RUMOR(S)CENA – BOLZANO – TRENTO – Con un titolo sorprendente e di grande impatto emotivo, la Stagione d’Opera della Fondazione Haydn si appresta ad ospitare un’autentica novità: la prima esecuzione europea dell’opera da camera Note to a Friend del Premio Pulitzer David Lang, la cui musica si ispira al minimalismo e al rock. Composta nel 2023 su commissione della Japan Society, Note to a Friend esplora l’animo umano affrontando tematiche delicate e attuali: la famiglia, il ricordo, la morte. L’opera verrà messa in scena sabato 7 marzo 2026 alle ore 20.00 al Teatro Comunale (Studio) di Bolzano e mercoledì 11 marzo alle ore 20.00 al Teatro Sanbàpolis di Trento, per la regia, scene e costumi di Fabio Cherstich, artista in residenza della Fondazione Haydn, il Lighting Design di Veronica Varesi Monti e il Video Design di Francesco Sileo.

La vicenda, dal forte impatto drammatico, ruota attorno all’ultimo messaggio per un amico scritto da un uomo che ha scelto di togliersi la vita. La regia di Fabio Cherstich declina la storia nello stile di un giallo e immerge il protagonista in un’indagine sulla sua vita. Ad interpretare questa raffinata opera da camera sarà la straordinaria vocalità di Theo Bleckmann, cantante e compositore più volte nominato ai Grammy, nonché vincitore del prestigioso Jazz Echo Award, insieme al Quartetto Prometeo, gruppo di riferimento per il repertorio contemporaneo, già Leone d’Argento 2012 alla Biennale Musica di Venezia.
Le due rappresentazioni saranno precedute da Oper.a Talk, il consueto appuntamento di introduzione all’opera che si terrà al Teatro Comunale di Bolzano (Studio) alle ore 19.00 (sabato 7 marzo) e alla stessa ora a Trento nella sala conferenze di Opera Universitaria, a fianco del Teatro Sanbàpolis (mercoledì 11 marzo).

L’opera in risposta alla commissione della Japan Society per una nuova opera da camera, David Lang ha rielaborato il Memorandum per un vecchio amico di Ryūnosuke Akutagawa, scritto dal grande scrittore e poeta giapponesepoco prima di togliersi la vita. A partire dalle parole di Akutagawa, nella regia di Fabio Cherstich Note to a Friend diventa il punto di partenza per un’indagine impossibile: non tanto un’opera narrativa, quanto un percorso mentale e visivo che porta il pubblico dentro il trauma, la vertigine e lo smarrimento di chi cerca di comprendere ciò che non si può capire. A tal riguardo, il regista afferma: «La scena si apre come un archivio disordinato. Fotografie, documenti, oggetti privati, video frammentati compongono un paesaggio della memoria. In questo spazio, si muove un detective solitario, che è anche un possibile doppio del protagonista scomparso: la stessa voce, forse lo stesso volto.
È lui a guidare l’indagine – o a esserne travolto. Il pubblico assiste così a un’indagine visiva e sensoriale in cui il confine tra passato e presente, realtà e ricordo, razionalità e sogno si fa sempre più incerto. Man mano che la ricerca procede, la figura del detective si frantuma: è ancora alla ricerca della soluzione o sta tentando di ricostruire sé stesso? La regia lavora per tenere lo spettatore sospeso, intrappolato in questo enigma».
Maggiori informazioni e biglietti sul sito www.haydn.it





