musica e concerti, Recensioni — 09/09/2025 at 12:37

Le alchimie musicali di Santtu – Matias Rouvali alla guida della Philarmonia Orchestra di Londra

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RUMOR(S)CENA – MERANO – Se a suonare è un’orchestra dalle capacità interpretative eccelse e a dirigerla è un direttore in grado di elevare la musica a livelli raramente ascoltati prima, il gioco è fatto: la Philarmonia Orchestra di Londra  e il loro direttore Santtu -Matias Rouvali  sono stati gli artefici di un concerto memorabile e stupefacente ospiti del südtirol festival merano, accolti da un pubblico in visibilio da suscitare emozioni  materializzatesi in un tripudio di applausi, festosi e prolungati, come se il pubblico volesse  riascoltare dal principio tutto l’impaginato scelto: il Capriccio italiano op. 45, il Concerto per piano e orchestra nr. 2 di Pëtr Il’ič Čajkovskij e L’uccello di fuoco di Igor Stravinsky.

Opere tali da suscitare un timore reverenziale in chi sceglie di eseguirli, sapendo di dover affrontare capolavori della musica a livello mondiale. Rouvali (origini finlandesi) però non si è fatto intimorire, possedendone le capacità per studio e preparazione, la cui giovane età (quasi quarantenne) gli garantisce una carriera in divenire sempre più affermata e di successo. Unita ad un’umiltà che gli permette di suscitare simpatia nei suoi confronti. Fin dalle prime note del Capriccio, si potevano percepire le suggestioni che avevano ispirato il compositore russo, nel suo soggiorno romano del 1879/80, raccolte per strada nella vivace e folkloristica vita quotidiana della città eterna. Il suono travolgente scaturisce dal gesto di chi lo dirige per trasformarlo in onde che si propagano a nella frenesia finale di qualcosa di simile al fragore tipico dei fuochi d’artificio.

crediti Damian Pertoll

La strumentazione orchestrale includeva anche l’arpa, il tamburello e il carillon e la sontuosità degli archi e dei legni che Rouvali eleva alla massima potenza. Un caleidoscopio di colori, timbri musicali che all’ascolto ha permesso di distinguere un tipo di strumento dall’altro anche quando suonano la stessa nota alla stessa intensità. Un’alchimia perfetta per una lettura difficilmente paragonabile ad altre, se pur eseguite da celebri direttori. Su YouTube è ascoltabile la stessa esecuzione della Philarmonia Orchestra, considerata (a ragione) da Marco Vizzardelli, critico musicale del quotidiano Alto Adige di Bolzano: “una delle tre/quattro compagini mondiali odierne”.

crediti Damian Pertoll

A dimostrazione di tale giudizio è arrivata la conferma con il Concerto per pianoforte e orchestra n.2 in sol maggiore op. 44, meno conosciuto del primo, il quale richiede la partecipazione di un solista al piano in grado di affrontare e superare un elevato grado di difficoltà tecnica. Bruce Liu di soli 28 anni, Premio Chopin 2021, ha dimostrato di possedere la preparazione, il carisma, la perfetta dominanza del suono sulla tastiera, a tratti solo sfiorata, o meglio accarezzata, da minute dita capaci di trasformare il suono in un canto impreziosito dal primo violino, definito anche “spalla”, con il compito di guidare l’intera sezione dei violini primi (spesso anche l’intera orchestra), il giovane Eugene Lee. Dal lato destro dell’orchestra (per chi era seduto in platea) il primo cello altrettanto virtuoso nel dialogare con il primo violino e il pianista.  Sul podio Rouvali dal gesto che abbraccia tutti i professori.

crediti Damian Pertoll

Le sue movenze fisiche così originali ed espressive nel dirigere suscitano ammirazione e lo fanno apparire molto più alto di quanto sia in realtà. Bruce Liu in omaggio al pubblico, galvanizzato dall’ascolto ha concesso il bis con la Fantasia- Improvviso op. 66 di Chopin.  L’appagamento non era ancora terminato e al fine di collegare, in una sorta di arco temporale l’800 di Čajkovskij con il 900 di Stravinsky con L’uccello di fuoco: musiche di scena dell’omonimo balletto, talmente rivoluzionarie per lo spirito innovativo che esalta un dinamismo ritmico audace. Un flusso inarrestabile che giunge al crescendo finale attraversato da cromatismi pennellati su una tavolozza di un pittore musicista che si irradiano nell’atmosfera e travolge tutti nel cercare di respirare prima del trionfo conclusivo. L’omaggio del bis ironico spiegato a voce: “Ci avviciniamo all’Oktober Fest, la Polka di Sostakovic ci porterà nel suo clima.”, ha siglato un concerto senza pari.

Un concerto sold out per un festival che offre ai suoi residenti di usufruire di abbonamenti scontati. A Merano però giungono da tutta Europa per seguire i concerti, come una coppia straniera abituati a viaggiare da Londra a Sidney, da Berlino a Parigi, talmente entusiasti da attendere il direttore a lungo per congratularsi con lui. Pochi festival come questo sono riusciti a fidelizzare il suo pubblico affezionato che ogni anno si ripresenta puntuale, elegante e preparato sa riconoscere il valore del direttore artistico Andreas Cappello nel permettere loro di ascoltare le orchestre più celebri e blasonate del mondo.

crediti Damian Pertoll

Visto al südtirol festival merano nella sala grande del Kursaal di Merano il 4 settembre 2025

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