Così fan tutte al Teatro alla Scala: Robert Carsen ambienta l’opera di Mozart in un reality show

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Così fan tutte secondo Robert Carsen: la nuova produzione del Teatro alla Scala ambientata in un reality show. La Prima in programma mercoledì 5 novembre, trasmessa in diretta da Rai Radio 3e su Rai5 giovedì 6 novembre alle 21.25

RUMOR(S)CENA – MILANO – Va in scena al Teatro alla Scala di Milano, l’ultima e preziosa nuova produzione della Stagione 2024/2025: Così fan tutte, dramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, in programma dal 5 al 26 novembre con la regia di Robert Carsen e che vede nella buca d’orchestra Alexander Soddy, direttore britannico dai fitti impegni tra il Covent Garden, il Metropolitan e le Opere di Stato di Vienna e Berlino in un repertorio che spazia da Wagner e Strauss a Mozart e all’opera italiana. Le malinconiche geometrie d’affetti disegnate da Mozart, meno rappresentate alla Scala degli altri titoli della trilogia dapontiana, contano nondimeno la leggendaria versione di Guido Cantelli che inaugurò la Piccola Scala nel 1956, l’allestimento maiolicato di Michael Hampe e Mauro Pagano più volte ripreso da Riccardo Muti a partire dal 1983 e quello pensoso di Claus Guth diretto da Daniel Barenboim nel 2014. L’opera sarà trasmessa il 5 novembre in diretta da Rai Radio 3 e in televisione il6 novembre alle 21.25 su Rai 5.

Crediti foto Vito Lorusso

Il cast vede Elsa Dreisig nel ruolo di Fiordiligi, Nina van Essen nel ruolo di Dorabella e Sandrine Piau in quello di Despina. Luca Micheletti interpreta Guglielmo, mentre Giovanni Sala vestirà i panni di Ferrando e Gerald Finley sarà Don Alfonso.

Alexander Soddy torna al Teatro alla Scala per questa produzione, ulteriore impegno che si somma al Ring di Richard Wagner, in programma a inizio marzo 2026, in occasione dei 150 anni dalla prima esecuzione del 1876, quando la Tetralogia sarà ripresa e diretta, dall’1 al 7 marzo, proprio da Alexander Soddy, mentre dal 10 al 15 marzo salirà sul podio Simone Young.

Crediti foto Vito Lorusso

Robert Carsen torna al Teatro alla Scala per confrontarsi ancora una volta con un’opera di Wolfgang Amadeus Mozart. Era il 2011, quando il regista canadese offrì la sua lettura del Don Giovanni, per l’inaugurazione di Stagione del Teatro alla Scala con Daniel Barenboim, produzione riproposta poi nel 2017 e nel 2022. Risale al 1993, invece, la sua lettura delle Nozze di Figaro, che, dopo l’esordio all’Opera National de Bordeaux, fu destinata a essere messa in scena in tutta Europa. Oggi, per questa nuova produzione con cui Carsen si confronta per la prima volta con Così fan tutte, il regista propone un’audace indagine sulla natura umana ai tempi della società dello spettacolo facendoci pensare a reality show come “Temptation Island”, “Love Is Blind” e “Too Hot to Handle”, che portano sullo schermo persone reali in contesti simulati per metterne alla prova l’amore, come afferma il regista: “Il nostro format si intitola ‘La scuola degli amanti’, e mette alla prova le coppie, ne testa la solidità, le espone a tentazioni per vedere cosa succede.

Crediti foto Vito Lorusso

Anche nel Così fan tutte abbiamo due coppie che accettano, consapevolmente o meno, di mettere alla prova il loro amore. Insomma, il principio è lo stesso: tutti partecipano a un esperimento in cui scoprono aspetti di sé e del proprio partner che non conoscevano. E, come nei reality, non sanno esattamente cosa accadrà né come reagiranno. In questa chiave, Despina e Don Alfonso diventano i conduttori dello show. Non più una cameriera e un filosofo, ma due presentatori, su un piano di parità: lei l’anima pratica, ironica, lui lo stratega, l’osservatore. Insieme guidano il gioco, lo orchestrano, lo commentano”.

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Crediti foto Vito Lorusso

Datata 1790, Così fan tutte rimane la più strana e difficile fra le grandi opere di Mozart. Il suo volto sfingeo, su cui si alternano amarezza e sorriso, il suo perenne oscillare tra frivolezza e serietà, geometria e affetto, l’irresistibile bellezza musicale, l’abbondanza straripante dell’invenzione, “sciupata” per un soggetto apparentemente così futile, hanno segnato la tormentata fortuna dell’opera, mettendo a dura prova il giudizio della critica e la comprensione del pubblico. Da qui i numerosi rifacimenti cui il lavoro andò incontro durante il secolo scorso, nel tentativo di trovare per quella musica sublime un soggetto più degno. L’opera, il racconto del gioco orchestrato da Don Alfonso per smascherare le illusioni amorose e mettere a nudo i desideri e i sentimenti dei protagonisti, esplora il tema della fedeltà e della sua fragilità, mettendo in scena una complessa scommessa sull’infedeltà.

Crediti foto Vito Lorusso

La morale di Così fan tutte è però di natura sociale e non misogina. Le strutture del dramma giocoso di tipo goldoniano, precedente lo sviluppo della grande commedia musicale, vengono consapevolmente reimpiegate per rendere l’espressione della menzogna: la quale è comune agli uomini come alle donne, nascendo in entrambi dal medesimo ambiente e dall’abitudine a esprimersi secondo le regole del rococò galante che ingabbia la natura, gli usi, i costumi e finisce per incidere sulla stessa profondità dei sentimenti. “Lasciate tali smorfie / del secolo passato” raccomanda, senza grandi risultati, Don Alfonso.

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