grazie ad una piattaforma dal titolo FUTURA potranno presentare le loro opere prime.

Dopo la messa in scena al Teatro Comunale di Gries di Pinocchio nel ventre della balena con la regia di Paolo Grossi, una fiaba che rievoca le avventure e disavventure di Pinocchio e del padre Mastro Geppetto. Lo spettacolo affonda le sue radici nel rapporto padre-figlio, la cui drammaturgia scenica nasce da un percorso di improvvisazioni fatto tra il nostro attore Mathias e suo padre.
Vorrei una voce in scena il 23 ottobre alle ore 20:30 al Teatro Comunale di Gries), Tindaro Granata, attraverso la voce di Mina, restituisce la luce della scena – e della loro vita – alle detenute del carcere di Messina, in un viaggio di commuovente sincerità individuale e collettiva. Uno spettacolo in forma di monologo costruito attraverso le canzoni di Mina cantate in playback, ispirato dal lungo percorso teatrale ha realizzato al teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza nell’ambito del progetto Il Teatro per Sognare di D’aRteventi diretto da Daniela Ursino. Lo spettacolo è “Vorrei una voce”, produzione LAC Lugano Arte e Cultura in collaborazione con Proxima Res. Il fulcro della drammaturgia di “Vorrei una voce” è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. Granata dona corpo e voce ad un progetto drammaturgico totalmente inedito, che racconta quello che lo stesso autore e protagonista ha definito essere stato “un incontro di anime avvenuto in un luogo molto particolare”.

Re Lear è morto a Mosca regia di César Brie 12 novembre alle ore 20:30, Teatro Comunale di Gries. Attraverso i dipinti di Chagall, le lettere di Gordon Craig e i personaggi del Re Lear di William Shakespeare, che nasce da una creazione collettiva e racconta una storia vera in cui sono stati coinvolti otto neoprofessionisti della scena italiana in uno spettacolo corale, di storia e di poesia, di musica, canto e danza.

Viziata 11 dicembre alle ore 20:30, Teatro Comunale di Gries, Davide Iodice parla dell’intolleranza verso lo straniero e della difficoltà di accettare ciò che è diverso. Libera ispirazione da “La Visita Meravigliosa” di Herbert George Wells, visionario precursore di generi e linguaggi, che sposta l’asse verso una critica più contemporanea e riguarda il modo in cui noi accogliamo “chi viene da fuori”: lo straniero.

Studi teatrali de La Tempesta in scena al Teatro Cristallo il 21 e il 22 gennaio 2026, alle ore 20:30) interpretato dagli attori-di-versi della compagnia Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt.
Vasco Mirandola con la raccolta di poesie C’è urgenza d’azzurro il 6 febbraio 2026 in scena al T. Raum, un evento che, attraverso la lettura poetica e la musica di Sergio Marchesini, ci accompagnerà in un viaggio per tradurre il nostro mondo e danzare intorno alle parole fino a farle innamorare.
Marco Baliani con Quando gli dei erano tanti (27 febbraio 2026 alle ore 20:30 al Teatro Comunale di Gries), spettacolo dedicato alle scritture di Roberto Calasso, nel quale ricorderà che le storie non si limitano al racconto: aprono sentieri, crocicchi, mappe da percorrere con lo stupore negli occhi.

Il Teatro dei Venti di Modena con Edipo Re uno spettacolo creato all’interno della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia con sette attori detenuti (13 marzo 2026, alle ore 20:30, Teatro Cristallo). Le vicende della città di Tebe assediata dalla peste e il disperato tentativo del re, Edipo, di salvarla. Le voci e i corpi in scena restituiscono la tragedia di Sofocle come rito collettivo, che interroga ancora oggi il nostro rapporto con verità, colpa e responsabilità.

Ad aprile una formazione che vedrà coinvolti attori locali e i nostri attori-di-versi per uno spettacolo con la regista e attrice Gabriella Salvaterra del Teatro de los Sentidos di Cile.
Un attimo prima un’esperienza poetica, dal 27 al 29 aprile 2026, ore 18:00-19:30-21:00. Il luogo verrà comunicato al momento della prenotazione che porterà gli spettatori e spettatrici, pochi alla volta, in un percorso intimo, sensoriale, accompagnati dentro un labirinto di ricordi per immergersi con coraggio nel tema della rottura e della riparazione simbolica.
Vanessa Roghi con La parola femminista (8 maggio 2026 alle ore 20.30 al Teatro Cristallo), un recital introdotto da un dialogo con Lea Melandri nel quale ci porterà in un viaggio tra personale e collettivo attraverso la storia della parola “femminista”, voci di donne di ieri e di oggi che parlano di sessualità, famiglia, maternità, aborto, violenza, educazione.

Lea Melandri con il Laboratorio di scrittura di esperienza (09 maggio 2026, ore 10:30-17:30, Sala Giuliani, Teatro Cristallo) rivolto a 20 donne che compie un percorso inverso rispetto a quello che ha portato alla codificazione dei saperi e dei linguaggi: dalla forma compiuta al disordine che la precede, dalla scrittura al pensiero che la muove, dalla costruzione di senso alla dispersione del senso, dall’unità alla frammentazione, dalla coscienza all’inconscio.




