musica e concerti — 03/10/2025 at 09:20

Notes of the memory of notes: Geografie immaginarie del suono

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RUMOR(S)CENA – REGGIO EMILIA – Il concerto Notes of the memory of notes al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, del trio composto da Fabrizio Cassol al sassofono, Adèle Viret al violoncello e Lorenzo Bianchi Hoesch alle manipolazioni elettroniche è stata un’occasione preziosa per attraversare territori sonori in costante trasformazione, sospesi tra scrittura e improvvisazione. Una musica che non cerca la forma chiusa, ma si apre a un dialogo continuo, capace di muoversi tra jazz, sperimentazione elettronica e lirismo cameristico. Il concerto si apre come un invito: le prime note si librano nel silenzio, e già si capisce che non assisteremo a uno spettacolo convenzionale, ma a un rito sonoro che cammina fra luce e ombra, tensione e respiro.

crediti foto Andrea Mazzoni

Lorenzo Bianchi Hoesch, grande sperimentatore delle nuove tecnologie digitali, costruisce l’orditura elettronica con mani d’artigiano: glitch, micro-scatti, stratificazioni timbriche che diventano paesaggio, dilatazioni spaziali che avvolgono gli strumenti acustici e li moltiplicano in tempo reale, come un abito sartoriale su misura.

Fabrizio Cassol porta in dote la sua lunga esperienza con l’ensemble belga di prog jazz Aka Moon e i dialoghi con le musiche del mondo emergono nelle sue improvvisazioni, passaggi melodici affilati che evocano terre lontane. C’è in lui una fantasia cromatica che non si stanca mai di reinventarsi, di tessere legami imprevisti.

Fabrizio Cassol crediti foto Andrea Mazzoni

Adèle Viret porta nel trio la freschezza giovanile e la sensibilità sviluppata in pochi anni con il suo quartetto, sorprende per maturità e inventiva, ed emerge come nodo sensibile: il violoncello diventa voce, percussione, filo melodico. Alterna arco e pizzicato con naturalezza, ricama frasi che a volte paiono ridotte al nucleo essenziale, altre volte si aprono, gridano, avvolgono.

Adèle Viret crediti foto Andrea Mazzoni

Il trio non procede su binari predeterminati, si muove in uno spazio fluido, dove nessuno dei tre impone gerarchie: la musica respira, si sospende, si ritrae e poi esplode, in una dialettica di silenzio e gesti sonori. Il microtonale affiora come bagliore segreto, le sfumature più nascoste emergono.

L’esperienza che restituisce Notes of the memory of notes è un viaggio interiore: non un racconto lineare, ma un’intensa tessitura di relazioni sonore, un’esperienza immersiva, capace di tenere il pubblico in tensione tra silenzi densi e improvvise esplosioni di energia. Un incontro raro, in cui tre personalità diverse si fondono in una voce comune, aprendo finestre su mondi sonori ancora da esplorare.

Visto il 26/9/2025 al Teatro Cavallerizza , Reggio Emilia

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