RUMOR(S)CENA – BOLZANO – La musica apre le porte del carcere e dialoga con i detenuti. Un’esperienza significativa per chi sta scontando una pena grazie all’iniziativa di New Art of Freedom, un progetto che si rivolge nello specifico a soggetti sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Le attività intramurarie sono destinate a individui che, causa detenzione, si trovano in una condizione temporanea di non occupazione. L’attestazione del possesso dei requisiti d’accesso è delegata all’amministrazione penitenziaria da cui dipendono i soggetti reclusi nella Casa Circondariale di Bolzano.

Martedì scorso il violoncellista Mario Brunello, presente a Bolzano e in regione, per una serie di concerti con l’Orchestra Haydn, ha accettato l’invito di suonare alcuni brani di musica classica alla presenza di un gruppo di detenuti, con un violoncello realizzato con il legno recuperato dai barconi dei migranti a Lampedusa, e costruito nella liuteria del carcere di Opera a Milano. Il musicista ha scelto di suonare il Preludio tratto dalla Suite 1 in sol maggiore di J.S. Bach, l’antico canto tradizionale armeno “Havun Havun”, e la Sarabanda tratta dalla Suite n. 5 Bach. Il particolare strumento fa parte del progetto “Orchestra del Mare“, nato da un’idea di Marco Paolini, e gestito dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti di Milano, dove i detenuti del carcere di Opera hanno costruito strumenti musicali (violini, viole, violoncelli) utilizzando il legno di barche di migranti recuperate dall’isola, per dare voce alle storie di chi attraversa il Mediterraneo.

Coordinato dai liutai Enrico Allorto e Carlo Chiesa, i detenuti hanno trasformato i legni dei barconi in strumenti musicali. «Portare la musica fuori dai teatri non è un’eccezione, ma una responsabilità – ha spiegato Mario Brunello durante l’incontro in carcere alla presenza di un gruppo di detenuti molto partecipi -, ’arte ha il dovere di viaggiare, di raggiungere luoghi inattesi, di nutrire l’anima con la bellezza anche dove il silenzio pesa di più. Per un musicista il silenzio non è assenza: è materia viva, inizio e fine del suono, spazio fertile in cui l’immaginazione può prendere forma. Tra una nota e l’altra si nasconde un mondo, personale e irripetibile, che chiede solo ascolto. Ascoltare davvero significa riconoscere il tempo, il sudore, gli anni di studio e di dedizione che abitano ogni frase musicale. Essere in grado di accogliere una storia che non è solo scritta sullo spartito, ma nel corpo e nella vita di chi suona. Una storia che prende voce attraverso un violoncello speciale, nato nel carcere di Milano-Opera e costruito con il legno dei barconi dei migranti recuperato sulle coste di Lampedusa, segnato dal dolore e trasformato in strumento grazie al progetto Metamorfosi.
Un gesto che unisce memoria, riscatto e bellezza. Quando risuonano Bach e l’antico canto armeno “Havun Havun”, la musica diventa ponte tra passato e presente, tra ferite e speranza». La Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti di Milano, con il progetto “Metamorfosi” spiega come nasce l’idea: «questa mutazione del legno cambia anche chi la realizza, cioè le persone detenute assunte dalla nostra Cooperativa, e avvia un reale percorso di riscatto e di reinserimento sociale. Il progetto risponde al bisogno di comunicare una cultura dell’accoglienza e della dignità umana attraverso l’arte». Il progetto “Metamorfosi” ha ricevuto la Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano.
Mario Brunello lo ha dimostrato con grande partecipazione coinvolgendo i detenuti in una conversazione dove ognuno ha potuto rivolgere delle domande e delle curiosità, sapendo attirare l’attenzione da parte di alcuni di loro in grado di suonare strumenti musicali in dotazione all’interno del carcere. New Art of Freedom agisce in contesti di privazione della libertà personale, in particolare si rivolge alle persone recluse nella Casa Circondariale di Bolzano che non hanno contatti con la società esterna e alle persone sottoposte a misure alternative che non hanno ancora finito di scontare la pena e cominciano il reinserimento nella società. Grazie alla presenza e alla disponibilità di alcune affermate personalità del mondo musicale internazionale invitate dalla Fondazione Haydn, partner di questa iniziativa, New Art of Freedom mira a sostenere e rafforzare persone vulnerabili e a rischio discriminazione, partendo dall’idea che l’accrescimento culturale aumenta la consapevolezza di sé e delle proprie capacità. Il progetto si rivolge a chi, per barriere linguistiche, culturali o pregiudizi, partecipa poco alla vita sociale e ha scarsa conoscenza del territorio e dei servizi, puntando a valorizzare le abilità e aspirazioni dei partecipanti, aiutandoli a ritrovare un ruolo attivo nella società e nel lavoro.





