RUMOR(S)CENA – MERANO – (Bolzano) – Una carriera sfolgorante iniziata precocemente e a soli a pochi giorni dal compimento del suo 18 ° esimo compleanno, Jan Lisecki, astro nascente della musica, fu chiamato da Claudio Abbado a causa della defezione di Martha Argerich, costretta ad annullare per motivi personali, la sua esibizione al concerto inaugurale della stagione dell’Orchestra Mozart di Bologna, fondata da Abbado, tra le altre precedenti tra cui la European Community Youth Orchestra, la Chamber Orchestra of Europe, e la Gustav Mahler Jugendorchester , da cui è nata in seguito la Mahler Chamber Orchestra. Lisiecki solo l’anno prima si era alternato con la celebre pianista argentina nell’esecuzione del Concerto per pianoforte di Schumann, in una tournée con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia con la direzione di Antonio Pappano.

A Bologna in quella inaspettata occasione fortuita si era esibito in un programma che comprendeva Ludwig van Beethoven il Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in Sol maggiore op. 58; di Wolfgang Amadeus Mozart, Fantasia in Fa minore K 608 (trascrizione per organo e orchestra) e la Sinfonia n. 4 in Si bemolle maggiore op. 60 di Beethoven. Canadese di famiglia polacca ha iniziato a studiare pianoforte a cinque anni e a soli 13 anni nel 2008 è stato invitato dal Festival Chopin di Varsavia. Compiuti 15 anni ha siglato un contratto discografico in esclusiva con la Deutsche Grammophon e le sue registrazioni sono state premiate con il Juno Award e l’ECHO Klassik.

Nel 2013 Lisiecki è stato il più giovane artista della storia a ricevere un Gramophone Award come artista giovane, oltre ad un Leonard Bernstein Award dal Festival dello Schleswig-HolsteinNel 2012 è diventato ambasciatore Unicef per il Canada. Segno che la sua carriera era in progressiva ascesa: dimostrata nei due concerti al Südtirol Festival Merano una vera e propria maratona pianistica con l’ascolto (meditativo e partecipativo di un pubblico estasiato) di 5 concerti per piano e orchestra con l’Academy of St. Martin in the Fields, suddivisi in due programmi distinti su due serate: il 2, 1 e il 4 l’8 settembre, il 3 e il 5 “Imperatore” il 9. Una lezione Beethoven che resterà negli annali del Festival meranese. Una sensazione identica provata nell’indimenticabile ultima tournée di Abbado, alla guida dei Berliner Philarmoniker, in cui diresse le Nove sinfonie beethoveniane, di cui l’ultima fu eseguita al Musikverein di Vienna. Stesse emozioni e una trepidazione che emergeva in un flusso ininterrotto vissuto a Merano. Nelle vesti di solista, concertatore e direttore si è notata una totale sintonia tra Lisiecki e i professori, le cui mani impegnate sulla tastiera assegnavano il compito di dirigere alla testa, piegata di lato per dare il là all’Orchestra.

Una totale padronanza unita ad una lettura che entra in profondità e svela suoni inediti quanto innovativi; come se l’intento fosse quello di anticipare in forma di presagio, un Beethoven tardivo nelle sue ultime composizioni. Ci svela indizi di come il compositore tedesco giunse successivamente alle sonate composte al culmine della sua carriera (in condizioni di disabilità per la sordità che gli impedirà di sentire), e Lisiecki le fa proprie in un compendio unico nel suo genere. Richiede a tutti coloro che lo ascoltano una concentrazione assoluta per comprendere lo studio, la sua ricerca e una predisposizione innata alla sperimentazione esecutiva.

Conduce l’Orchestra a livelli di interpretazione mai ascoltati in precedenza in grado di assecondarlo con totale adesione e ne dimostra l’eccezionale sintonia venutasi a creare. C’è un aspetto umano come valore aggiunto in un artista dotato di un carattere capace di evitare personalismi e atteggiamenti auto – egoriferiti, a favore di una condivisione unitaria. Lisiecki possiede tutto questo e lo ha dimostrato l’entusiasmo del pubblico del Kursaal in piedi per la standing ovation per sottolineare l’elevato grado di soddisfazione. “Fare musica insieme – Das Zusammenmusizieren” era il monito permanente che Abbado promuoveva e Lisiencki lo ha ereditato egregiamente.

Ascoltati al Südtirol Festival Merano l’8 e 9 settembre 2025





