RUMOR(S)CENA – PUGLIA SHOWCASE – C’è voglia di incontrarsi, c’è voglia di parlare, c’è curiosità per qualche spettacolo visto “in anteprima”, sperando di ritrovarlo poi in stagione, magari risistemato ancora un poco, perché c’è sempre da aggiungere o togliere qualcosa di quel che si mette in scena. C’era allegria nel ritrovarsi in tanti al Puglia Showcase, “vetrina del teatro e della danza contemporanea made in Puglia”, e non soltanto spettatori nei teatri coinvolti, il Teatro Comunale di Cisternino Paolo Grassi e il Verdi di Martina Franca, ma a sera, in Valle d’Itria al Villaggio Puglia, lo spazio stupendo della dimora di Carlo Formigoni, negli alberghi accoglienti, nelle piazze assolate in cui gli operai montano quei ricami incredibili che sono le luminarie pugliesi nei giorni delle feste dei Santi protettori.

Quell’allegria del ritrovarsi e del dirsi si moltiplica, chiedendoci come ha fatto lo staff di Puglia Culture a realizzare questi quattro giorni di festa del teatro, riuscendo a portare in questi spazi stupendi tanti operatori, critici, attrici, attori, drammaturghi, “gente di teatro” insomma di quella che si incontra soltanto in grandi, spesso noiose, occasioni ufficiali a celebrare necessità di politica culturale un po’ sclerotica. C’era piacere in Puglia, organizzazione perfetta, tempi giusti e occhio audace. Per una gran fatica certo, ché più spettacoli al giorno sono lavoro che richiede attenzione e tempi di riflessione.
Puglia Showcase, dodici spettacoli, un convegno dedicato alla critica teatrale nel Sud, con interventi e scambi di idee di quelli che non se ne vivevano da tempo, due incontri istituzionali programmati uno dei quali, quello che prevedeva la partecipazione di responsabili politici ed istituzionali, annullato per assenza dei soggetti “impegnati all’improvviso” (fuga si chiama in linguaggio meno schermato). Concerti e Live musicali pugliesi ogni sera, al Villaggio Puglia aperto anche per dare risalto alle leggendarie eccellenze enogastronomiche del territorio. Programma che chiunque può valutare e complessa iniziativa andata in porto. Da ringraziare certamente la Regione Puglia-PACT Polo Arti Cultura Turismo che ha sostenuto il progetto, ed i Comuni di Cisternino, Martina Franca e Ostuni, l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro –Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica, la Fondazione Paolo Grassi, l’ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro) e l’Ordine dei Giornalisti Puglia, tutti uniti a sostenere in vario modo lo sforzo, per il felice risultato conseguito.
Bene insomma. E grazie da chi vi ha partecipato, ha visto e ascoltato, parlato e ritrovato gli amici di un tempo e i colleghi che vagano in rapidi incontri brevi quanto l’intervallo di uno spettacolo. Qui c’è stato tempo per dirsi e darsi. Con grandi abbracci, sorrisi e domande per cui c’era il tempo della risposta. E per parlare alla postazione fissa per live serali, dire di teatro al Podcast Puglia Showcase, ed ascoltare i giovani di “Altri sguardi” l’osservatorio delle nuove generazioni sul teatro pugliese. Insomma quattro giorni filati via rapidi di cui provo a dare conto mettendo in successione il rammarico per non aver visto “Quando le stelle caddero nel fiume” di Paolo Commentale, portata in scena dal Teatro del Sole a dire del massacro che le truppe italiane di occupazione nel 1937 fecero a danno dei cristiani copti in Etiopia e “La nostra città”, di Thorton Wilder, messo in scena dal Teatro delle Forche.

Ma attraversare “in largo” l’Italia a volte non è meno complicato che farlo “in lungo”. Pazienza. Ma dando conto anche del piacere di aver applaudito il solido “Con la carabina” di Pauline Peyrade firmato, per la regia, lucida in ipercritica visione di rapporti malati, da Licia Lanera, racconto incattivito di aggressione, delusione, vendetta, con Danilo Giuva e Ermelinda Nasuto molto bravi a lavorare di scarto e sussulti di spazio e di tempi perfetti e scambio di tensione e tenerezza malata. Bello, emozionante, poetico nel racconto di generazioni e amore per la terra e l’ulivo, “X di Xylella, Bibbia e Alberi Sacri”, drammaturgia di Lucia Raffaella Mariani, Letizia Russo e Gabriele Vacis per il Teatro Koreja.

È un percorso dei sentimenti nella gran tragedia contadina di chi vede morire piante che fanno parte della vita di generazioni costrette forse ad allontanarsi dalla propria terra. E c’è poesia e dolore e modo per dare informazioni ad un pubblico che apprenderà con piacere una storia di terra e lavoro ignorata da tanti. Mentre “Il Dio del Massacro”, di Yasmina Reza, messo in scena da Michele Ciprianì e Arianna Gambaccini con Annika Strøhm e Saba Salvemini ripercorrendo l’incontro imbarazzato e imbarazzante di due coppie in confronto/scoperta da salotto infernale, ben noto per altri allestimenti e film di successo, è spinto avanti premendo il pedale di una audace, e forse eccessiva, comicità.
Così il “Verba Manent. Canto per Ennio De Giorgi”, di e con Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno è lezione di fisica condita d’ironia, come per un ritrovarsi di amici e ricordi, “Il grande spavento” di Valentina Diana per la regia di Giuseppe Semeraro gira un po’ a vuoto nell’indefinitezza di situazioni e personaggi proiettati verso un futuro di sopravvivenza dei sentimenti, “Festa di confine”, di Teatro dei Borgia-Artisti Associati Gorizia, ideazione Gianpiero Borgia, parole Matei Vișniec, regia Elena Cotugno Comaneĉi per un racconto di storie e vicende di guerra. Forte il confronto con l’altro segmento in cui la Puglia investe con coraggio e molta fantasia, la danza. In geometrie di corpi e musiche con gran piacere e ricchezza di proposte.

Paesaggi differenti d’ispirazione, scuola, predilezioni tematiche e musicali. Ben solida “La Sagra della Primavera, il Rituale del Ritorno”, di Equilibrio Dinamico Dance Company, coreografia Roberta Ferrara per 55 minuti d’invenzione e fiato sospeso, stupore, coinvolgimento d’emozione. Sussulti per geometrie nella coreografia di “Wassily B3/Ekphora / Effetto Lazarus” di Balletto del Sud – Fredy Franzutti, “Wolf Spider” con dieci danzatori in scena su coreografia di Antonio de Rosa e Mattia Russo, il geometrico gioco d’interrogativi di “Phobos” con le coreografie di Vito Giotta, Angel Martinez Hernandez, e Vito Cassano. Una festa insomma, che si esalta al suono del Canzoniere Grecanico Salentino, e dell’intreccio fantasioso del talento di Cesare dell’Anna, Mauro Tre e Guido Nemola con DN 3, Stefano Valenzano e Giovanni Chirico a chiudere in bellezza la maratona che è vetrina e sembra sogno lieto da condividere.
2 – 5 luglio – PUGLIA SHOWCASE 2025
La vetrina del teatro e della danza contemporanea made in Puglia. Teatro Comunale di Cisternino Paolo Grassi. Teatro Verdi di Martina Franca. Dimora di Carlo Formigoni ad Ostuni. Villaggio Puglia con concerti e degustazioni food and wine https://www.pugliashowcase.it/




