Recensioni — 10/06/2026 at 20:45

Le fascinazioni di Seta, omaggio di Plovdiv al testo evergreen di Alessandro Baricco

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RUMOR(S)CENA- ROMA- Serate speciali a inviti per Alessandro Baricco nella totalizzante ed enorme struttura del Teatro Brancaccio a cura del Teatro Drammatico di Plovdiv. Seta è uno spettacolo in lingua originale bulgara con sottotitoli in italiano e un minimo di disagio per stabilire la relazione tra la scena bassa e le sovrascritture alte. Doppiato il giorno successivo con Senza sangue (2002). Una sinergia efficace per Seta, stabilita, nel massimo rispetto per il plot originale, risalente a trent’anni prima, dal grande successo editoriale, per l’intensità di alcuni dialoghi assolutamente letterari, tra la regista Diana Dobreva, il poeta e drammaturgo Alexander Sekulov (porta la sua firma l’adattamento teatrale), lo scenografo Valentin Svetozarev e il musicista Sashko Kostov, per l’esecuzione dal vivo delle partiture scritte con Yavor Karagitlev.

L’aura del libro scorre fluida in un contesto che valorizza la scenografia e il lavoro attoriale collettivo, un intarsio per venti interpreti: un cast che forse solo il Teatro di Roma si può permettere. Sforzo e sfarzo anche tecnico/logistico visto che l’esportazione dello spettacolo in Italia è un biglietto da visita eccellente e significativo sul livello raggiunto dalla drammaturgia in Bulgaria.  Si può immaginare quanto zelo organizzativo ci sia dentro la rappresentazione in un momento in cui lo scrittore italiano è sulla cresta dell’onda anche per l’iniziativa de La Tempesta perfetta, lettura in sincrono di Dostoevskiy in tanti luoghi iconici della capitale. La seta è insieme bellezza e destino, futuro e dannazione nel mondo dei traffici mercantili. Le avventure di un commerciante francese si misurano sulla lunghezza d’onda dell’affascinante confronto con la cultura giapponese. Lo spettacolo ci fa avvertire le differenze in un salto quantico, l’approccio diverso alla vita dei due mondi restituendoci i palpiti di un amore quasi impossibile.

Così la seta, sullo sfondo della vicenda, si pone come miraggio ed eco. La scelta del testo non è casuale visto che Seta è stato tradotto in 40 lingue ed è teatralmente efficace per il lirismo di dialoghi che colpiscono il segno, non rinunciando a riferimenti erotici piuttosto espliciti. Anche un baco da seta può essere oggetto di conflitto teatrale perché dietro c’è un’industria, un progetto, un ideale di benessere nell’inesausta tensione tra Oriente e Occidente. Si ricorderà come la diffusione delle droghe primordiali (l’oppio in primis) sia stata arma di ricatto e di vassallaggio nei confronti della Cina. La seta dunque come oggetto concupito e vettore di contrasti.  La regista Dobreva ci fa entrare con le seguenti parole nello spirito dello spettacolo: “Seta descrive la bellezza come destino e l’amore come forma di sacrificio. Per questo ho cercato di rendere il viaggio del commerciante francese come un viaggio sensoriale”.

Aggiungeremo anche emozionale per la forte carica suggestiva della scenografia. Il viaggio esperienziale riassume un mondo, un secolo ma anche, in un più contenuto limite, una storia intensa.  La proposta, evoca il gemellaggio di Plovdviv come capitale della cultura europea unitamente a Matera nell’anno del pre-Covid, ed è sufficientemente collaudata perché la prima risale al 2023, come spettacolo bulgaro selezionato per la selezione ufficiale dell’Olimpiade teatrale mondiale che si tenne nel 2023 nella vicina Ungheria.

SETA dal romanzo di Alessandro Baricco, traduzione Tolya Radeva, adattamento autoriale Alexander Sekulov, regia Diana Dobreva, scenografia Mira Kalanova, costumi Marina Raychinova musica Petya Dimanova, video design Petko Tanchev, con Iavana Papazova, Marguta Gosheva, Eleva Kabasakalova, Patrizia Pandeva, Maria Sotirova, Ivana Krumova Mariana Yotova, Boriana Bratoeva, Boriana Manoilova, Radina Dumanyan, Konstantin Elenkov,  Simeon Aleksiev, Troyan Gogov, Krasimir Vasilev, Todor Darlianov, Alexey Kozhuharov, Venelin Metodiev, Dimitar Banchev, Ivaylo Hristov, Stoyan Sardanov.  

Visto al Teatro Brancaccio di Roma il 9 giugno 2026

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