RUMOR(S)CENA – MILANO – La sala grande del Teatro Strehler di Milano è gremita per la data unica di “Il Gattopardo. Una storia incredibile”. Uno spettacolo di Francesco Piccolo e da lui unicamente sorretto. O meglio: dal solo suo raccontare. Eccezion fatta per due brevi proiezioni estratte dal film di Luchino Visconti. Essendo concepito per celebrare il settantesimo anniversario di Feltrinelli si suppone che l’Editrice ne promuova la messinscena o, come recita la locandina, che per lo meno “collabori” alla produzione. Le premesse mettono in allarme: sarà una scrittura viziata dall’intenzione elogiante? Sarà sufficiente la verve di un solo attore per mantenere l’attenzione su quell’amplissimo palco, sotto quelle quinte vertiginose, senza scenografia di sorta, senza oggetti di scena se non un leggio? Soprattutto: sarà davvero una storia incredibile!?

Esitazioni smentite fin dall’attacco di Francesco Piccolo. Si prende subito la scena sotto una luce dedicata a lui che passeggia, esita davanti al leggio, riguadagna senza fretta il centro del palco e di nuovo sceglie di stare a lato. Senza fretta senza gesticolare eccessivamente. Il racconto è irresistibile: costruito con senso drammaturgico, con glia accenti ironici sui momenti giusti… e d’altronde la storia originale aiuta perché si: incredibile lo è davvero. E ad ogni svolta narrativa il pubblico ha proprio le reazioni classiche dello stupore, non si trattiene di vociare sommessamente interiezioni incredule, asserzioni e negazioni di cui allunga le vocali: noooo, siiiii. E soprattutto: si sorride.
A tratti si ride apertamente! Ma poi torna silenzio e tutti stanno attenti: la vicenda e la grande storia sono spinte avanti insieme dal racconto e ognuno s’immerge facendo le sue considerazioni sull’epoca, sulla storia del romanzo italiano, dei concorsi letterari viziati, degli intellettuali ferventi, talvolta ingiusti, a volte davvero liberi… tanti sono nominati tra gli autori, gli intellettuali, i politici perfino che hanno dato un’identità italiana ad una nazione che non è ancora coesa oggi e tantomeno, meno che mai riguardo alle isole, lo era allora.

Ma di più, e sempre con maggior sorpresa in platea, le vicissitudini del manoscritto sconfinano oltralpe: lo recensisce con entusiasmo l’eccellente comunista francese Louis Aragon, e l’eco del Gattopardo rimbalza fino in URSS e torna in Italia con un imperativo per Togliatti di rinnegare le critiche negative sue e dei suoi. Impossibile riassumere oltre tutte le mirabolanti avventure che approdano alla pubblicazione nel 1958, per non dire di quello che segue! E d’altronde per il Principe Tomasi di Lampedusa, ormai, davvero tutto cambiava per non cambiare affatto: morto un anno prima che il libro fosse stampato, con l’unica certezza dei rifiuti di tutti gli editori. Tutti, eccetto Feltrinelli!
Il Gattopardo. Una storia incredibile di e con Francesco Piccolo nel Settantesimo della casa editrice Feltrinelli, produzione e distribuzione Savà Produzioni Creative in collaborazione con Feltrinelli
Visto al Teatro Strehler di Milano il 10 novembre 2025




