Recensioni — 18/12/2025 at 12:23

Giulio Cesare o la notte della Repubblica: uno spettacolo che crede nel pubblico e viene ricambiato.

di
Share

RUMOR(S)CENA – MILANO – Sulle assi del Teatro Fontana è approntato un tavolo da riunioni d’ufficio e due schermi gemelli, da un lato e dall’altro, proiettano istericamente immagini di repertorio di catastrofi contemporanee: scenari di guerra, esplosioni, cataclismi ecologici, volgarità e spazzatura televisive. Senza una giustificazione, direttamente nel dialogo, entra in scena Shakespeare. Chi è prevenuto – e come biasimarlo -, in un riflesso condizionato, abbassa il mento e accenna un no con la testa, qualcun’altro decide di dare una chance al 44 Avanti Cristo nel tempo corrente, rende acuta la vista e le orecchie attente. Gli indecisi si riservano di vedere come procede il primo atto.

crediti foto Andrea Macchia

Chi prima, chi dopo, ma comunque non deve trascorrere molto, a giudicare dal silenzio attento che si fa presto, tutti sembrano essersi dimenticati d’interrogarsi: se per un attimo escono dalla concentrazione, non senza un guizzo di stupore, il giudizio muto ma esclamativo è “funziona!”. Che soddisfazione poter scrivere senza esitazione: questo spettacolo è una bomba. Si sente il dovere di nominare le persone che regalano messinscene di forma e sostanza manifeste: la regia di Marco Lorenzi, suo anche l’adattamento drammaturgico insieme a  Lorenzo De Iacovo sono misurati con esattezza, del peso e della durata che non semplificano il magnifico copione originale e che rispettano l’intelligenza del pubblico.

Tutti, se sono ben condotti, possono calarsi in una vicenda grave e solenne, nei rivolgimenti dell’animo, negli inviluppi dei caratteri e dei sentimenti complessi, nei ricorsi della storia antica e moderna. E non servono didascalie o incisi: se chi lavora su un classico ne possiede l’intreccio e la parola, allora le restituisce alla platea che è pronta a concentrarsi per tutto il tempo che serve e con l’impegno mentale che chissà da quanto non dedica ad una prosa.

crediti foto Andrea Macchia

La compagnia torinese de Il Mulino di Amleto fa quello che dichiara nella sua presentazione:  “crediamo fortemente che la ricerca artistica debba essere coraggiosa, rischiosa, indipendente e libera”. E di nuovo è d’obbligo scrivere nomi e cognomi anche di tutti gli attori: Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Francesco Sabatino, Alice Spisa e Angelo Tronca sono bravi, bravi, bravi. Come viene gridato dopo il buio sala. Non stroppiano mai e non declamano, in ogni situazione che sia dialogante o monologante, che si esprimano con la voce o col corpo.

crediti foto Andrea Macchia

Cesare non calca la scena, ma è sopra tutti, letteralmente: si raddoppia negli schermi come un’interferenza incarnata da Danilo Nigrelli. Non perora la sua causa, non esplicita il non detto, ma esprime, telepaticamente, i presentimenti di tutti quelli che assistono alle vicende al di fuori della quarta parete: da voce al giudizio del tempo e dei posteri e alle utopie, alle illusioni abbaglianti, alla corruzione degli ideali, mentre lì sotto, troppo presi dal loro presente storico e di finzione, i vivi, i morenti e i sopravvissuti, hanno orizzonti brevi, così come racconta il perpetuo ricorrere delle velleità umane. D’eterno resta Shakespeare.

crediti foto Andrea Macchia

Da William Shakespeare, Adattamento drammaturgico e riscrittura Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo. Progetto Il Mulino di Amleto / A.M.A. Factory. Regia Marco Lorenzi. Collaborazione artistica Barbara Mazzi, Rebecca Rossetti, Daniele Russo. In ordine alfabetico: Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Francesco Sabatino,  Alice Spisa, Angelo Tronca. Con la partecipazione in video di Ida Marinelli e Danilo Nigrelli. Regista assistente Barbara Mazzi. Assistente alla regia Federica Gisonno. Training a cura di Rebecca Rossetti. Disegno sonoro Massimiliano Bressan. Progettazione regia video PiBold / Paolo Arlenghi. Progettazione luci Umberto Camponeschi, Consulenza per scena e costumi Gregorio Zurla Ufficio stampa Raffaella Ilari notte / Shakespeare

Visto al Teatro Fontana il 14 dicembre 2025

Share

Comments are closed.