Recensioni, Teatro lirico — 14/04/2026 at 22:57

Al Teatro Carlo Felice di Genova una Tosca grandiosa, con qualche imprevisto

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RUMOR(S)CENA – GENOVA – Buona la prima per Tosca, andata in scena il 10 aprile scorso al Teatro Carlo Felice di Genova nell’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma, che ha il merito di definire, con scenografie splendide, dove per l’ultimo atto si ammantano anche di suggestioni pittoriche, l’importanza dei luoghi in cui si svolge la concitata vicenda: la basilica di S. Andrea della Valle, Palazzo Farnese, la terrazza di Castel Sant’Angelo. Un’indisposizione privava il pubblico della “prima” di Anastasia Bartoli nel ruolo del titolo, la sostituiva però egregiamente Carmen Giannattasio, la Tosca del terzo cast, ottima per presenza scenica e recitazione, che ha vitalizzato la parte con voce chiara. Complessivamente buone le voci, anche se talvolta sovrastate da un’orchestra altisonante: è indubbio che l’orchestrazione pucciniana abbonda di soluzioni a effetto e sonorità piene (in quest’opera maggiormente anche rispetto alle contigue Bohème e Butterfly), ma la conduzione di Giuseppe Finzi, peraltro attento al palcoscenico come al golfo mistico, in certi episodi non ha saputo valutare adeguatamente l’equilibrio, come nella cantata fuori scena di Tosca del secondo atto, dove la musica quasi copriva del tutto Scarpia.

Giorgio Berrugi Carmen Giannattasio crediti foto Marcello Orselli

Pare che stia solo nelle romanze il punto di forza di questo titolo, ma così non è. Con Recondita armonia Giorgio Berrugi, un Cavaradossi più che convincente anche se non da apoteosi, con dizione scorrevole e melodia ben fraseggiata consolidava l’impressione data alla sua entrata in scena, positiva per presenza e chiarezza del timbro. La Tosca non è soltanto le sue arie paradigmatiche: i duetti e le scene veicolano elementi caratteriali ed emozionali che impreziosiscono la sostanza musicale, oltre a svolgere una fondamentale funzione narrativa. Nel primo atto Cavaradossi e Tosca insieme rivelano alcuni presupposti della trama, a mano a mano emerge anche la personalità della protagonista, resa in questa occasione con prova ammirevole sotto l’aspetto caratteriale; nel terzo atto, dopo gli applausi scroscianti per E lucevan le stelle, i due amanti si profondevano in una scena toccante per espressività, adombrando efficacemente la speranza e l’aspettativa, fino al tragico finale.

Giorgio Berrugi Luca Tittoto crediti toto Marcello Orselli

Vi sono opere che si prestano poco a regie di rottura, estremamente innovative e Tosca è tra queste: il drammone dove alla fine muoiono tutti, il cattivo come i buoni, è ambientato in luoghi reali (solo la cappella Attavanti è immaginaria) e pertanto trova il suo habitat ideale in un apparato scenografico verosimile, con costumi che vi armonizzano. Lo Scarpia di Lucas Meachem è il ruolo reso meno efficacemente come carattere, composto e algido piuttosto che abietto e crudele; impressionante il finale del primo atto, con presenza imponente di coro e voci bianche nel Te Deum: in questo caso il monologo di Scarpia sapeva distinguersi adeguatamente, per fondersi poi nell’insieme. Bene le parti accessorie, Sciarrone e il carceriere rappresentati a dovere, un Angelotti bene impostato, con volume di voce consistente, un Sagrestano fortemente caratterizzato, che ruba la scena, uno Spoletta antipatico come si confà al ruolo, popolareggiante e naïf la canzone del pastorello.

Lucas Meachem Carmen Giannattasio Giorgio Berrugi crediti toto Marcello Orselli

La regia evita di strafare e si dimostra invece in grado di sostenere a dovere un’azione incalzante, che ha inizio ed epilogo entro l’arco di poche ore; un inconveniente nella gestione delle luci provocava un attimo di buio nel finale del primo atto, incidente di fatto marginale. Tutto esaurito il teatro, lunghi applausi e acclamazioni in conclusione, meritata apoteosi per la protagonista, acclamata anche dopo Vissi d’arte.

Finale I Atto crediti toto Marcello Orselli

Visto e ascoltato al Teatro Carlo Felice di Genova il 10 aprile 2026

Fondazione Teatro Carlo Felice – Genova

TOSCA Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica dal dramma omonimo di Victorien Sardou Musica di Giacomo Puccini

Floria Tosca Carmen Giannattasio, Mario Cavaradossi Giorgio Berrugi,Scarpia Lucas Meachem, Cesare Angelotti Luca Tittoto, il sagrestano Fabio Maria Capitanucci, Spoletta Manuel Pierattelli, Sciarrone Franco Cerri, un carceriere Loris Purpura, un pastorello Angelica Battarino. Orchestra, Coro, Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice di Genova, direttore Giuseppe Finzi, maestro del coro Claudio Marino Moretti, maestro del coro di voci bianche Gino Tanasini. Regia di Alessandro Talevi ripresa da Anna Maria Bruzzese, scene e costumi di Adolf Hohenstein, luci di Vinicio Cheli.

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