RUMOR(S)CENA – BOLZANO – TRENTO – Per l’ultimo evento del cartellone, Michele Mariotti propone un programma dedicato a due capolavori del tardo Romanticismo: i Vier letzte Lieder di Richard Strauss e la Sinfonia n. 4 di Gustav Mahler. Protagonista vocale della serata sarà il soprano Hasmik Torosyan, interprete dei Lieder straussiani e nuovamente in scena nel movimento conclusivo della Quarta Sinfonia, dove la voce solista dà vita alla visione della “vita celeste” immaginata da Mahler. Due gli appuntamenti in programma, martedì 16 giugno 2026 alle ore 20.00 al Teatro Comunale di Bolzano e mercoledì 17 giugno alle ore 20.30 all’Auditorium di Trento.

Parlando della Quarta Sinfonia, Michele Mariotti sottolinea la straordinaria attualità del capolavoro mahleriano: «Dal punto di vista interpretativo, le Sinfonie di Mahler non avranno mai un punto di arrivo, non ci sarà mai un’interpretazione che valga per sempre. Essendo capolavori, sono inclassificabili e cambiano insieme a noi, con il cambiare del mondo. Ogni volta che eseguo la Quarta Sinfonia provo sensazioni diverse. Si trovano significati molteplici nel dualismo tra terra e paradiso, tra orrori umani e gioie celestiali. È importante mantenere la freschezza – che non vuol dire ottimismo o dimenticare gli orrori della vita – come prospettiva con cui guardare il mondo, attraverso gli occhi dei bambini che, con purezza, si confrontano con esso. I bambini vedono cose che gli adulti non riescono più a vedere. La grande forza di questa Sinfonia risiede nel fatto che dovremmo filtrare tutto attraverso l’ingenuità, la purezza e la freschezza di un bambino».

Sull’accostamento tra Mahler e Strauss, il direttore osserva: «I Quattro ultimi Lieder di Strauss rappresentano il testamento spirituale del compositore. Esprimono una serena accettazione della morte: amara e terribile, ma accolta come parte inevitabile dell’esistenza. La morte vi appare alata, dolce e sinuosa; è desiderata, quasi l’unica via di uscita per sopravvivere. È l’eterno paradosso: quanta vita c’è nella morte».
Il concerto si inserisce nel progetto pluriennale promosso dalla Fondazione Haydn in collaborazione con i Conservatori di Musica di Bolzano e Trento, finalizzato a favorire il coinvolgimento delle nuove generazioni di musicisti e a offrire loro un’importante esperienza formativa accanto ai professori dell’Orchestra Haydn. Sul valore di questa iniziativa, Mariotti afferma: «La presenza dei giovani è importantissima: loro sono già il nostro futuro. Da giovane ho incontrato persone che mi hanno dato fiducia, assumendosi dei rischi, e rimarrò sempre loro grato per questo. È nostro dovere offrire ai ragazzi l’opportunità di sedersi accanto a professionisti preparati e condividere con loro questi straordinari percorsi artistici. È un arricchimento reciproco: i giovani portano entusiasmo, freschezza e attenzione, mentre noi siamo chiamati a una responsabilità ancora maggiore rispetto alla qualità del nostro lavoro».

L’appuntamento assume un significato speciale anche perché segna il decimo anno di collaborazione tra Michele Mariotti e l’Orchestra Haydn. Un rapporto artistico consolidato che il Maestro racconta con queste parole: «Ogni concerto rappresenta l’occasione per rinnovare la mia ammirazione per quest’Orchestra e per vivere una crescita condivisa. Grazie ai numerosi programmi affrontati insieme e alla presenza degli studenti dei Conservatori, oggi possiamo proporre repertori che richiedono organici più ampi, come Strauss, Mahler e Wagner. In questi dieci intensi anni faccio fatica a individuare un momento più importante degli altri: ogni incontro conserva il piacere e l’emozione della prima volta».
Il programma
Composti negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, i Vier letzte Lieder rappresentano l’estremo lascito artistico di Richard Strauss. Il compositore non riuscì ad ascoltarne l’esecuzione, avvenuta postuma il 22 maggio 1950 alla Royal Albert Hall di Londra con Kirsten Flagstad e Wilhelm Furtwängler. Ritornando al Lied con orchestra dopo oltre trent’anni dedicati prevalentemente al teatro musicale, Strauss raggiunge qui una straordinaria sintesi tra parola e suono, trasformando testi carichi di significati esistenziali in una dimensione sospesa, luminosa e contemplativa.La Sinfonia n. 4 occupa una posizione centrale nel catalogo di Gustav Mahler. Da un lato conclude il ciclo delle cosiddette Wunderhorn-Symphonien, dall’altro inaugura una scrittura più essenziale e concentrata rispetto alle grandi architetture sinfoniche precedenti. Composta tra il 1899 e il 1900, culmina nel celebre Lied finale tratto dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn, affidato alla voce del soprano. Attraverso un linguaggio semplice solo in apparenza, Mahler evoca una visione ingenua e poetica del paradiso, osservato con lo sguardo limpido dell’infanzia.





