RUMOR(S)CENA – BOLZANO – Il Circolo Culturale Oltrisarco di Bolzano ha presentato il 19 giugno scorso nel corso di una conferenza Il Museo di Punta Linke, il sito archeologico più alto d’Europa con la partecipazione del direttore del Museo della Grande Guerra di Peio, Maurizio Vicenzi, su invito della presidente Loretta Prescianotto. Situato nel gruppo dell’Ortles Cevedale, il museo è posto a 3.629 metri di altitudine in Provincia di Trento, rappresenta una delle testimonianze più significative della Prima guerra mondiale sul territorio trentino. Mediante la proiezione di immagini fotografiche Vincenzi ha suscitato un vivo interesse tra i partecipanti, grazie alle suggestive fotografie che testimoniano quanto sia stata sofferto da parte dei soldati sia italiani che austriaci, dover combattere in alta montagna in condizioni di estrema difficoltà a causa del freddo e della neve.

Punta Linke diventò uno dei siti più alti e strategici del fronte occidentale durante la Prima Guerra Mondiale dove il ghiaccio ha conservato una grande quantità di reperti bellici ritrovati e dopo un accurato lavoro di restauro possono essere visitati. Il direttore del Museo, caso unico in Europa, ha descritto il lavoro svolto per riportare nel suo luogo originario il motore della teleferica costruita dall’esercito austro – ungarico adibita al trasporto del materiale. Riposizionata e ricomposta delle parti mancanti è stato possibile ripristinarne la funzione e può essere manovrata manualmente.

Sepolta dal ghiaccio per quasi cento anni da quando l’esercito nemico abbandonò quel tratto di fronte, la stazione di transito serviva a collegare Cogolo di Peio e il “Coston delle barache brusade” e fu realizzata all’interno di una galleria nel ghiaccio e una seconda galleria, scavata nella roccia e permafrost (terreno perennemente ghiacciato) per permettere ai soldati di non essere individuati dal nemico. Con la sconfitta da parte degli Austriaci, il presidio militare fu abbandonato lasciando sul luogo ingenti quantità di materiale bellico.

Il direttore Vicenzi ha illustrato le immagini proiettate sullo schermo, dalle quali si è potuto comprendere quanto sia stato prezioso il lavoro degli archeologi per ripristinare la baracca dove si trova il motore rinvenuto all’interno della galleria liberata dal ghiaccio con metodiche molto particolari per non danneggiare i manufatti militari rinvenuta, grazie all’utilizzo di strumenti non invasivi, come i diffusori di calore e attrezzi leggeri adatti allo scavo in ghiaccio. In una delle immagini proiettate si sono visti i copriscarponi in paglia di segale che venivano indossati dai soldati durante i turni di guardia. Per permettere la messa in sicurezza delle strutture ritrovate e restaurate hanno prestato la propria opera anche le Guide alpine del Trentino. Un altro problema affrontato è stato quello di preservare dal deterioramento i reperti riemersi dal ghiaccio al momento del loro ritrovamento. Un lavoro complesso a cui si sono uniti gli archeologi della Società archeologica di Mantova, ricercatori e glaciologi delle Università di Pisa, Roma, Milano-Bicocca e Padova.

Lo scioglimento dei ghiacciai è un fenomeno globale legato ai cambiamenti climatici dovuto al surriscaldamento della superficie terrestre. Anche i ghiacciai in Italia sono a rischio scioglimento. l’ultimo report di Legambiente sulla situazione nelle Alpi, sarebbero almeno 7 i ghiacciai d’Italia a rischio scioglimento tra cui quello della Marmolada nel Veneto – Trentino Alto Adige e il Fradusta in Trentino Alto Adige. Dal ghiaccio che si scioglie emergono spesso anche resti umani, come è accaduto di recente sulla Marmolada nel 2024, con i resti di due soldati italiani, e sull’Adamello, un soldato austro-ungarico riemerso dalla Vedretta di Lares.

A poca distanza da Punta Linke, a 3535 metri d’altezza si erge il rifugio Vioz, (oggi porta il nome di Vioz Mantova) il più alto delle Alpi Orientali. Costruito nel 1911 dal Club Alpino di Halle (Germania), fu sede di un comando dell’Esercito Austriaco durante il conflitto per essere adibito a comando militare ad alta quota sul fronte di guerra. L’allestimento è stato curato da l’Ufficio beni archeologici dell’UMSt Soprintendenza per i beni e attività culturali provinciale che ha ripristinato il percorso di visita con la collaborazione del Museo “Pejo 1914-1918. La guerra sulla porta”.
Museo di Pejo: tel. 348 7400942 – Rifugio Vioz: tel. 0463 751386
Museo di Peio www.museodipejo.it
Il sito è visitabile tutti i giorni dalle ore 11 alle 15 con ingresso gratuito.

Il Circolo culturale Oltrisarco è attivo a Bolzano da oltre 30 anni. Con la ristrutturazione del centro socio-pastorale e del cinema teatro Costellazione vengono organizzate manifestazioni di ogni genere come spettacoli teatrali per adulti e bambini, mostre, concerti ed incontri culturali.





