Recensioni — 05/12/2025 at 13:25

Umberto Orsini rivive il suo passato artistico aspettando il Temporale. Una vita per il teatro

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RUMOR(S)CENA – MILANO – «La prima cosa che mi viene da pensare quando sto per entrare in scena è che anche quella sera mi capiterà di dire cose importanti, profonde, a volte spiritose, a volte drammatiche, raramente banali. E questo è un privilegio enorme. Sottrarre due ore del nostro tempo all’ovvietà delle parole quotidiane per dire parole scritte da altri è una cosa impagabile. Che ladro è l’attore, e nello stesso tempo che benefattore!»

A dirlo è Umberto Orsini nel suo libro autobiografico “Sold Out” pubblicato nel 2019 da Laterza (curato da Paolo Di Paolo) in cui racconta la sua carriera artistica teatrale e cinematografica. Un bilancio della sua vita professionale arricchita da incontri con registi, attrici e attori con i quali ha lavorato insieme. Dalle parole scritte alle parole recitate con lo stesso intento: quello di condividere con il pubblico quanto egli sia uno dei protagonisti più celebri e affermati della scena italiana, sia sui palcoscenici che sul grande schermo.  E non poteva che avvenire se non sul palcoscenico, ora in quello del Piccolo Teatro Grassi di Milano, sede storica di un altro nome che ha fatto la storia del teatro italiano e non solo: Giorgio Strehler.  “Prima del Temporale” (l’attore è in attesa di andare in scena per recitare Il Temporale di Strindberg), è un atto d’amore verso il teatro e per chi ha lavorato insieme a Umberto Orsini, condividendo fatiche, sacrifici e successo.

UMBERTO ORSINI Prima del Temporale foto Claudia Pajewski

Guidato dalla sapiente e discreta regia di Massimo Popolizio,Prima del Temporale”, rappresenta un vero e proprio lascito testamentario costellato di ricordi, aneddoti, vissuti, incontri fortuiti, come quello sul treno diretto a Roma nel settembre del 1955, per andare a sostenere il provino recitando L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello all’Accademia d’arte Drammatica Silvio D’Amico, quando si trovò a viaggiare insieme ad Orson Welles. Un segno del destino per chi aveva in mente di diventare a tutti i costi un attore. Partito da Novara in cerca di fortuna con poche lire in tasca.

UMBERTO ORSINI Prima del Temporale foto Claudia Pajewski

Il programma di sala cita: «Con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni, un vecchio attore – nella mezz’ora che lo separa dall’entrata in scena per recitare da protagonista nel Temporale di Strindberg – si trova a rivivere, in un tempo senza fine, alcuni momenti della propria vita. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando all’esterno del suo camerino diventa il pretesto e l’invito, a volte spensierato e a volte commosso, a incontrare e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato: dove un suono ne evoca un altro, una risata riporta a un momento di gioia, un lungo silenzio a una perdita lontana nel tempo».

DIAMARA FERRERO UMBERTO ORSINI Prima del Temporale Foto Claudia Pajewski

Fantasmi del passato che riappaiano e si materializzano in camerino di un qualsiasi teatro, dove l’essenziale arredamento necessità di pochi oggetti funzionali all’attesa di andare in scena. Quell’attesa a pochi minuti dall’alzata del sipario che diventa un rito per ogni attore. La scarna scenografia si trasforma in un caleidoscopio dove appaiono immagini dell’epoca, visi conosciuti, le locandine degli spettacoli memorabili interpretati e lui stesso ricorda il numero delle repliche. Fasti del passato in cui il teatro godeva del suo massimo splendore.

Merito del lavoro eccellente dello scenografo Marco Rosso e Francesca Sgariboldi che trasformano lo spazio in un luogo di visioni anche oniriche grazie al contributo delle suggestive proiezioni di Lorenzo Letizia e l’apporto sonoro di Alessandro Saviozzi. Non ci si può sottrarre dal lasciarsi catturare dal carisma dell’attore che a 91 anni sa emozionare come pochi, gesto dopo gesto, parola dopo parola pronunciata con passione. Umberto Orsini ci riporta ad un passato glorioso, attraversando con una lucidità impressionante, la storia del teatro italiano e lo fa insieme a Massimo Popolizio, coautori di una drammaturgia efficace per ricostruire l’intera carriera dell’attore, basata sul rapporto con la sua memoria, perfettamente in sintonia tra loro nel condividere un registro narrativo in grado di evitare ogni forma di autocompiacimento che avrebbe inficiato l’esito. 

Foto Claudia Pajewski

Il camerino di Orsini diventa luogo di ricordi, di riflessione e di attesa che appare come qualcosa di simile ad uno spazio autobiografico dove emergono i sentimenti vissuti durante tutta la sua carriera, sia professionali che privati, l’amore provato per Ellen Kessler, Rossella Falk, Virna Lisa, l’amicizia con Corrado Pani. Senza mai cedere a facili sentimentalismi o deboli citazioni nostalgiche, grazie alla sua sagace autoironia che gli appartiene, mai agiografico ma di un’onestà intellettuale sorprendente. Umberto Orsini, coadiuvato da Flavio Francucci e Diamara Ferrero, convincenti e bravi nei rispettivi ruoli di vigile del fuoco, addetto alla sicurezza e sarta di scena che nel corso dell’attesa dell’inizio dello spettacolo, si trasformano in testimoni privilegiati, facendosi coinvolgere sempre più nell’intimità profonda del suo essere uomo di spettacolo.

Foto Claudia Pajewski

È teatro nel teatro in cui si mescola il presente con il passato, tra ciò che l’attore è ora e quello di essere stato in passato insieme a Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Mauro Bolognini, Giuseppe Patroni Griffi, Piero Tosi, Corrado Pani, Gianni Santuccio, Luca Ronconi, Romolo Valli, Giorgio De Lullo, Giancarlo Cobelli, Gabriele Lavia, Sandro Bolchi. Nomi tutelari a cui Umberto Orsini rivolgendo loro un omaggio affettuoso e riconoscente, così come fa il pubblico tributando lunghi applausi e alzandosi in piedi.

PRIMA DEL TEMPORALE da un’idea di Umberto Orsini, Massimo Popolizio con Flavio Francucci, Diamara Ferrero, scene Marco Rossi, Francesca Sgariboldi, costumi Gianluca Sbicca, video Lorenzo Letizia, luci Carlo Pediani, suono Alessandro Saviozzi, assistente alla regia Mario Scandale, regia Massimo Popolizio, produzione Compagnia Umberto Orsini

Visto al Piccolo Teatro Grassi di Milano il 2 dicembre e in replica fino al 21 dicembre 2025

Teatro Due di Parma dal 24 al 25 marzo 2026

Teatro Duse di Bologna dal 27 al 29 marzo 2026

Teatro Asioli di Correggio (Reggio Emilia) 31 marzo 2026

Teatro Girolamo Magnani di Fidenza 1 aprile 2026

Teatro Diana di Napoli dal 15 al 26 aprile 2026

Teatro Argentina di Roma dal 5 al 15 maggio 2026

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