stagione teatrale, Teatro, Va in scena a — 03/03/2013 21:07

“Mercuzio non vuole morire” della Compagnia della Fortezza, dal carcere di Volterra al Palladium di Roma

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ph: Carlo Gattai

Va in scena, in prima assoluta nella versione per spazio teatrale, al Teatro Palladium di Roma, il 5 e 6 Marzo 2013,  Mercuzio non vuole morire-la vera tragedia in Romeo e Giulietta della Compagnia della Fortezza diretta da Armando Punzo.

Dopo il debutto di luglio nel carcere di Volterra, nell’ambito del Volterra Teatro Festival 2012, preceduto da un lungo e articolato percorso a tappe segnato da laboratori, incontri, foto di massa e progetti collaterali, lo spettacolo della Compagnia della Fortezza, formazione celebre in tutta Europa come esperienza pioneristica di teatro in carcere, approda per la prima volta in un teatro.

Scavando ancora più a fondo nel solco già tracciato con L’Hamlice, Punzo prosegue la sua folle e irresistibile battaglia alla testa di personaggi letterari in cerca di riscatto. Il semisconosciuto Mercuzio, amico del ben più famoso Romeo, protagonista del celeberrimo play shakespeariano, sfida il padre autore  e si ribella al suo destino di morte. Nelle intenzioni del Bardo, Mercuzio, il poeta, il filosofo, il sognatore a oltranza  muore ucciso in duello da Tebaldo portando via con sé il soffio che aveva alimentato la vita nella Bella Verona fino a quel momento. Muoiono tutti i giovani, infatti, in un crescendo tragico che culmina con la fine dei due protagonisti incorniciati da una folla di vecchi irresponsabili, colpevoli dell’ odio distruttivo che ha provocato la morte dei loro migliori figli. La Compagnia della Fortezza rovescia le carte in tavola e elegge Mercuzio a protagonista assoluto di una tragedia tutta da riscrivere, che si interrompe nel punto cruciale dell’uccisione del giovane artista per  tentare una strenua resistenza nei confronti della penna crudele che lo ha condannato.

Una riscrittura decisamente corale che si innesta, in principio, nella fucina della comunità interna ed esterna in cui si è nutrita e che si è tradotta infine in una composizione scenica affollata di colori e vibrante di poesia.  Una mise en espace  in cui la potenza dei corpi degli attori si impasta senza alcuna preoccupazione narrativa ai versi di Majakovski, alle letture di Calvino, alle irrinunciabili musiche originali, al canto dal vivo, alle scenografie e ai costumi di un artigianato materico e commovente.

L’audace progetto si è trasformato, nei lunghi mesi di lavoro, in una ricerca artistica forsennata caricata di valenze simboliche precise, intrecciando alla riflessione sul testo shakespeariano molti altri livelli. E se l’accostamento tra il ritorno alla vita invocato per Mercuzio  e la condizione di detenzione degli attori della Fortezza risulta decisamente scadente o comunque riduttivo, ben più spessore c’è nel richiamo alla infaticabile lotta della Compagnia e del suo regista per ottenere l’agognato Teatro Stabile che consentirebbe all’ ormai venticinquenne gruppo di creare un ponte di collegamento solido e preziosissimo tra il carcere e la città in cui svetta solitario. Il complicato affaire Stabile, in effetti, ha scandito le tappe del percorso, quasi come doppio della battaglia di Mercuzio per la libertà di praticare l’arte del sogno, o, senza volontà di giochi di parole, il sogno dell’arte.

Inserito  nella sessione Territori d’autore” curata da Debora Pietrobono , e  parte del più ampio progetto intitolato La provincia in scena” (progetto  promosso dall’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma e realizzato dall’Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio (ATCL), in collaborazione con Fondazione Romaeuropa, Palladium Università Roma Tre – Romaeuropa, Centrale Preneste Ruota Libera Teatro e Municipio Roma 6),  Mercuzio non vuole morire sale adesso sul palcoscenico romano incarnando appieno lo spirito della rassegna romana che intende promuovere il confronto sui temi della scena contemporanea e allacciare a doppio nodo il teatro con il territorio che lo ospita attraverso un coinvolgimento attivo dei cittadini che vi abitano.

Nella versione volterrana, in effetti, il progetto ideato e diretto da Armando Punzo ha valicato le porte blindate del Maschio di Volterra, dove si è tenuto lo spettacolo della compagnia, per scendere in piazza, tra i cittadini, veri protagonisti di una rivolta pacifica combattuta in punta di versi poetici, chiamati a sostenere con la propria presenza e le proprie valigie cariche di sogni il viaggio di Mercuzio verso la città ideale.

Di nuovo, per la versione inedita presentata alle due serate al Palladium, il regista campano invita il pubblico a portare con sé un guanto rosso, un libro e una valigia (quest’ultima solo per un certo numero di spettatori che si rendano disponibili). Di nuovo in scena, insieme agli attori, la gente comune, i liberi sognatori.  Alla vigilia del debutto non si può che immaginare questo; tenendosi pronti, comunque, a lasciarsi stupire.

 

Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8 – Roma

Fondazione Romaeuropa

tel. 06.45553050 – promozione@romaeuropa.net – biglietteria online www.romaeuropa.net

 

 

 

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