Recensioni — 12/05/2026 at 21:50

Una semplice corda che (s)lega la vita di due uomini.

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RUMOR(S)CENA – LAIVES (Bolzano) – Basta una corda in scena, due attori “legati” tra loro per dare vita a teatro ad una rievocazione narrativa per raccontare un’ impresa alpinistica che avrebbe potuto concludersi in una tragedia. (S)legati è il titolo della rappresentazione teatrale di e con Jacopo Maria Bicocchi e Mattia Fabris della Compagnia A.T.I.R Teatro Ringhiera di Milano organizzato dalla Sezione CAI di Bolzano in collaborazione con la Sezione CAI di Laives, visto al Teatro di San Giacomo di Laives.  La parola a teatro ha una potenza fondamentale e se ad esercitarla sono attori del calibro dei due protagonisti, la concentrazione del pubblico diventa quasi spasmodica.  Un’impresa alpinistica conquistata con successo si trasforma in tragedia all’atto della discesa quando uno dei due si frattura una gamba.  Un incidente che mette a rischio l’incolumità di entrambi e rende difficoltoso il rientro. Il compagno di cordata escogita un sistema per far scendere l’infortunato legandolo a sé.

Legati come ancora di salvezza, un filo che unisce passione, amicizia, solidarietà, come deve essere tra chi ama la montagna che unisce e non divide. Un intreccio di emozioni altalenanti in cui lo spettatore viene catturato con la forza dell’immaginazione tale da essere coinvolto nel rivivere la concitazione di quanto è accaduto a Joe Simpson e Simon Yates in grado di scalare per primi al mondo il Siula Grande nelle Ande Peruviane. Simpson ne trasse anche un libro “La morte sospesa”, da cui è stato tratto anche un film documentario. Maria Bicocchi e Mattia Fabris non si limitano a raccontare quanto è stato vissuto dai due alpinisti, come semplice trasposizione teatrale, bensì riescono nell’intento di trasmettere la fatica di arrivare a seimila metri, i brividi del freddo che a quelle altitudini congela anche il pensiero, il rischio di sfidare la propria vita con l’obiettivo di far parte della storia dell’alpinismo mondiale. La montagna attira come le sirene nell’Odissea di Omero: il mito greco che spiega come Ulisse per evitare di essere rapito si fa legare all’albero maestro della nave per non correre il rischio di schiantarsi sulle rocce ascoltando il loro canto. La corda nel caso di Joe e Simon diventa però una costrizione, una sorta di catena che potrebbe mettere a rischio anche la vita di Simon che si vede costretto a tagliare per liberarsi.

Una decisione sofferta, drammatica, angosciante. “Mors tua vita mea” sembra una scelta incontrastabile ma il loro destino riserva un altro finale: Joe precipita in un crepaccio mentre Simon rientra al campo base sconvolto dal rimorso di non aver potuto salvare il suo compagno. Ma la forza di sopravvivenza di Joe è tale che riesce a salvarsi. In (S)legati il racconto di questa impresa permette di indagare nel profondo dell’animo umano, l’aspirazione dell’uomo a superare se stesso nella ricerca agognata di arrivare sempre più in alto. Un’altezza non solo nello scalare vette ma una ricerca verso l’indefinito, verso un traguardo sconosciuto. La montagna è una grande cura per l’essere umano. Rende tutti uguali. dove si annullano ogni differenza.

Di e con Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris
musiche Sandra Zoccolan
produzione ATIR Teatro Ringhiera

Visto al Teatro di San Giacomo di Laives il 10 aprile 2026

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